Critica marxista dell'economia politica

CRITICA MARXISTA DELL'ECONOMIA POLITICA

IAT | Introduzione a Karl Marx, "Per la critica dell'economia politica"
Relazione introduttiva di Marco | 22 gennaio 2017 | Audio conferenza skype


In questo articolo, sinteticamente, emerge il problema principale dell'impostazione di Piketty: la pretesa che il funzionamento del modo di produzione capitalistico - la cosiddetta "economia" - possa essere sottomessa alla cosiddetta "politica" (come se fosse la sovrastruttura a governare la struttura e non il viceversa). Un approccio idealistico del tutto analogo a quello degli anti-neo-liberisti che tanta nefasta influenza hanno avuto negli ultimi 2 decenni e che Isaia, giustamente, stigmatizza:

"Paradossalmente – ma a ben considerare meno di quanto non sembri a prima vista –, solo gli antiliberisti ideologici hanno continuato a dar credito alle teorie dogmaticamente liberiste, attribuendo alla loro maligna influenza sui governi le magagne che minano la cosiddetta convivenza civile fondata sul Patto sociale. È ciò che succede quando si coltiva la bizzarra idea che sia la realtà ad adeguarsi alle teorie politiche ed economiche, e non viceversa"

Lo avevamo scritto anche in passato (cfr. Antiper, Liberismo e anti-neo-liberismo tra Stato e mercato"), ma le chiacchiere sul neo-liberismo continuano ad imperversare per la semplice ragione che aprono la strada ad una critica del tutto inconsistente del capitalismo "cattivo" e all'auspicio di un impossibile "ritorno" al "capitalismo buono" della belle epoque.

C’è ingegno in questa testa: 
se potesse uscire… (W. Shakespeare).

Scrive Thomas Piketty nel suo ormai celebre (e “monumentale”: 928 pagine nella sua versione italiana recentemente pubblicata da Bompiani) studio sul Capitale del XXI secolo http://steinbierkeller.com/?veselo=https-www-iq-option https www iq option : «La crescita moderna e la diffusione delle conoscenze hanno permesso di evitare l’apocalisse marxista, ma non hanno modificato le strutture profonde del capitalismo e delle disuguaglianze. […] Tuttavia, esistono strumenti in grado di far sì che la democrazia e l’interesse generale si riprendano il controllo del capitalismo e degli interessi privati, senza peraltro fare ricorso a misure protezionistiche e nazionalistiche» (1).

Sorvoliamo sull’«apocalisse marxista», suggestiva locuzione che allude a quell’ideologia crollista elaborata da non pochi zelanti epigoni che con il maestro di Treviri c’entrano assai poco (salvo che non si voglia inchiodare il poveretto a singole frasi di stampo “apocalittico”); chiediamoci piuttosto quando la democrazia e il cosiddetto «interesse generale» hanno avuto «il controllo del capitalismo e degli interessi privati». La mia risposta è: mai.

"Marx sviluppa, nel 'Capitale', tutta l'analisi delle strutture vieppiú complesse di una società mercantile e capitalistica, da quella della 'forma di valore semplice' a quella della 'forma relativa' (nella quale la struttura già si arricchisce in senso quantitativo e numerico, oltre che qualitativo) (50), a quella della 'forma equivalente' ed a quella della 'forma generale' (...) e poi, con un salto qualitativo (...), a quella del 'processo' di 'circolazione mercantile mediato dal denaro' (M-D-M), sino a quella del processo della 'circolazione del denaro stesso' (D-M-D), che apre finalmente la via alla 'genesi' (oltre che all'analisi, beninteso) delle strutture più propriamente esclusive della società 'capitalistica'.

Una tesi fondamentale per la teoria della storia e della rivoluzione di Marx è che “Una formazione sociale non perisce finché non si siano sviluppate tutte le forze produttive a cui può dare corso” (Per la Critica dell’economia politica, prefazione). Ora, se il marxismo è una scienza, ciò deve essere verificato empiricamente. Ma questa verifica è importante anche per un altro motivo. Come dice Gramsci, “La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere”. (Quaderni del carcere , «Ondata di materialismo» e «crisi di autorità», volume I, quaderno 3, p. 311, scritto intorno al 1930). La verifica empirica ci permette anche di capire perché e soprattutto come il vecchio muore.

