Quattordici anni

QUATTORDICI ANNI

 
OPUSCOLO COPERTINA
 
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Riflessione aperta sulla situazione politica italiana
dopo le elezioni del 13-14 aprile 2008
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eBook, 92 pag., A5
Prima edizione: agosto 2008
Riformattato nel settembre 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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"I partiti parlamentari che, negli ultimi 15 anni, si sono definiti “comunisti” - PRC e PdCI - hanno rappresentato, all’apice del proprio consenso, una quota elettorale inferiore al 10%. Questo significa che gli italiani non comunisti o addirittura ostili al comunismo sono più del 90%.
Che l’Italia non fosse mai stata particolarmente incline verso i “comunisti” e la “sinistra” lo si sapeva da tempo, aldilà della fanfara sul “più grande partito comunista dell’Occidente” che era grande numericamente appunto perché non era comunista politicamente. Già fin dalle elezioni del 18 aprile 1948, a soli 3 anni dalla caduta di Mussolini, le forze clerical-fasciste (come le avrebbe definite Pierpaolo Pasolini), nuova espressione del vecchio blocco sociale che aveva sostenuto il fascismo, erano tornate saldamente al comando con in tasca il jolly del denaro proveniente dal Piano Marshall. Due anni prima, alle elezioni per la formazione dell’Assemblea Costituente (2 giugno 1946) la DC aveva raccolto il 35.2% mentre i partiti antifascisti avevano ottenuto circa il 40%18. E, sempre il 2 giugno 1946, il referendum su repubblica o monarchia era finito con la vittoria risicatissima della prima (54,3% contro 45.7%).” (Dalla Premessa storica e politica).

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OPUSCOLO COPERTINA
 
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Contributo per il Forum su Partito e organizzazione
Roma, 27 febbraio 2010
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eBook, 60 pag., A5
Prima edizione: febbraio 2010
Riformattato nel settembre 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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"Il nostro contributo a questo Forum consiste nel tentativo di entrare in dialettica con la riflessione e la linea politica dei suoi promotori cogliendo al contempo l'occasione per ricapitolare una serie di elementi che caratterizzano il nostro punto di vista.
Naturalmente, per noi, “entrare in dialettica” significa anche segnalare elementi problematici perché riteniamo che accettare il confronto non significhi scambiarsi reciproci inviti per incontri in cui ognuno parla per conto proprio, ma analizzare con attenzione ciò che di volta in volta viene proposto e il fatto che possano emergere differenze o anche vere e proprie divergenze non deve spaventarci perché, in una concezione marxista, ogni sintesi è il prodotto di una contraddizione.
 
Diciamo subito che consideriamo sacrosanta l'esigenza di contribuire al confronto su “partito e organizzazione” (tema che riteniamo di primaria e vitale importanza per i comunisti in questa fase) e siamo d'accordo che questo confronto non debba condurci verso ipotesi organizzative immediate. Non perché non ci sia anche bisogno di una ricaduta pratica del dibattito sul partito; anzi, questa ricaduta è, mai come oggi, necessaria. Dobbiamo però evitare che questo dibattito venga piegato verso ipotesi pre-confezionate o frettolose che lo renderebbero sostanzialmente inutile come inutili, o forse anche dannosi, sono stati i tentativi di questi anni di assembleare “alla bell'e meglio” un po' di persone che si definivano comuniste."

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OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
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miglior broker nelle opzioni euro dollaro Essere antifascisti
Riflessioni su fascismo e democrazia
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eBook, 40 pag., A5
Prima edizione: aprile 2009
Riformattato nel settembre 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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In Italia il fascismo, come particolare formazione economico-sociale di tipo capitalistico, è esistito per circa un ventennio, dall’inizio degli anni ’20 all’inizio degli anni ’40 del ‘900. I fascisti, invece, sono esistiti ben oltre la fine del fascismo storico e tuttora esistono e da qualche anno si fa un gran parlare del loro ritorno al centro della scena politica e di una sorta di “fascistizzazione” in atto.
C’è chi afferma che il pericolo viene soprattutto dal neo-fascismo di gruppi come Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Casa Pound, La Destra…; c’è chi sostiene, invece, che il pericolo viene dal camaleontismo “post-fascista” e in “doppio petto” di Gianfranco Fini; c’è chi vede nella Lega Nord la “vera nuova destra” e chi afferma che Silvio Berlusconi è il “nuovo duce”. È evidente (anche senza scomodare ulteriori definizioni come quella di social-fascismo) che ci sono in circolazione un po’ troppi “pericoli principali” e che gli “antifascisti” stentano a cogliere la dialettica tra le varie componenti che formano ciò che una volta si sarebbe chiamato “blocco reazionario” (Dall'Introduzione).

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Laboratorio Marxista
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eBook, 28 pag., A5
Prima edizione: agosto 2005
Riformattato nel luglio 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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Nell’agosto del 2000 abbiamo pubblicato un opuscolo (Seminare per raccogliere) contenente analisi e tesi attorno alle quali abbiamo costruito l’iniziativa politica di questi 4 anni; in una di queste tesi sostenevamo che il compito principale della fase attuale fosse quello di contribuire alla ricostruzione del partito comunista, la cui condizione propedeutica individuavamo nel superamento dialettico di molte delle divisioni esistenti all’interno del movimento comunista.
 
Sul perché ritenevamo (e riteniamo) necessaria la costruzione di un partito effettivamente comunista (quindi, sul perché riteniamo che oggi un tale partito non esista) e su quali caratteristiche attribuiamo alla nozione di “partito” siamo già intervenuti in altra sede ed avremo comunque modo di ritornarci. A 4 anni di distanza valutiamo che le condizioni per la ricostruzione del partito comunista non solo non sono migliorate ma, se possibile, sono ulteriormente peggiorate e che pertanto i tempi necessari al raggiungimento di questo obbiettivo si sono ulteriormente dilatati.
 
