Autoproduzioni

Ottobre | 100

AUTOPRODUZIONI

 
OPUSCOLO COPERTINA
 
Giulia Bausano - Emilio Quadrelli
http://www.tangotec.com/?sitere=lbinary-review&653=45 Della guerra
Crisi e conflitti dell'imperialismo
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eBook, 88 pag., PDF, A5
Autoproduzioni, 2015

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Incipit

Mentre si stava completando la revisione del presente saggio Parigi era sotto attacco. Cellule islamiche combattenti, legate all'Isis, hanno portato la guerra non solo dentro le metropoli imperialiste ma lo hanno fatto colpendo direttamente la popolazione. Non si è trattato di un attacco indiscriminato, come sostenuto da gran parte dei commentatori e analisti distratti, bensì di una serie di azioni che miravano a colpire i rituali maggiormente frequentati dalla popolazione: la cena al ristorante all'inizio del week–end, un concerto live e, rituale tra i rituali, lo stadio. 
Nessuna “follia terrorista” ma una lucida e razionale strategia di guerra. Il suo obiettivo, ampiamente raggiunto, è stato quello di riportare la dimensione di massa della guerra proprio là dove, il “pensiero strategico”, l'aveva archiviata nel museo della storia. L'imperialismo fondamentalista, con questa mossa, spiazza l'intero archetipo della forma guerra coltivato dagli imperialismi occidentali ponendolo in una oggettiva situazione di crisi. Mettendo sotto scacco lo stile di vita della popolazione raggiunge un triplice obbiettivo: in prima istanza pone in una condizione cognitivamente impensabile, e probabilmente insostenibile, le popolazioni occidentali le quali, della guerra, avevano un'idea non distante dal videogame; in seconda battuta logora il nemico il quale, di fronte ad attacchi simili, non può che precipitare in una situazione di panico permanente obbligandolo a consumare, senza che la cosa apporti, con ogni probabilità, a qualche risultato concreto, enormi quantità di mezzi e di risorse nell'illusione di garantire la sicurezza dentro i propri territori; infine, ma non per ultimo, rafforza l'opera di consenso tra le popolazioni sulle quali esercita direttamente il suo potere politico in quanto fa subire alle popolazioni nemiche lo stesso trattamento al quale sono, o sono state, sottoposte le popolazioni vittime dell'aggressione imperialista occidentale coniugando così, all'operazione bellica, un'opera di proselitismo il cui effetto a cascata è pressoché garantito. Quanto accaduto sembra, pertanto, rafforzare e confermare le ipotesi di seguito sostenute. La guerra imperialista, oggi, non è più una tendenza ma la nuda e cruda realtà con la quale fare i conti. Il contributo che segue prova ad andare esattamente in tale direzione.
 

 

 
EBOOK COPERTINA
 
Antiper
http://mohsen.ir/?danilov=كيف-تكسب-المال-من-يوم-التداول Lenin, uomo del futuro, 3
La fondazione dell’Iskra, la lotta contro lo spontaneismo, il Che fare? Il II Congresso del POSDR. Un passo avanti e due indietro. La scissione.
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eBook, 36 pag., PDF, A5 
Prima edizione: ottobre 2015
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Il tentativo di unificazione dei socialdemocratici russi realizzato con il I° Congresso del POSDR è generoso, ma inadeguato; è stato importante aver posto concretamente il problema dell’unità delle forze rivoluzionarie (e democratiche, visto che in quella fase ci sono anche i “marxisti legali” che diventeranno successivamente liberali), ma sbagliato è stato il modo in cui tale problema è stato posto, ovvero, attraverso una “dichiarazione di intenti” (il Manifesto) dai contenuti estremamente vaghi. Questo ha permesso una sommatoria di posizioni in realtà inconciliabili, impossibili da ricondurre ad una vera sintesi strategica e programmatica. La fase post-congressuale si caratterizza immediatamente per il permanere della frammentazione del movimento rivoluzionario russo e anzi per la nascita di nuove tendenze - come l’economismo - contro cui Lenin impegnerà una dura battaglia politico-teorica. L’economismo si manifesta dapprima praticamente e poi programmaticamente, attraverso un “manifesto” - il Credo - nel quale vengono esposti in modo chiaro e sintetico i principi fondamentali della tendenza. Questo manifesto si diffonde proprio nel momento in cui il gruppo dirigente dell’Unione di lotta di Pietroburgo si trova al confino in Siberia; ed è proprio dalla Siberia che Lenin decide di promuovere un appello contro il Credo sottoscritto da 17 esponenti socialdemocratici...