Nella fase storica attuale – e cioè dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi – il capitalismo incontra un limite sempre più insormontabile a causa della contraddizione tra la crescita della forza produttiva del lavoro da una parte e il rapporto di produzione, quello tra lavoro e capitale, dall’altra. Questa contraddizione si sta facendo sempre più dirompete e il capitalismo sta esaurendo le sue capacità di svilupparsi nel contesto di questa fase storica. La forma concreta presa da questa contraddizione, da questa sua crescente incapacità di svilupparsi, sono le crisi sempre più violente.

IAT | Audio della relazione introduttiva a Karl Marx. Introduzione del 1857 a "Per la critica dell'economia politica" (AUDIO)

Incontri di approfondimento teorico (IAT)
Domenica 22 gennaio 2017 | ore 10.30

Audio Conferenza SKYPE
Relazione introduttiva di Marco
Per partecipare all'incontro inviare una email ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e aggiungere "antiper.skype" ai propri contatti skype

Currency trading books zones Marx | Introduzione del 1857 a Per la critica dell'economia politica

Per la critica dell’economia politica è un testo del 1859 che costituisce una sorta di «anello di congiunzione» tra gli studi preparatori del primo libro del Capitale (segnatamente quelli del biennio 1857-58) e la sua effettiva pubblicazione, che avverrà 8 anni dopo, nel 1867. Ciò nonostante, questo testo non ha conosciuto una così poi larga fortuna e forse non avrebbe neppure visto la luce se Marx non avesse dovuto ottemperare ad impegni per i quali era già stato pagato in anticipo. Più studiata della Kritik è stata probabilmente l’Introduzione che per essa Marx aveva scritto due anni prima, nel 1857. E se questo è avvenuto è stato probabilmente perché l’Introduzione contiene riflessioni «epistemologiche» importanti che chiariscono il modo in cui Marx affronta l’analisi e l’esposizione del proprio oggetto di studio nonché il proprio approccio «antropologico». In questo incontro analizzeremo l’Introduzione, avvalendoci criticamente anche del commento di alcuni studiosi; ma analizzeremo anche la Prefazione alla Kritik in cui è tracciato, sia pure in modo necessariamente sintetico, il percorso che aveva condotto Marx ed Engels a definire gli elementi fondamentali di quella che sarebbe stata chiamata la «concezione materialistica della storia».

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Karl Marx | Introduzione del 1857 a Per la critica dell'economia politica (Einaudi, 1975, Trad. Emma Cantimori Mezzomonti)

Karl Marx | Prefazione (1859) a Per la critica dell'economia politica (Einaudi, 1975, Trad. Emma Cantimori Mezzomonti)

Lettere a proposito di per la critica dell'economia politica

Karl Marx, Introduzione alla critica dell'economia politica, Commento storico critico di Marcello Musto, traduzione di Giorgio Backhaus, Macerata, Quodlibet, 2010, pp. 136

Emilio Sereni | Il metodo scientificamente corretto

Marcello Musto | History, production and methodin the 1857 ‘Introduction’

Karl Marx | Introduzione a Per la Critica dell'Economia Politica | Traduzione, introduzione e commento di Stefano Garroni


http://ayto-daganzo.org/?kefir=forex-binario-costi&c97=b9 forex binario costi Recensione della raccolta

di Carla Filosa

Il testo è una raccolta delle tematiche marxiane, provenienti dai vari testi in cui Marx stesso ne aveva diversamente articolato l’assetto teorico. È stato pubblicato alla fine dello scorso anno con un disegno in copertina di R. Magritte, Il sorriso del diavolo, a indicare le difficoltà dialettiche da superare, analoghe alla contraddittoria chiave interna alla serratura da aprire. Dopo una prima “Avvertenza” - in cui si dà conto del significato del titolo quale “concrezione a difesa da un corpo estraneo”, ma anche, e soprattutto “ornamento preziosissimo”, e si informa altresì essere questo il frutto di venti anni (1991-2011) di insegnamento universitario alla Sapienza di Roma -, il testo è espresso con le parole di Marx e di autori criticati da lui stesso o da altri scrittori ispirati a Marx. Il curatore, infatti, ha deliberatamente evitato lo stile interpretativo, causa spesso di fraintendimenti appositi e talvolta involontari, in modo da non ripetere i criteri medievali dei commentari aristotelici, a impedimento della lettura dell’originale.

