Marco Riformetti | L’Accademia delle Scienze Artistiche da RAKhN a GAKhN
Tratto da Marco Riformetti @academia.edu, Comunisti, arte e cultura dal primo al secondo dopoguerra del Novecento, Tesi di laurea in “Storia e società” (LM84), maggio 2025.

C’è ancora un’ultima istituzione legata al mondo dell’arte contemporanea che opera nella Russia degli anni ’20 e sulla quale può essere interessante svolgere una breve riflessione: si tratta dell’Accademia delle Scienze Artistiche che nasce nel 1921 come accademia “russa” (RAKhN [26]) e che dal 1925 diventa accademia “statale” (GAKhN [27]).
A questa istituzione, che gode del sostegno diretto del commissario Lunacharskij secondo il quale è «una delle più importanti istituzioni accademico-artistiche della repubblica», partecipano in fasi diverse Vassili Kandinskij, Kazimir Malevic, Konstantin Yuon.
«Il complesso obiettivo della RAKhN era quello di elaborare una teoria della storia dell’arte, di fornirle una base scientifica e di indagare la relazione potenziale tra arte e scienze positive» (Misler [1997])
L’accademia dovrebbe dunque sviluppare la riflessione sul rapporto tra arte a scienza e provare a costruire una teoria scientifica della storia dell’arte; una teoria che nella Russia degli anni ’20 verrebbe spontaneo ritenere storico-materialistica [28]; Nicoletta Misler non è d’accordo con questa ipotesi e mostra come l’approccio dell’Accademia non sia in realtà molto materialistico, al punto che essa può essere considerata una sorta di “cittadella dell’idealismo” nel cuore del mondo sovietico in costruzione (Misler [1997]).
Gli studi dell’Accademia sono molto ampi; per sincerarsene basti pensare ai diversi dipartimenti in cui è divisa tra i quali spiccano quello filosofico, quello sociologico e soprattutto quello psicologico animato da Vassili Kandinskij il quale rielabora un piano [29] che aveva preparato con minor successo per l’INKhUK [30]. La psicoanalisi è considerata molto importante nell’Accademia; non a caso, al suo interno è molto attivo Ivan Ermakov (dal 1911 presidente della Società psicoanalitica e curatore della pubblicazione in Russia delle opere di Freud) il quale propone riflessioni sul rapporto tra creatività, zone erogene e stimoli specifici. Ipnosi, percezione e psicologia della Gestalt sono altri terreni sui quali viene sviluppata la riflessione psicologica in Accademia nel tentativo di fondare scientificamente il discorso sulla creatività.
Si capisce che l’Accademia è influenzata dal dibattito culturale che si svolge in Europa occidentale
«la prima lezione, e forse quella di maggior successo, dopo l’inaugurazione della RAKhN fu tenuta dal filosofo Fedor Stepun su Oswald Spengler e il declino dell’Occidente il 27 ottobre 1921» (Misler [1997])
Sebbene il compito dell’Accademia sia principalmente quello di costruire una teoria scientifica della storia dell’arte essa finisce inevitabilmente per avere un proprio giudizio anche sulla teoria dell’arte [31]; si tratta di un giudizio che potremmo definire più metodologico che non estetico in quanto tende a considerare l’approccio astratto alla realizzazione dell’opera più che la realizzazione concreta dell’opera. L’Accademia è parzialmente critica verso certe forme d’arte, come la stessa arte d’avanguardia, che considera poco scientifiche in quanto poco consapevoli dei processi psichici e fisiologici che stanno alla base della produzione creativa e della sua fruizione. Sulla base di questa critica (e nonostante le collaborazioni di Malevic e di alcuni artisti costruttivisti) la RAKhN tende a privilegiare un’arte più figurativa e più tradizionale (possiamo pensare al grande pittore Konstantin Yuon) assumendo una postura in certa misura conservatrice, al punto di guardare con simpatia il “rappel à l’ordre” di artisti come Felice Casorati o Pablo Picasso [32]). Questo per dire una volta di più di quanto sia articolato il confronto – e persino lo scontro – tra le diverse concezioni dell’arte nella fase rivoluzionaria che segue l’Ottobre.
L’Accademia svolge un ruolo molto importante nel panorama artistico degli anni ’20 anche per il fatto di promuovere una vera e propria sintesi transdisciplinare delle arti che unisce alle classiche “belle arti” letteratura, danza, teatro, posteristica, cinema, folklore e anche arti applicate come il design industriale o l’arte del libro. Il punto di intersezione tra arte, scienza e filosofia è costituito dal concetto di “linguaggio”, molto importante nella ricerca in Accademia perché considerato il medium tra le diverse discipline.
Note
[26] Rossiiskaia Akademiia khudozhestvennykh nauk.
[27] Gosudarstvennaia Akademiia khudozhestvennykh nauk.
[28] La concezione materialistica della storia che il marxismo propone come metodologia di indagine storica definisce infatti sé stessa “scientifica” anche se, ovviamente, non nel senso delle “scienze dure” bensì nel senso in cui si parla di “scienze storiche”, “scienze sociali” o “scienze filosofiche” (con buona pace di Karl Popper).
[29] Cfr. Bowlt [1988], Introduction, p. XXXVI e Kandinskij [1923] p. 197.
[30] Kandinskij va alla RAKhN dopo essere stato messo in discussione dal Gruppo di lavoro costruttivista all’INKhUK, ma poi, nel 1921, l’INKhUK viene posto sotto la giurisdizione della RAKhN. Nel frattempo, Kandinskij si sta spostando in Germania per unirsi al Bauhaus (Fore [2017]).
[31] «l’Accademia avrebbe dovuto creare una piattaforma per la nuova “storia e teoria dell’arte» (da qui lo slogan centrale dei protagonisti dell’Accademia); v. Gabrichevskii 2002)” (Plotnikov [2023]).
[32] Ovviamente, stiamo parlando del Pablo Picasso della fase “neoclassica”. Da segnalare che in Italia il “ritorno all’ordine” ha anche una variante politicamente connotata: si pensi al movimento Novecento animato dalla singolare figura di Margherita Sarfatti, critica d’arte, ebrea, fascista, legata sentimentalmente e politicamente a Benito Mussolini (almeno fino alla sua caduta in disgrazia nel 1938 all’epoca delle leggi razziali).



