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Antiper | Friedrich Engels alle origini dell’ecologia politica urbana

Va molto di moda scegliere, quali iniziatori del discorso critico sulla nocività delle attività capitalistiche sulla vita delle persone, autori come Murray Bookchin o Rachel Carson, con le loro analisi sugli agenti chimici in agricoltura. Analisi interessanti, per carità, ma assai poco strutturali.
La verità è che ben prima di loro un autore geniale come Friedrich Engels aveva posto le basi per lo studio della nocività per la vita delle persone non di questo o quel prodotto del capitalismo, ma del capitalismo in quanto tale

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Eric Hobsbawm | Lenin e l’aristocrazia operaia

Il seguente breve saggio si propone di contribuire al dibattito sul pensiero di Lenin, in occasione del centenario della sua nascita. L’argomento si presta perfettamente ad essere trattato da un marxista britannico, poiché il concetto di “aristocrazia operaia” è chiaramente derivato da Lenin dalla storia del capitalismo britannico del XIX secolo

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Antiper | Rossobrunismo, sovranismo, Putin e Ivan Ilyin

Uno dei termini più abusati nel dibattito corrente è il termine “sovranista” che in genere viene usato a destra come vanto e a sinistra come accusa. Nella sua accezione accusatoria il termine “sovranista” viene spesso sostituito dal suo sinonimo peggiorativo “rossobruno”

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Marco Riformetti | Arte e bellezza a partire da Platone e Aristotele

Quella classica è un’epoca in cui arte e bellezza vanno a braccetto mentre con la modernità – e ancor più con la contemporaneità – questo non è più completamente vero tant’è che oggi non esitiamo a considerare artistiche anche le fotografie dei disastri automobilistici di Andy Warhol (Warhol [1963]) o gli orinatoi pubblici di Marcel Duchamp (Duchamp [1917]) ovvero opere che si potrebbe avere una certa difficoltà a definire “belle” e che in effetti non nascono certo per essere considerate tali.

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Antiper | Salario sociale e “lavoro di riproduzione”

Nella sociologia contemporanea circola diffusamente l’idea, avanzata dal neo-femminismo, secondo cui Marx avrebbe marginalizzato il cosiddetto lavoro di riproduzione – che secondo il femminismo consisterebbe nella cura dei figli, degli anziani e dei malati, nella gestione domestica… e nella stessa “messa al mondo” dei proletari di domani -, generalmente svolto dalle donne, non retribuito e collocato fuori dai circuiti del valore nonostante la sua importanza nella riproduzione delle condizioni della produzione, potremmo dire

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Gianfranco Pala | Il salario sociale reale

Da tutto ciò che precede è dunque facile trarre ora le conclusioni. Il salario si concepisce come grandezza sociale innanzitutto perché riguarda il proletariato intero come classe (compresi i disoccupati, inoccupati e sottoccupati) nell’arco di tutta la vita. Ciò spiega il motivo per cui l’i­deologia borghese tenda a rappresentarlo nella sua parvenza remunerativa individuale.

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Global South Insights | RedMarx: insegnare all’IA a leggere Marx dialetticamente

Leggere Marx dialetticamente non è un compito che un’IA generica può svolgere — perciò Global South Insights ha costruito un sistema che recupera l’argomento, non un suo riassunto.

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Roberto Fineschi | “Je ne suis pas marxiste”? Ovvero Marx citato a sproposito

Sempre di nuovo si sente ripetere la celebre affermazione attribuita a Marx che suona “io non sono marxista”. Con essa si intende porre una distanza tra il vecchio Moro e le filiazioni politiche che a lui si richiamano, oggi come ieri. Si tratta però di un uso fuorviante e fuori contesto quindi, nella sostanza, sbagliato; cercherò di spiegarne il perché partendo dai dati

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Neville Roy Singham | Quando le rivalità interimperialiste contavano

La strategia occidentale nei confronti della Germania nazista seguì una logica stabilita nel 1917. Quando l’intervento britannico fallì nel rovesciare i bolscevichi, il teorico geopolitico Halford Mackinder – nominato alto commissario per organizzare il supporto all’Armata Bianca – raccomandò che il riarmo tedesco, sebbene pericoloso per gli interessi britannici, fosse essenziale come baluardo contro il controllo bolscevico dell’Europa orientale

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Marco Riformetti | Comincia la guerra di posizione

Nel 1944 la guerra non è ancora terminata, ma le grandi manovre per disegnare il nuovo assetto che emergerà dopo il definitivo crollo della Germania e del Giappone sono già iniziate. Due conferenze in particolare avranno duratura influenza: la Conferenza di Bretton Woods (luglio 1944) che delinea l’egemonia statunitense nel campo capitalistico e la Conferenza di Yalta (febbraio 1945) che delinea il quadro geo-politico internazionale, un quadro in cui l’Italia è stata assegnata al “blocco occidentale”.