Intervento di Guglielmo Carchedi, dell’Università di Amsterdam, realizzato alla Tavola Rotonda su: “Natura imperialista dell’Unione Europea e forme della lotta di classe” organizzata, sabato 9 gennaio 2016, a Napoli dalla Rete dei Comunisti, dai compagni della Mensa Occupata - Noi Saremo Tutto e dai compagni del Laboratorio ISKRA di Bagnoli.

binary options trading india I. Con la disfatta storica del movimento operaio, la parola ‘imperialismo’ è scomparsa dal vocabolario della sinistra ed è stata rimpiazzata da ‘globalizzazione’. Tuttavia, se la parola è scomparsa, la realtà persiste.

Vediamo prima di tutto cosa non è l’imperialismo. Prendiamo ad esempio la nozione di Impero di Toni Negri. Ho scritto una lunga critica di Impero in un mio libro recente (Behind the Crisis). Qui posso solo menzionare telegraficamente alcuni dei punti chiave di Impero senza aver la pretesa di dare una valutazione anche minimamente completa .

Nell’Impero di Negri, mentre l’imperialismo era un’estensione della sovranità degli stati europei oltre i loro confini nazionali, ora l’Impero è un network globale di potere e contro potere senza un centro (p. 39). Quindi gli Stati Uniti non formano, e nessuno stato può formare, il centro di un progetto imperialista (p.173). Gli Stati Uniti intervengono militarmente nel nome della pace e dell’ordine (p.181).

Ma è ovvio

(1) che il ruolo degli stati non stia scomparendo, anche se come vedremo, alcuni sono inglobati in blocchi imperialisti

(2) che la nozione di potere e contropotere ignora che il potere delle nazioni dominanti non è lo stesso potere delle nazioni dominate

(3) che l’imperialismo, lungi dallo scomparire si sta trasformando pur rimanendo essenzialmente lo stesso

(4) che poi gli USA intervengano militarmente per mantenere la pace, è un’affermazione che glorifica e giustifica quell’imperialismo di cui Negri nega l’esistenza.

Domenica 3 luglio 2016 | ore 10.30
impostazioni binary option robot Audio conferenza Skype
 
Settima sezione | Il processo di accumulazione del capitale
Capitolo 21 - Riproduzione semplice
binarias demostración Capitolo 22 - Trasformazione del plusvalore in capitale
طرق لتربح الأموال من المنزل Capitolo 23 - La legge generale dell'accumulazione capitalistica
forex om Capitolo 24 - La cosiddetta accumulazione originaria
 

 

Vladimiro Giacché | Leggere la crisi: stagnazione secolare o caduta tendenziale del saggio di profitto?, in Società natura storia. Studi in onore di Lorenzo Calabi, a cura di Andrea Civello, Pisa, Edizioni ETS 2015, pp. 269-284, PDF, Academia

 
Nota: La prima citazione del testo di Vladimiro Giacché è tratta da Anwar Shaikh, Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi, tradotto da Antiper nel 2012. Qui il testo completo
 

Gianfranco Pala | Il capitale fisso e l’intelligenza generale della società. Su “general intellect” e dintorni | Materiali preparatori per convegni sull’intelligenza generale della società, Roma 1997



“Le manifatture prosperano di più dove meno si consulta la mente, di modo che l’officina può esser considerata come una macchina le cui parti sono uomini”, scriveva il maestro di Smith, Adam Ferguson, Saggio sulla storia della società civile, già nel 1767. E quelle parti “umane” della macchina non contengono più neppure un briciolo di “intelligenza generale” del processo. Tutt’al più conservano, per poco tempo ancora, alcuni segreti e astuzie. La separazione del lavoro dal sapere, anziché essere superata col cosiddetto postfordismo (come alcuni vorrebbero far credere), e tuttavia neppure creata da esso, rimanda alla divisione del lavoro storicamente rilevante nelle società classiste, ai fini dell’affermazione del dominio di una classe (casta, ordine, ecc.), che è quella tra lavoro mentale e lavoro fisico. Con lo sviluppo della grande industria, il lavoro mentale e quello intellettuale (o meramente fisico cerebrale) vengono sottomessi realmente al capitale per la sua autovalorizzazione, nella produzione di plusvalore e poi nella sua circolazione. Non solo, ma i loro stessi risultati, derivanti dalla combinazione del lavoro sociale, sono continuamente incorporati come scienza e tecnica nel corpo materiale delle macchine del capitale.