Questa valutazione nasce dalla constatazione che non solo non si sono fatti significativi passi in avanti verso il superamento del settarismo, del residualismo e dell’autoreferenzialità, ma che anzi settarismo, residualismo e autoreferenzialità dilagano in una miriade di micro-progetti la maggior parte dei quali sono destinati, malgrado l’impegno e le buone intenzioni, al sicuro insuccesso.
Non si tratta (solo) di un problema di immaturità: si tratta di un vero e proprio problema di impostazione politica

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OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Laboratorio Marxista
come si incassano i soldi guadagnati sul trading binario Seminare per raccogliere
Contributo al dibattito per la ricostruzione del partito comunista
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eBook, 92 pag., A5
Prima edizione: agosto 2000
Riformattato nel luglio 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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“…il primo presupposto dell’esistenza umana […] è che gli uomini devono essere in grado di vivere”.
Ogni analisi storico-politica deve porre al suo centro gli uomini concreti, con le loro contraddizioni, necessità e bisogni perché tali contraddizioni, necessità e bisogni costituiscono la base materiale su cui - sola - può poggiare la comprensione dell’evoluzione sociale. 
L’uomo astratto privato delle proprie contraddizioni, l’Uomo con la “U” maiuscola, non può essere oggetto di indagine materialistica. 
E quale più profonda “contraddizione” gli uomini hanno sperimentato nel corso della loro storia se non la contraddizione antagonista tra oppressi e oppressori, tra sfruttati e sfruttatori? Non può darsi comprensione – né, dunque, previsione - dell’evoluzione storica se si prescinde dalla centralità di questa contraddizione fondamentale ed anzi se non si parte proprio da tale contraddizione. 
Questo è uno degli elementi che fondano lo “statuto epistemologico” della concezione materialistica della storia, cioè di uno dei più formidabili contributi che Marx ed Engels hanno offerto alla conoscenza umana.
 

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sinais gratis para opçoes binarias Riletture della nostra storia
 
"Rileggiamo" i contributi principali che abbiamo scritto in questi anni e sui quali abbiamo costruito il nostro discorso politico. Li rileggiamo per aggiornarli e per verificarne l'attualità in una fase politica in cui "fare per fare" sembra essere divenuto il "modus operandi" di una "sinistra" completamente allo sbando; e anche perché, come avrebbe detto qualcuno che di rivoluzioni se ne intendeva, senza teoria rivoluzionaria non ci può essere movimento rivoluzionario
 

 

 
OPUSCOLO A5 COPERTINA A5
 
Laboratorio Marxista
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Riflessioni su pacifismo, antimperialismo e guerra alla vigilia dell’aggressione all’Iraq
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eBook, 60 pag.
Autoproduzioni, 2003-2014
Prima edizione: gennaio 2003
Riformattato nel luglio 2014 per la raccolta "Quattordici anni"
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Il 18 gennaio 2003 si è realizzata una mobilitazione internazionale promossa dalla coalizione pacifista americana ANSWER a cui hanno aderito molte e variegate realtà del movimento contro la guerra italiano.
Prendiamo spunto da questa mobilitazione per sviluppare alcune riflessioni su ANSWER e - soprattutto - su come concepiamo l’intervento degli antimperialisti nel movimento contro la guerra e la relazione con gli altri settori di tale movimento.
Intendiamo anzitutto premettere che nutriamo il dovuto rispetto per quelle espressioni del pacifismo che si sono rivelate oneste e combattive e che non abbiamo avuto problemi - in particolari occasioni di lotta - a mobilitarci congiuntamente seppur mantenendo sempre integralmente la nostra autonomia politica.
Questa autonomia è indispensabile per sviluppare la lotta più intransigente contro i “pacifisti dell’ultim’ora” (siano essi democratici americani, verdi tedeschi o “sinistri” italiani) che cercano di riciclarsi nel movimento contro la guerra per rifarsi la “verginità” perduta dopo l’appoggio alle aggressioni “umanitarie” del passato.
Ma è indispensabile anche per sviluppare una battaglia politico-culturale contro quelle posizioni del “pacifismo a tutti i costi” che, aldilà delle più o meno nobili intenzioni, sono in ogni caso portatrici di una concezione del mondo basata sulla illusoria convinzione che le classi dominanti siano disposte ad accettare “democraticamente” il verdetto, cioè il consenso, della cosiddetta “opinione pubblica”.
Le cose - crediamo che non ci sia bisogno di grandi dimostrazioni - non sono mai andate così, non vanno così e - prevedibilmente - non andranno mai così. 
Non si tratta di un problema di “buona” o di “cattiva” fede.
Si tratta di un problema politico e come tale deve essere affrontato [continua]

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1917-2017 | 100 anni dalla Rivoluzione d'Ottobre

1867-2017 | 150 anni dalla pubblicazione del primo libro del Capitale di Karl Marx

Finisca il tempo dei mezzi termini "politically correct"

 

 
«Mi piace molto il pubblico autentico isolamento in cui ci troviamo ora noi due, tu ed io. Corrisponde del tutto alla nostra posizione e ai nostri principi. Il sistema delle reciproche concessioni, dei mezzi termini tollerati per correttezza, e il dovere di assumersi davanti al pubblico la propria parte di ridicolaggine insieme con tutti questi somari del partito, son cose finite»
 
Da Franz Mehring, Vita di Marx, L'esilio a Londra, Vita d'esule

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