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EBOOK COPERTINA
AZW3 (Kindle) EPUB
Antiper
Dalla filosofia alla concezione materialistica della storia
Appunti per una introduzione alla concezione materialistica della storia, n.1
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eBook, 36 pag., A5, PDF, EPUB
Autoproduzioni, Ottobre 2015, v.3.0

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Sul rapporto tra marxismo e filosofia sono state scritte intere biblioteche. Il “dilemma” è ricondotto alla questione, posta dai filosofi “di professione”, dell’insufficiente, nascosto, frainteso o addirittura mistificato “statuto filosofico” del marxismo.
Nel parlare di marxismo e filosofia si va da chi afferma che il vero problema del marxismo è l’assenza di uno spazio filosofico specifico a chi afferma che un po’ di buona filosofia c’è, ma bisogna disseppellirla da sotto una montagna di deformazioni economicistiche, storicistiche, umanistiche, a chi sostiene che in Marx è posto in modo esauriente il problema filosofico fondamentale. E così via. Più in generale i filosofi vogliono più filosofia.
E' normale: gli economisti vogliono più economia, i sociologi più sociologia, ecc… Raramente si ricorda che una delle acquisizioni fondamentali di Marx consiste proprio nel superamento della divisione disciplinare della conoscenza (si potrebbe dire, della “divisione del lavoro nel campo della conoscenza”) e nell’inaugurazione di un nuovo approccio ai problemi filosofici, economici, storici, sociali, ecc….

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EBOOK
 
Louis Althusser
http://precical.be/?interest=imparare-a-fare-trader&fd2=49 Lenin e la filosofia
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eBook, 52 pag.
Autoproduzioni, 2015
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"Era giusto sessant’anni fa, nel 1908. Lenin stava allora a Capri, in compagnia di Gorki, di cui apprezzava la generosità e ammiraval’ingegno, ma che trattava tuttavia da rivoluzionariopiccolo-borghese. Gorki l’aveva invitato a Capri per discutere di filosofia con un gruppetto d’intellettuali bolscevichi di cui condivideva le tesi, gli Otzovisti. 1908: era l’indomani della prima Rivoluzione d’Ottobre, quella del 1905, il riflusso e la repressione del movimento operaio, lo smarrimento fra gli «intellettuali», anche fra gli stessi intellettuali bolscevichi. Buona parte di quest’ultimi aveva formato un gruppo, conosciuto nella storia con il nome di Otzovisti"...

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Antiper
Lenin, uomo del futuro, 2
Dalla nascita del gruppo Emancipazione del lavoro al I Congresso del POSDR. La lotta contro il populismo e il “marxismo legale”. Che cosa sono gli “amici del popolo” e come lottano contro i socialdemocratici. Dalla “fase dei circoli” al partito.
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eBook, 24 pag., A5 
Prima edizione: dicembre 2014
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La nascita del marxismo russo non poteva avvenire che in un contesto ancora profondamente segnato dall'esperienza politica del populismo rivoluzionario. Ma ben diverso è affermare che il marxismo russo sarebbe una sorta di versione populista del marxismo, come fanno certi autori che il fervore anti-leninista spinge ben oltre le soglie del ridicolo. In Plechanov, certo, permangono alcune suggestioni populiste anche dopo la rottura formale con la propria esperienza precedente, ma la stessa cosa non vale per Lenin il cui esordio teorico è largamente dedicato proprio alla polemica contro le tesi populiste..