säkert köp av Tadalafil Carla Filosa | Corso di critica del capitalismo (@UniGramsci)
Per informazioni: Università Popolare "Antonio Gramsci" | Corso di critica al capitalismo

Prima lezione

Quelli che seguono sono gli audio degli interventi introduttivi negli Incontri di Approfondimento Teorico dedicati al primo libro del Capitale.

 

 

 

Domenica 3 luglio 2016 | ore 10.30
VII incontro

Questo settimo incontro è dedicato ai capitoli che formano la VII sezione.

Settima sezione | Il processo di accumulazione del capitale
Capitolo 21 - Riproduzione semplice
Capitolo 22 - Trasformazione del plusvalore in capitale
Capitolo 23 - La legge generale dell'accumulazione capitalistica
Capitolo 24 - La cosiddetta accumulazione originaria


Domenica 15 maggio 2016 | ore 10.30
VI incontro

Questo sesto incontro è ai capitoli che formano la V e la VI sezione.

Quinta sezione | La produzione del plusvalore assoluto e del plusvalore relativo
Capitolo 14 - Plusvalore assoluto e plusvalore relativo
Capitolo 15 - Variazioni di grandezza nei prezzi della forza-lavoro e nel plusvalore
Capitolo 16 - Differenti formule del saggio del plusvalore

Sesta sezione | Il salario
Capitolo 17 - Trasformazione in salario del valore e rispettivamente del prezzo della forza-lavoro
Capitolo 18 - II salario a tempo
Capitolo 19 - Il salario a cottimo
Capitolo 20 - Differenza nazionale dei salari

Domenica 17 aprile 2016 | ore 10.30
V incontro

In questo quinto incontro dedicato al primo libro del Capitale concentreremo la nostra attenzione sui capitoli che formano la IV sezione, interamente dedicata all'analisi del plusvalore relativo.

Quarta sezione - La produzione del plusvalore relativo
Capitolo 10 - Concetto di plusvalore relativo
Capitolo 11 - Cooperazione
Capitolo 12 - Divisione del lavoro e manifattura
Capitolo 13 - Macchine e grande industria

Domenica 21 febbraio 2016 | ore 10.30
IV incontro

Terza sezione - La produzione del plusvalore assoluto
Capitolo 5 - Processo lavorativo e processo di valorizzazione
Capitolo 6 - Capitale costante e capitale variabile
Capitolo 7 - Il saggio del plusvalore
Capitolo 8 - La giornata lavorativa
Capitolo 9 - Saggio e massa del plusvalore

Domenica 6 dicembre 2015 | ore 10.30
III incontro

Capitolo 2 - Il processo di scambio
Capitolo 3 - Il denaro ossia la circolazione delle merci
Capitolo 4 - Trasformazione del denaro in capitale
"Le forme particolari del denaro, puro e semplice equivalente della merce, o mezzo di circolazione, o mezzo di pagamento, o tesoro e moneta mondiale, indicano di volta in volta, a seconda della diversa estensione e della relativa preponderanza dell'una o dell'altra funzione, gradi diversissimi del processo sociale di produzione"
Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Capitolo 4

Domenica 4 ottobre 2015 | ore 10.30

II incontro

In questo secondo incontro del ciclo dedicato al Capitale concentreremo l'analisi del testo sul primo capitolo della prima sezione ("Merce e denaro")

http://nlst-usa.com/?trere=probabilità-nelle- probabilità nelle Capitolo 1 - La merce

