Presentazione del libro
MARX. IL CAPITALISMO E LA CRISI
Pisa, Circolo Agorà, 24 gennaio 2010

con il curatore
VLADIMIRO GIACCHE'
Introduzione 60:44

Prima relazione

Risposta alle domande 44:12

Vasapollo



Immaginiamo di incontrare un tipo che fa discorsi strani. Che dice che la
crisi non è un’eccezione, ma la norma. Che questa crisi non è stata causata
né da qualche speculatore troppo avido, né da qualche proprietario di casa
troppo credulone. E neppure dalla nuova casta dei banchieri, dai governatori delle
banche centrali e dagli analisti delle società di rating. E non perché
tutti costoro siano innocenti, ma per un motivo più profondo. Perché la crisi non
è un infortunio del nostro sistema economico, ma il prodotto delle sue leggi
di funzionamento più elementari. Del modo in cui nella nostra società sono
ripartite la proprietà e la ricchezza, si scambiano le merci e si adopera
il denaro.
Immaginiamo che questo tizio, sfruttando il nostro sconcerto, si faccia
sempre più insolente. E affermi che la crisi non solo non è un problema per
il sistema, ma è il solo modo attraverso cui il sistema può risolvere i propri
problemi, e riprendere a funzionare senza intoppi. Anche se comunque il suo
funzionamento regolare è soltanto una tregua, più o meno breve, prima della
prossima crisi.
Immaginiamo di superare il fastidio e l’imbarazzo, e di chiedergli chi gli
dia il diritto di raccontarci tutte queste sciocchezze. E che lui ci risponda che tutto questo l’ha inteso, dimostrato e scritto in prima persona.
Osservando le crisi di 150 anni fa e scrivendone su un quotidiano degli Stati Uniti,
dopo essere stato espulso per attività sovversive da Germania, Belgio e Francia.
E poi chiuso a studiare nella British Library di Londra, o a scrivere nella
sua casa traboccante di libri e assediata dai creditori. Chiunque non dia per
scontato che questo tipo sia un folle potrà trovare qualcosa di interessante
in questo libro.