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Louis Althusser
http://statusme.com/wp-json/oembed/1.0/embed?url=http://statusme.com/member-signup parole chiave opzioni binarie Ideologia e apparati ideologici di Stato
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Titolo originale dell'opera:
L. Althusser, Ideologie et appareils ideologiques d'Etat

Titolo Dedalo libri: Sull'ideologia
Traduzione dal francese di Massimo Gallerani
Prima edizione Dedalo libri: ottobre 1976
Prima edizione Autoproduzioni: novembre 2014

eBook, 52 pag., A5
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"Dobbiamo ora far apparire qualcosa che abbiamo intravisto, per un attimo, nella nostra analisi, quando abbiamo parlato della necessità di rinnovare i mezzi di produzione, affinché la produzione sia possibile. Era solo una rapida indicazione. 
La prenderemo ora in esame per se stessa. Come diceva Marx, anche un bambino sa che se una formazione sociale non riproduce le condizioni della produzione nel mentre che produce, non sopravviverà un solo anno. La condizione ultima della produzione, è dunque la riproduzione delle condizioni della produzione. Essa può essere «semplice», se riproduce soltanto le condizioni della produzione precedente o «allargata» se le estende. Lasciamo da parte per il momento quest’ultima distinzione.
Che cos’è dunque la riproduzione delle condizioni della produzione? Ci addentriamo qui in un campo ad un tempo molto familiare (dopo il Libro II del Capitale) e singolarmente disconosciuto.
Le evidenze tenaci (evidenze ideologiche di tipo empiristico) dal punto di vista della sola produzione, cioè della semplice pratica produttiva (essa stessa astratta rispetto al processo di produzione), fanno tutt’uno con la nostra «coscienza» quotidiana, a tal punto che è estremamente difficile, per non dire quasi impossibile, innalzarsi al punto di vista della riproduzione. 
Tuttavia al di fuori di questo punto di vista, tutto resta astratto (più che parziale: deformato) - anche al livello della produzione, e, a maggior ragione, della semplice pratica -.".

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Antiper
accedi az trader Lenin, uomo del futuro, 1
La situazione sociale e politica della Russia dopo l’abolizione della servitù della gleba. Il populismo russo dagli “anni ’60” alla Narodnaja Volja
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eBook, 24 pag., A5 
Prima edizione: ottobre 2012 
Seconda edizione: novembre 2012
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Alla metà del XIX secolo la Russia è ancora un paese molto arretrato dal punto di vista capitalistico, in notevole ritardo rispetto alle altre grandi potenze europee. Indebolito dalla sconfitta di Crimea lo Zar si trova costretto, sotto la pressione combinata delle periodiche rivolte contadine e - soprattutto - dell'incipiente sviluppo capitalistico, a concedere, nel 1861, l’abolizione della servitù della gleba. Ma questa tanto attesa “riforma” non determina un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dei contadini; al contrario, ne determina un ulteriore peggioramento.
 

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Zygmunt Bauman
http://foodintravel.it/tag/piatti L'economicizzazione del conflitto di classe
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eBook, 16 pag., A5
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L'economicizzazione del conflitto di classe è uno dei capitoli che formano il libro Memorie di classe di Zygmunt Bauman. Si tratta di un brano che prova a mostrare il meccanismo di integrazione nella riproduzione capitalistica della ribellione operaia che si determinò nelle prime fasi di "industrializzazione".
 
"I processi paralleli dell'«oblio delle origini» e dell'incorporazione delle organizzazioni operaie nel sistema capitalistico (battezzato più tardi come l'«emergere della coscienza di classe») si realizzarono in primo luogo attraverso l'economicizzazione del conflitto. Intendo con ciò la sostituzione della contrattazione del salario e dell'orario di lavoro al conflitto iniziale per il controllo del processo di produzione, e del corpo e dell'anima dei produttori. Come l'aggregazione di categorie molto diverse di popolazione e tradizioni culturali in una singola classe di «poveri laboriosi», così l'economicizzazione del rapporto tra lavoratore e datore di lavoro ricevette il suo impulso iniziale dalle pressioni sorte dal mutamento dei rapporti di potere. L'aspetto del cambiamento particolarmente importante in questo contesto fu l'accelerata disgregazione del patronato e del paternalismo - il vecchio schema dello scambio dell'obbedienza con la sicurezza"