"La ricchezza delle società  nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si presenta come una "immane raccolta di merci" e la merce singola si presenta come sua forma elementare. Perciò la nostra indagine comincia con l'analisi della merce.
La merce è in primo luogo un oggetto esterno, una cosa che mediante le sue qualità  soddisfa bisogni umani di un qualsiasi tipo. La natura di questi bisogni, per esempio il fatto che essi provengano dallo stomaco o che provengano dalla fantasia, non cambia nulla. Qui non si tratta neppure del come la cosa soddisfi il bisogno umano; se immediatamente, come mezzo di sussistenza, cioè come oggetto di godimento o per via indiretta, come mezzo di produzione"
Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Capitolo 1

Antiper | Da Il capitale | Forma di valore (diagramma)

Antiper | Da Il capitale | Rapporto di lavoro e feticismo delle merci (diagramma)

Marxpedia | Astrazione

Maurizio Donato | L'astrazione

Gianfranco Pala | Tutto è merce (da Il valore della teoria)

Marxpedia | Astrazione

Paolo Vinci | Astrazione determinata (da Enciclopedia LUM)

Lo schema del valore di scambio dal §3 del cap. 1 [schema]

Lo schema del rapporto tra lavoro e feticismo dal §3 del cap. 1 [schema]


Domenica 28 giugno 2015 | ore 10.30
http://www.nc-mentor.com/?deltabank=beste-strategie-f%C3%BCr-bin%C3%A4re-optionen&28e=0f beste strategie für binäre optionen I incontro

Nel corso dei prossimi 12 mesi svolgeremo 6 incontri dedicati al primo libro del Capitale di Karl Marx. In questo primo incontro vedremo come questo testo straordinario abbia preso forma attraverso le diverse stesure preliminari, facendoci aiutare anche da Roman Rosdolsky; analizzeremo le più importanti prefazioni e alcune "letture del Capitale" (Althusser, Harvey); introdurremo le principali edizioni italiane (Einaudi - Editori Riuniti, UTET, Newton Compton) soffermandoci su quella Einaudi del 1970, con la traduzione di Delio Cantimori, che sarà  la nostra edizione di riferimento; descriveremo alcune parti fondamentali (introduzione e glossario) dell'edizione italiana più recente curata da Roberto Fineschi per La città  del sole; analizzeremo cronologicamente l'opera economica di Marx utilizzando il saggio di Giorgio Backhaus; riprenderemo sinteticamente alcuni elementi di testi fondamentali come l'Introduzione del 1857 a Per la critica dell'economia politica (e in particolare il brano dal titolo Il metodo dell'economia politica), le Teorie sul plusvalore, i Lineamenti fondamentali per la critica dell'economia politica)... Si tratta di un percorso di auto-formazione ambizioso e impegnativo, ma indispensabile per chi intenda davvero capire il modo di produzione capitalistico e, ovviamente, anche per chi intenda operare efficacemente per la sua trasformazione rivoluzionaria


Rileggere Il Capitale e non le sole riletture del Capitale. Rileggere Marx e non solo i lettori di Marx. Confrontarsi con il testo e con le sue asperità  per riscoprire il nucleo teorico essenziale di un testo indispensabile per capire il funzionamento profondo del modo di produzione capitalistico, ovvero del mondo che è intorno a noi e dentro di noi . Un compito arduo poiché Il Capitale è un testo complesso, stratificato, sofferto; un testo che non si può solo leggere, ma si deve piuttosto studiare . E' un testo che parla di qualcosa che abbiamo sotto gli occhi e che pure spesso non cogliamo, se non in modo puramente empirico.

In una serie di incontri di approfondimento, nei prossimi mesi, compiremo un viaggio all'interno di un vero e proprio laboratorio entro cui prende forma il più importante contributo teorico per e dell'epoca moderna e contemporanea: Il Capitale, di Karl Marx.

"Che cos'è Il Capitale? E' la grande opera di Marx, alla quale egli ha consacrato tutta l'esistenza dopo il 1850, e sacrificato, attraverso prove crudeli, la maggior parte della sua vita personale e familiare. Questa è l'opera sulla quale Marx deve essere giudicato"
(Louis Althusser, Introduzione al primo libro del Capitale).

PS: Nei prossimi 6 incontri dedicati al Capitale leggeremo e commenteremo il primo libro, basandoci sull'edizione Einaudi (Traduzione di Delio Cantimori).