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Antiper | Zuckerberg, il parassita perfetto

Nel 2022 è apparsa la traduzione italiana de Il parassita, scritto dal filosofo francese Michel Serres. Come osserva un commentatore si tratta di una lettura piuttosto confusa e per molti aspetti anche contraddittoria dalla quale emergono comunque alcune idee interessanti, sia pure attraverso ragionamenti spesso tortuosi.
Volendo sintetizzare il parassita è, per Serres, qualcuno o qualcosa che si colloca sulla relazione tra due mondi per ricavarne un qualche vantaggio; è una relazione di utilità con la connessione tra due entità.

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Joan Lopez e Alejandro Pedregal | Venezuela: tra intervento imperiale e suicidio di classe

Le prime ore del mattino del 3 gennaio 2026 hanno segnato una svolta nella storia recente del Venezuela. Un’operazione condotta dalle forze statunitensi ha combinato attacchi aerei su Caracas e aree militari strategiche con un’incursione di terra...

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Neville Roy Singham | Il deliberato ritardo dell’Occidente: una strategia di tradimento

La cronologia del tradimento occidentale parla da sé. Dal 1931 al 1941, mentre il Giappone si spartiva la Cina, le banche occidentali mantenevano le loro sedi a Tokyo, il petrolio occidentale alimentava le navi da guerra giapponesi e i rottami metallici occidentali diventavano proiettili giapponesi.

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Antiper | Anders, la parzialità della memoria e l’etica del ricordo universale

Uno degli elementi centrali dell’analisi che Günther Anders svolge a proposito dello sterminio nazista (e non solo) ruota attorno al tema della discrepanza tra ciò che l’uomo è diventato capace di produrre e ciò che effettivamente è capace di immaginare. Nell’epoca della Tecnica, sostiene Anders, i prodotti dell’uomo lo sovrastano a tal punto che questi non può che provare una sorta di “vergogna” (Anders la chiama “prometeica”) per la propria limitatezza.

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Marco Riformetti | Dal socialfascismo ai fronti popolari

Nel 1928, il VI congresso dell’Internazionale comunista sviluppa un’idea che in realtà era già stata avanzata nel 1924, al congresso precedente: secondo questa idea, nell’epoca dell’imperialismo – e specialmente in un’epoca di acutizzazione delle tensioni sociali nazionali e di quelle politiche internazionali – avviene una sorta di “polarizzazione” che colloca i partiti rivoluzionari e riformisti radicali su un versante della barricata e i partiti fascisti, socialdemocratici e liberali sull’altro, divisi tatticamente, ma uniti strategicamente nella difesa del capitalismo

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Ofer Aderet | Documenti declassificati rivelano i contatti della milizia clandestina ebraica pre-statale con la Germania nazista

L’articolo che segue è stato pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz il 14 prile scorso e si basa su alcuni documenti appena declassificati. A proposito dei solidi legami di collaborazione tra le organizzazioni sioniste e le autorità naziste ebbe a parlare già nei primi anni ’60 anche Hannah Arendt, nel suo reportage sul processo di Gerusalemme contro Adolf Eichmann, La banalità del male. Può apparire a prima vista paradossale che organizzazioni del popolo ebraico operassero in combutta con i responsabili del genocidio degli ebrei degli anni ’40, ma questo spiega a quale livello di cinismo e immoralità sono potuti arrivare, e possono arrivare, i sionisti; l’attuale genocidio dei palestinesi, la continua destabilizzazione armata del Medio Oriente, il controllo di settori decisivi dell’establishment politico e finanziario nord-americano rendono tutto ancor più chiaro (Antiper)

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Antiper | Hannah Arendt sulla collaborazione dei Consigli ebraici alla Shoà

Tra i passaggi più controversi e coraggiosi de La banalità del male [1] vi sono quelli in cui Hannah Arendt mostra la complicità dei Consigli degli anziani nel genocidio del popolo ebraico; questi passaggi hanno fatto guadagnare alla filosofa tedesca l’appellativo di “ebrea che odia gli ebrei” in quanto non in linea con la narrazione antidialettica che dopo la Seconda guerra mondiale è stata costruita sul genocidio del popolo ebraico.

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Aldo Giannuli | Il Field Manual 30-3

Il presente testo è tratto da La strategia della tensione, Servizi segreti, partiti, golpe falliti, terrore fascista, politica internazionale: un bilancio definitivo di Aldo Giannuli e riguarda un documento molto controverso che gli USA non hanno mai voluto riconoscere (ma come avrebbero potuto riconoscere un piano di de/stabilizzazione, ove necessario, dei propri stessi governi alleati a colpi di bombe in mezzo alla gente?). L’approccio di Giannuli è cauto, ma piuttosto efficace nel propendere per l’attendibilità del documento. Del resto, si potrebbe aggiungere una cosa: non è forse del tutto evidente il ruolo guida di CIA e NATO nella stretegia della tensione e nei tentativi di golpe che si sono dati in Italia dagli anni ’60 agli anni ’70, basati sulla sinergia di manovalanza fascista, servizi segreti, ambienti militari e di governo, massoneria, organizzazioni criminali [Antiper}

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Marco Riformetti | Riprendiamoci la musica: le lotte ai concerti

Nel più generale quadro delle autoriduzioni si colloca la specifica pratica delle autoriduzioni ai concerti che si diffonde fin dai primissimi anni ‘70 ed ha come epicentro le due principali città italiane, Roma e Milano.