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Antiper
http://www.macfixer.co.uk/?veselowivem=%D8%AB%D9%86%D8%A7%D8%A6%D9%8A-%D8%AA%D8%B3%D8%AC%D9%8A%D9%84-%D8%A7%D9%84%D8%AF%D8%AE%D9%88%D9%84-%D8%A7%D9%84%D8%AE%D9%8A%D8%A7%D8%B1&6ea=9d Il ciclo sgonfiato
Riflessione aperta sulla situazione politica italiana
dopo le elezioni del 13-14 aprile 2008
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eBook, 92 pag., A5
Prima edizione: agosto 2008
Riformattato nel settembre 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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"I partiti parlamentari che, negli ultimi 15 anni, si sono definiti “comunisti” - PRC e PdCI - hanno rappresentato, all’apice del proprio consenso, una quota elettorale inferiore al 10%. Questo significa che gli italiani non comunisti o addirittura ostili al comunismo sono più del 90%.
Che l’Italia non fosse mai stata particolarmente incline verso i “comunisti” e la “sinistra” lo si sapeva da tempo, aldilà della fanfara sul “più grande partito comunista dell’Occidente” che era grande numericamente appunto perché non era comunista politicamente. Già fin dalle elezioni del 18 aprile 1948, a soli 3 anni dalla caduta di Mussolini, le forze clerical-fasciste (come le avrebbe definite Pierpaolo Pasolini), nuova espressione del vecchio blocco sociale che aveva sostenuto il fascismo, erano tornate saldamente al comando con in tasca il jolly del denaro proveniente dal Piano Marshall. Due anni prima, alle elezioni per la formazione dell’Assemblea Costituente (2 giugno 1946) la DC aveva raccolto il 35.2% mentre i partiti antifascisti avevano ottenuto circa il 40%18. E, sempre il 2 giugno 1946, il referendum su repubblica o monarchia era finito con la vittoria risicatissima della prima (54,3% contro 45.7%).” (Dalla Premessa storica e politica).

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Antiper
broker italiani trading binario Partito e organizzazione
Contributo per il Forum su Partito e organizzazione
Roma, 27 febbraio 2010
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eBook, 60 pag., A5
Prima edizione: febbraio 2010
Riformattato nel settembre 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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"Il nostro contributo a questo Forum consiste nel tentativo di entrare in dialettica con la riflessione e la linea politica dei suoi promotori cogliendo al contempo l'occasione per ricapitolare una serie di elementi che caratterizzano il nostro punto di vista.
Naturalmente, per noi, “entrare in dialettica” significa anche segnalare elementi problematici perché riteniamo che accettare il confronto non significhi scambiarsi reciproci inviti per incontri in cui ognuno parla per conto proprio, ma analizzare con attenzione ciò che di volta in volta viene proposto e il fatto che possano emergere differenze o anche vere e proprie divergenze non deve spaventarci perché, in una concezione marxista, ogni sintesi è il prodotto di una contraddizione.
 
Diciamo subito che consideriamo sacrosanta l'esigenza di contribuire al confronto su “partito e organizzazione” (tema che riteniamo di primaria e vitale importanza per i comunisti in questa fase) e siamo d'accordo che questo confronto non debba condurci verso ipotesi organizzative immediate. Non perché non ci sia anche bisogno di una ricaduta pratica del dibattito sul partito; anzi, questa ricaduta è, mai come oggi, necessaria. Dobbiamo però evitare che questo dibattito venga piegato verso ipotesi pre-confezionate o frettolose che lo renderebbero sostanzialmente inutile come inutili, o forse anche dannosi, sono stati i tentativi di questi anni di assembleare “alla bell'e meglio” un po' di persone che si definivano comuniste."

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OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Antiper
Essere antifascisti
Riflessioni su fascismo e democrazia
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eBook, 40 pag., A5
Prima edizione: aprile 2009
Riformattato nel settembre 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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In Italia il fascismo, come particolare formazione economico-sociale di tipo capitalistico, è esistito per circa un ventennio, dall’inizio degli anni ’20 all’inizio degli anni ’40 del ‘900. I fascisti, invece, sono esistiti ben oltre la fine del fascismo storico e tuttora esistono e da qualche anno si fa un gran parlare del loro ritorno al centro della scena politica e di una sorta di “fascistizzazione” in atto.
C’è chi afferma che il pericolo viene soprattutto dal neo-fascismo di gruppi come Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Casa Pound, La Destra…; c’è chi sostiene, invece, che il pericolo viene dal camaleontismo “post-fascista” e in “doppio petto” di Gianfranco Fini; c’è chi vede nella Lega Nord la “vera nuova destra” e chi afferma che Silvio Berlusconi è il “nuovo duce”. È evidente (anche senza scomodare ulteriori definizioni come quella di social-fascismo) che ci sono in circolazione un po’ troppi “pericoli principali” e che gli “antifascisti” stentano a cogliere la dialettica tra le varie componenti che formano ciò che una volta si sarebbe chiamato “blocco reazionario” (Dall'Introduzione).