Karl Marx | Il Capitale  (Criticamente, Avvertenza per il lettore, Traduzione Delio Cantimori) - Indice del primo libro

Karl Marx | Il Capitale (Edizione UTET, Traduzione Bruno Maffi, formato EPUB)

Karl Marx | Il Capitale (Edizione Newton Compon, Traduzione Vittorio Sbardella, PDF)

Karl Marx | Il metodo dell'economia politica (da Introduzione del 1857 a Per la critica dell'economia politica)

Riccardo Bellofiore | Ciclo di letture del I libro del "Capitale" di Karl Marx (Video)

David Harvey | Reading Marx's Capital Volume I (Video)

Louis Althusser, Etienne Balibar | Reading Capital (1968)

Michael Heinrich | An Introduction to the Three Volumes of Karl Marx's Capital

Roman Rosdolsky | The making of Marx's Capital

Enrique Dussel | The Four Drafts of Capital: Toward a New Interpretation of the Dialectical Thought of Marx



Che cosa vuol dire procedere per astrazione? Che cosa dobbiamo intendere con il termine astratto?
“L’astrazione è uno strumento indispensabile all’interno del processo conoscitivo e di indagine scientifica” ma (o forse proprio per questo) sul significato e dunque sull’uso di questo concetto prevalgono idee confuse, spesso fuorvianti. Per chi non abbia familiarità con i concetti, astratto potrebbe sembrare sinonimo di irreale, per cui concreto sarebbe – per contrasto – il reale: non è così. Qualcuno potrebbe pensare che astratto significhi vago, e di conseguenza concreto starebbe a intendere preciso: non è così.
In prima approssimazione possiamo definire astratto come generale e concreto come particolare, per cui la nostra analisi dell’economia, lo studio dell’economia politica procederà dall’astratto al concreto: partiremo da alcune condizioni e dunque da alcune categorie molto generali per poi procedere verso l’analisi di situazioni più particolari che richiedono l’utilizzo di categorie diverse da quelle utilizzate nella I parte del corso.
Che una categoria come merce o capitale sia astratta non vuol dire perciò che “la merce non esista”, che sia qualcosa di “irreale” o di “vago”, come se ciò che esiste debba presentarsi necessariamente sotto le forme di un qualche oggetto materiale; l’amicizia e l’amore esistono, così come la competizione e lo sfruttamento: è che si tratta di concetti, ma – per l’appunto – anche i concetti esistono e sono importanti perché ci consentono di “dare un ordine” alla confusione del mondo che, senza concetti, non sarebbe conoscibile, almeno non in senso scientifico.

L’astrazione è uno strumento indispensabile all’interno del processo conoscitivo e di indagine scientifica. Nell’Introduzione del ‘57 Marx analizza il fatto concreto costituito dalla produzione e delinea due generi di astrazioni genera li. È possibile prima di tutto individuare alcuni elementi caratterizzanti la produzione, comuni a tutti periodi del divenire della società: “Nessuna produzione è possibile senza uno strumento di produzione… senza lavoro passato, accumulato”, nessuna produzione senza un oggetto di lavoro e il rapporto con la natura e senza ovviamente un soggetto che esplichi tale attività. Ora, però, individuare ed isolare questi elementi è poco utile perché con la produzione in generale restiamo con elementi indeterminati che non possono cogliere il pro cesso di produzione nella sua peculiarità. È questo ciò che, secondo Marx, fa l’economia politica classica, la quale, partendo dall’analisi della realtà della produzione capitalistica, individua questi elementi comuni a tutte le produzioni, ma qui si ferma senza indagarne la specifica combinazione e rendendo così eterna e “naturale”, con l’astrazione della produzione in generale, una forma invece specifica di produzione: “Ogni produzione è appropriazione della natura da parte dell’individuo all’interno e a mezzo di una determinata forma sociale”.

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Marx Engels Collected Works (MECW)

 
Da Introduzione a "Per la Critica dell'Economia Politica", Capitolo 3
 
 
Se esaminiamo dal punto di vista politico-economico un Paese dato, cominciamo con la sua popolazione, la sua divisione in classi, la città, la campagna, il mare, i differenti rami della produzione, l’export-import, la produzione e il consumo annuali, i prezzi delle merci, ecc.
 
