Categoria: Ne pas se raconter des histoires

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Carlos Nelson Coutinho | Lukács e Gramsci: un’analisi comparativa

Da «Critica marxista», n.1, 2012
 
Convergenze e differenze tra i due grandi marxisti del Novecento. Il giovanile idealismo e la critica al determinismo marxista e a Bucharin. La divergenza sul terreno della teoria della conoscenza. Ideologia come conoscenza cha ha luogo nella prassi interattiva. Non si tratta di scegliere tra Gramsci e Lukács, ma di integrarli dialetticamente per superare i limiti di entrambi
 
Mi sembra indiscutibile che György Lukács e Antonio Gramsci siano, per lo meno dalla morte di Lenin, i due maggiori pensatori marxisti del XX secolo. Seppure la bibliografia sui due sia immensa (in particolare quella su Gramsci, che ha resistito meglio di Lukács all’onda antimarxista che ha accompagnato l’egemonia del neoliberalismo e del cosiddetto pensiero postmoderno), sono pochissimi i saggi dedicati esclusivamente a una comparazione tra i due autori, nella quale si discuta dei loro possibili punti di convergenza e di divergenza [1].
 
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Antiper | Le imprecise precisazioni di Diego Fusaro

Leggi in formato PDF, A4, 9+7 pagine)

Caro Diego

abbiamo avuto modo di leggere la tua lettera di precisazione (Marx a Casapound) che ci pare in buona misura opera di fantasia (come i romanzi di Harry Potter) in quanto contiene affermazioni e ci attribuisce pensieri che possono essersi generati soltanto durante un qualche tuo sogno notturno. Malgrado sia difficile dialogare con le invenzioni proviamo a precisare la precisazione cominciando dalle cose meno interessanti; strada facendo verremo a quelle più sostanziose.

Antiper non ti ha mai accusato di essere fascista. Sei stato tu, semmai, che hai accusato Antiper di avere un ‘atteggiamento fascista’ tuonando dalle colonne di quel noto giornale ‘universalistico’ e ‘libertario’ che è Libero

“Ho tenuto una conferenza ad Antiper qualche tempo fa», spiega Fusaro a Libero. «Una conferenza su Marx. Da loro ho detto le stesse cose che avrei detto a CasaPound. Però se lo dico da loro va bene, se lo dico a quelli di CasaPound no. In nome dell’antifascismo applicano con me un atteggiamento che non esito a definire fascista”

Lo stesso Simone Di Stefano, vice Presidente di Casapound, ti scrive su Facebook che è ridicolo che tu te la prenda con gli antifascisti accusandoli di essere fascisti. Appunto, è ridicolo: i fascisti sono quelli di Caspound; i marxisti sono – o ambiscono ad essere – quelli di Antiper.

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Areaglobale | Fino alla fine del vostro mondo. Fino alla nascita del nostro

La crisi non colpisce tutti allo stesso modo; non siamo tutti nella stessa barca come ama ripeterci chi vuole spingerci a remare, e la ricchezza prodotta dalla società, che non viene ripartita equamente nei periodi di crescita economica[2], tanto meno viene ripartita equamente nei periodi di crisi: questa è una prima constatazione da fare, aldilà delle vane proteste di una sinistra che, in preda ad un evidente delirio di impotenza, alza continuamente il tiro delle chiacchiere.