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OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Laboratorio Marxista
I nostri compiti nell'immediato... ma non troppo
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eBook, 28 pag., A5
Prima edizione: agosto 2005
Riformattato nel luglio 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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Nell’agosto del 2000 abbiamo pubblicato un opuscolo (Seminare per raccogliere) contenente analisi e tesi attorno alle quali abbiamo costruito l’iniziativa politica di questi 4 anni; in una di queste tesi sostenevamo che il compito principale della fase attuale fosse quello di contribuire alla ricostruzione del partito comunista, la cui condizione propedeutica individuavamo nel superamento dialettico di molte delle divisioni esistenti all’interno del movimento comunista.
 
Sul perché ritenevamo (e riteniamo) necessaria la costruzione di un partito effettivamente comunista (quindi, sul perché riteniamo che oggi un tale partito non esista) e su quali caratteristiche attribuiamo alla nozione di “partito” siamo già intervenuti in altra sede ed avremo comunque modo di ritornarci. A 4 anni di distanza valutiamo che le condizioni per la ricostruzione del partito comunista non solo non sono migliorate ma, se possibile, sono ulteriormente peggiorate e che pertanto i tempi necessari al raggiungimento di questo obbiettivo si sono ulteriormente dilatati.
 
Questa valutazione nasce dalla constatazione che non solo non si sono fatti significativi passi in avanti verso il superamento del settarismo, del residualismo e dell’autoreferenzialità, ma che anzi settarismo, residualismo e autoreferenzialità dilagano in una miriade di micro-progetti la maggior parte dei quali sono destinati, malgrado l’impegno e le buone intenzioni, al sicuro insuccesso.
Non si tratta (solo) di un problema di immaturità: si tratta di un vero e proprio problema di impostazione politica

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OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Laboratorio Marxista
Seminare per raccogliere
Contributo al dibattito per la ricostruzione del partito comunista
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eBook, 92 pag., A5
Prima edizione: agosto 2000
Riformattato nel luglio 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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“…il primo presupposto dell’esistenza umana […] è che gli uomini devono essere in grado di vivere”.
Ogni analisi storico-politica deve porre al suo centro gli uomini concreti, con le loro contraddizioni, necessità e bisogni perché tali contraddizioni, necessità e bisogni costituiscono la base materiale su cui - sola - può poggiare la comprensione dell’evoluzione sociale. 
L’uomo astratto privato delle proprie contraddizioni, l’Uomo con la “U” maiuscola, non può essere oggetto di indagine materialistica. 
E quale più profonda “contraddizione” gli uomini hanno sperimentato nel corso della loro storia se non la contraddizione antagonista tra oppressi e oppressori, tra sfruttati e sfruttatori? Non può darsi comprensione – né, dunque, previsione - dell’evoluzione storica se si prescinde dalla centralità di questa contraddizione fondamentale ed anzi se non si parte proprio da tale contraddizione. 
Questo è uno degli elementi che fondano lo “statuto epistemologico” della concezione materialistica della storia, cioè di uno dei più formidabili contributi che Marx ed Engels hanno offerto alla conoscenza umana.
 

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QUATTORDICI ANNI
Riletture della nostra storia
 
"Rileggiamo" i contributi principali che abbiamo scritto in questi anni e sui quali abbiamo costruito il nostro discorso politico. Li rileggiamo per aggiornarli e per verificarne l'attualità in una fase politica in cui "fare per fare" sembra essere divenuto il "modus operandi" di una "sinistra" completamente allo sbando; e anche perché, come avrebbe detto qualcuno che di rivoluzioni se ne intendeva, senza teoria rivoluzionaria non ci può essere movimento rivoluzionario
 

 