Sembra corretto cominciare con il reale e concreto, con il presupposto effettivo e, dunque, nell’economia, per es., con la popolazione, che è il fondamento e il soggetto dell’intera attività produttiva sociale. Ma, ad una considerazione più attenta, ciò si rivela falso. La popolazione è un’astrazione se, per es., trascuro le classi, di cui consiste. Queste classi, a loro volta, sono una vuota espressione, se non conosco gli elementi su cui si basano. Per es., lavoro salariato, capitale, ecc. Questi sottendono scambio, divisione del lavoro, prezzi, ecc. Capitale, ad es., senza lavoro salariato è nulla,[ed anche è nulla] senza valore, denaro, prezzo, ecc.

 
È classico della psicologia da piccolo-borghesi dare la colpa a qualcuno o a qualcosa quando i processi vanno nella direzione ritenuta sbagliata o qualche fenomeno minaccioso occupa l’orizzonte. Nel caso della Great Recession da noi, in Italia, il paese più pezzentemente piccolo-borghese del mondo, sotto la spinta di atavico odio uno degli untori favoriti è stato prestamente individuato nelle banche, soprattutto ora che si deve subire la continuazione di una crisi apparentemente senza fine, come cantava Mina.
 
Le banche “rifiutano il credito” si sente dire ovunque – anche presso certe televisioni, in programmi che si danno l’aria di incredibile radical opposition, condotte da higher mind, così superiori da illuminare d’immenso il colto e l’inclita. “La BCE dà i soldi alle banche ma queste non li usano per finanziare ‘l’economia reale’ ma per speculare in un modo o nell’altro”. “Bisogna reindirizzare i capitali verso l’economia reale”; la “BCE adotta una politica troppo restrittiva e unilaterale che finisce con il nuocere alle imprese”…e via cantando su questa tonalità. E ciò presso una nazione dove è più facile trovare un uomo con due teste che non qualcuno che sappia cos’è una banca e come funziona una stramaledetta banca centrale.
 
Ora, poi, che l’esercito dei nati ieri di sinistra, ultrasinistra e di tutte le varianti di anime belle professioniste che densamente popolano il Bel Paese ha scoperto che le banche “hanno il potere [meraviglioso sostantivo magico] di creare denaro dal nulla” il colpevole non solo si è compiutamente definito ma pure enormemente ingigantito. “Trattasi di un potere arbitrario che condiziona assolutamente la crescita”; “va limitato e controllato se non addirittura trasferito allo stato” – dicono taluni; “nemmeno per sogno” – rispondono altri – “figuriamoci! Già oggi le banche creano soldi dal nulla e li danno ai politicanti (che non a caso le controllano) per gli scopi peggiori. Se fossero sostituite dallo stato sarebbe molto peggio. Bisogna invece abolire la creazione monetaria e ogni concessione di credito deve essere coperta di liquidi al 100%!” (Sia detto en passant: se il credito dovesse essere coperto al 100% di liquidi non sarebbe più credito, anzi di un credito di questo genere nessuno potrebbe avere bisogno).
 

IAT | Sull'uso politico della paura

IAT | Introduzione del 1859 a "Per la critica dell'economia politica"

IAT | Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi - 3

 

IAT | Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi - 2

IAT | Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi - 1

IAT | Rileggere il Capitale

Cicolo di incontri | Rileggere 'Il capitale'

1917-2017 | 100 anni dalla Rivoluzione d'Ottobre

1867-2017 | 150 anni dalla pubblicazione del primo libro del Capitale di Karl Marx

Antiper | Slides per lo IAT "Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi"

 

Finisca il tempo dei mezzi termini "politically correct"

 

 
«Mi piace molto il pubblico autentico isolamento in cui ci troviamo ora noi due, tu ed io. Corrisponde del tutto alla nostra posizione e ai nostri principi. Il sistema delle reciproche concessioni, dei mezzi termini tollerati per correttezza, e il dovere di assumersi davanti al pubblico la propria parte di ridicolaggine insieme con tutti questi somari del partito, son cose finite»
 
Da Franz Mehring, Vita di Marx, L'esilio a Londra, Vita d'esule

Guglielmo Carchedi | Recenti dibattiti teorici su Marx nel mondo anglosassone

Antiper | La grossa crisi

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