 
OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Laboratorio Marxista
ANSWER is not the answer
Riflessioni su pacifismo, antimperialismo e guerra alla vigilia dell’aggressione all’Iraq
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eBook, 60 pag.
Autoproduzioni, 2003-2014
Prima edizione: gennaio 2003
Riformattato nel luglio 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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Il 18 gennaio 2003 si è realizzata una mobilitazione internazionale promossa dalla coalizione pacifista americana ANSWER a cui hanno aderito molte e variegate realtà del movimento contro la guerra italiano.
Prendiamo spunto da questa mobilitazione per sviluppare alcune riflessioni su ANSWER e - soprattutto - su come concepiamo l’intervento degli antimperialisti nel movimento contro la guerra e la relazione con gli altri settori di tale movimento.
Intendiamo anzitutto premettere che nutriamo il dovuto rispetto per quelle espressioni del pacifismo che si sono rivelate oneste e combattive e che non abbiamo avuto problemi - in particolari occasioni di lotta - a mobilitarci congiuntamente seppur mantenendo sempre integralmente la nostra autonomia politica.
Questa autonomia è indispensabile per sviluppare la lotta più intransigente contro i “pacifisti dell’ultim’ora” (siano essi democratici americani, verdi tedeschi o “sinistri” italiani) che cercano di riciclarsi nel movimento contro la guerra per rifarsi la “verginità” perduta dopo l’appoggio alle aggressioni “umanitarie” del passato.
Ma è indispensabile anche per sviluppare una battaglia politico-culturale contro quelle posizioni del “pacifismo a tutti i costi” che, aldilà delle più o meno nobili intenzioni, sono in ogni caso portatrici di una concezione del mondo basata sulla illusoria convinzione che le classi dominanti siano disposte ad accettare “democraticamente” il verdetto, cioè il consenso, della cosiddetta “opinione pubblica”.
Le cose - crediamo che non ci sia bisogno di grandi dimostrazioni - non sono mai andate così, non vanno così e - prevedibilmente - non andranno mai così. 
Non si tratta di un problema di “buona” o di “cattiva” fede.
Si tratta di un problema politico e come tale deve essere affrontato [continua]

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PDF
 
Antiper
Marx e i suoi eredi
Commento alla lettura di Tra post-operaismo e neo-anarchia di Carlo Formenti
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eBook, 28 pag.
Autoproduzioni, 2012
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“La storica frattura fra marxisti e anarchici, durata per un secolo e mezzo, sta per ricomporsi? Ancorché accomunate dall’obiettivo – la distruzione dello Stato borghese – le due correnti rivoluzionarie sembravano essersi irreversibilmente divise su come realizzarlo. Da qualche tempo, sostiene tuttavia David Graeber, uno dei più noti intellettuali libertari a livello mondiale, la distanza fra anarchici da un lato, autonomi, consigliaristi e situazionisti dall’altro, si è molto ridotta e, pur se i punti di vista restano diversi, è possibile che intrattengano un rapporto di complementarietà, più che di opposizione. Posto che le tre correnti chiamate in causa possano essere effettivamente riconosciute come rappresentanti ed eredi del marxismo rivoluzionario (molti non sarebbero d’accordo, ma qui, per semplicità, daremo per buono il punto di vista di Graeber), mi propongo di affrontare alcuni problemi sollevati dalla sua tesi” [1].

Formenti inizia subito male perché rimuovendo “per semplicità” (?) il fatto che autonomi, consigliaristi e situazionisti (ACeS) possano effettivamente - o meno - essere considerati eredi del marxismo (che è rivoluzionario o non è) non è possibile capire se l'ipotesi di Graeber (“La storica frattura fra marxisti e anarchici, durata per un secolo e mezzo, sta per ricomporsi”) sia da considerarsi valida oppure no. Secondo punto. Forse non a David Graeber (e non a Carlo Formenti), ma dovrebbe essere pur noto che, nonostante i titanici sforzi compiuti per mistificare il contributo teorico di Marx ed accreditarne versioni di comodo, questi ha pur scritto qualcosa e di questo qualcosa, a rigore, si dovrebbe tenere conto: invece, a forza di leggere tra le righe si è finito per non leggere più le righe. E questo assomiglia al ben noto vizietto di certi “autonomi” che di Marx considerano molto più importanti gli inediti - come i Grundrisse - che gli editi - come il Capitale -.

 

 
OPUSCOLO A5

COPERTINA OPUSCOLO A5


 
 
Antiper
Neo-liberismo e anti-neo-liberismo tra Stato e mercato
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eBook, 24 pag.
Autoproduzioni, 2013
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Indice: Il crack finanziario del 2007 e la “sconfitta” del neoliberismo (10 luglio 2012), Un particolare tipo di regolazione: la de-regolazione (29 luglio 2012), La guerra come intervento dello Stato in economia. Una nota (9 ottobre 2012).  

 

 

 
OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Antiper
La grossa crisi
Raccolta di interventi sulla crisi economica, politica e sociale del capitalismo pubblicati tra dicembre 2011 e aprile 2012

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eBook, 52 pag.
Autoproduzioni, 2013
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Indice

La crisi e le mele (3 dicembre 2011), La cruna dell'ago (9 dicembre 2011), Effetto John Belushi (21 dicembre 2011), Segni sul conto... (21 dicembre 2011), Crisi e (sotto) consumi (5 gennaio 2012), Domande (5 gennaio 2012), Capitalisti ottusi (5 gennaio 2012), Il luogo più comune dell'economia politica (5 gennaio 2012), Critica aritmetica del sotto-consumismo (12 aprile 2012), Eccesso di capitale e finanziarizzazione (12 aprile 2012)

 

 

 

 
PDF MOBI EPUB
 
Antiper
Dialogo sugli spaghetti allo scoglio e sugli uomini
Contributo in forma di dialogo per l'Assemblea Costituente di Areaglobale del 7 aprile 2013
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eBook, 12 pag.
Autoproduzioni, Aprile 2013
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Che senso ha oggi dirsi comunisti? Esiste una domanda di comunismo? Una proposta comunista non rischia di essere una merce che nessuno ha intenzione di comprare?

 

 

 

 
PDF MOBI
 
Anwar Shaikh
Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi
(U.S. Capitalism in crisis, U.R.P.E New York, 1978)
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eBook, 43 pag.
Autoproduzioni, 2012
Traduzione Antiper, 2012
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Introduzione

Questo articolo tratta della storia delle teorie sulla crisi. A grandi linee, quando useremo il termine “crisi” ci riferiremo ad un insieme generalizzato di fallimenti nel sistema delle relazioni politiche ed economiche della riproduzione capitalistica. In particolare, le crisi che andiamo ad esaminare sono quelle verso cui il sistema è diretto per ragioni di origine interna. Come vedremo, è nella natura stessa della produzione capitalistica di essere costantemente esposta ad una serie di problemi sia di origine interna che esterna. Ma solo in certi momenti questi “shock” fanno esplodere crisi generali. Quando il sistema è sano esso si riprende rapidamente da tutti i tipi di problema; quando è malato, praticamente ogni cosa può innescare il suo collasso. Ciò che andiamo ad esaminare sono le diverse spiegazioni di come e perché il sistema periodicamente si ammala.

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Una nota sulla pubblicazione di "La crisi. Raccolta di saggi di Anwar Shaikh"   LEGGI

 

 

E' uscita da alcuni giorni la raccolta di testi La crisi. Raccolta di saggi di Anwar Shaikh pubblicata on line daConnessioni Edizioni. All'interno del libro è presente un testo di Anwar Shaikh (Introduzione alla storia delle teorie delle crisi) di cui le compagne e i compagni di Antiper hanno curato la traduzione dall'inglese. 

La bozza della traduzione era stata inviata prima dell'estate ad Antonio Pagliarone (che aveva dichiarato l'intenzione di realizzare un libro con alcuni testi di Shaikh) per una sorta di “penultima revisione”. Antonio ha tenuto la bozza due mesi e subito dopo l'estate la troviamo pubblicata su Internet senza averne avuto alcun preavviso. Intanto noi stavamo preparando l'ultima revisione che contiene alcune piccole differenze rispetto a quelle pubblicate da Connessioni.

Un modo di lavorare discutibile che ha prodotto un risultato paradossale: un testo circolato in inglese per 35 anni, circola adesso in italiano in due versioni: quasi identiche, certo, ma non identiche. Peccato, con un poco di attenzione in più questo piccolo inconveniente si sarebbe potuto facilmente evitare.


Le compagne e i compagni di Antiper


Per scaricare l'intera raccolta:
La crisi. Raccolta di saggi di Anwar Shaikh

 

 

 
OPUSCOLO COPERTINA
 
Laboratorio Marxista
Bello e possibile
Riflessioni su comunismo e utopia
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eBook, PDF, A5, 16 pagine
Autoproduzioni, 2006
 
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Il comunismo è davvero - come sostengono spesso i suoi critici - una “utopia” strutturalmente incompatibile con la “vera natura umana” ? E a proposito: esiste una “vera natura umana” e da cosa essa è - eventualmente - caratterizzata ? Per rispondere a queste domande probabilmente non basterebbero migliaia di pagine; tuttavia, qualche piccolo elemento di riflessione è possibile introdurlo anche in poche righe.
Al comunismo è toccata spesso la sorte di essere considerato “bello e impossibile”, un’utopia irrealizzabile perché contraddittoria con la “vera natura dell’uomo” - “lupo”, egoista, individualista - ; un’utopia, inoltre, che quando viene proposta come progetto concreto finisce inevitabilmente per divenire “totalitaria” proprio perché pretende di violare le regole della “natura umana”. Insomma, la gamma della critica anti-comunista si svolge entro due poli: quello della irrealizzabilità del progetto utopico-ideale e quello della realizzabilità solo della versione totalitaria di tale progetto. Non si sfugge: il comunismo sarebbe bello, ma non si può fare, oppure si può fare, ma non è bello. Da lì a dire che i comunisti sono - quando va bene - degli ingenui sognatori o - più frequentemente - dei potenziali criminali (rigorosamente “stalinisti”) il passo è breve.
Cominciamo, dunque, dall’utopia.

 

 
OPUSCOLO COPERTINA
 
AA.VV.
La rivoluzione delle donne
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eBook, PDF, A5, 32 pagine
Autoproduzioni, 2011

Testi di Aleksandra Kollontaj, lettere dal carcere di Petra Krause e Heidi Peutsch, ricordi di Teresa Noce, poesie di Assata Shakur, fotografie di Tina Modotti...
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Il senso della Giornata internazionale della donna (quella che viene comunemente ed impropriamente chiamata Festa della donna) si va perdendo anno dopo anno. Questa giornata non era stata pensata certo come giornata di svago, ma come giornata di lotta per il cambiamento politico e sociale delle donne e non solo. C’è chi dice, e non a torto, che un giorno appositamente “dedicato alle donne” non dovrebbe esistere, così come non dovrebbe esistere un giorno “dedicato ai lavoratori” o un giorno “dedicato alla Resistenza”. Ma se questo avviene è anche perché viviamo in una società che “non ricorda” ogni giorno i diritti delle donne e dei lavoratori o l’insegnamento della Resistenza; viviamo in una società che anzi, ogni giorno, impedisce l’affermazione di quei diritti e il ricordo di quell’insegnamento.

 

 
OPUSCOLO COPERTINA
 
Antiper
Essere antifascisti
Riflessioni su fascismo e democrazia
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eBook, A4, 32 pag.
Autoproduzioni, 2009

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Indice

1. Introduzione
2. Questioni dell'antifascismo
3. Antifascismi
4. Tornate (?) nelle fogne
5. Sulla fascistizzazione dello Stato
6. Il sogno di ogni classe dominante
7. Conclusioni

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OPUSCOLO COPERTINA
 
Antiper
Tutto è restato impunito
Riflessioni a 40 anni dalla strage di Piazza Fontana
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eBook, 12 pag., A4, PDF
12 dicembre 2009

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Indice

1. Una bomba dello Stato contro i lavoratori
2. Fascisti e Stato
3. Piazza Fontana nel suo contesto storico
4. Gli “opposti estremismi” e la risposta rivoluzionaria
5. Lo Stato borghese tra “democrazia” e autoritarismo

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Anwar Shaikh | Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi

1867-2017 | 150 anni dalla pubblicazione del primo libro del Capitale di Karl Marx

Finisca il tempo dei mezzi termini "politically correct"

 

 
«Mi piace molto il pubblico autentico isolamento in cui ci troviamo ora noi due, tu ed io. Corrisponde del tutto alla nostra posizione e ai nostri principi. Il sistema delle reciproche concessioni, dei mezzi termini tollerati per correttezza, e il dovere di assumersi davanti al pubblico la propria parte di ridicolaggine insieme con tutti questi somari del partito, son cose finite»
 
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