Categoria: Critica marxista dell’economia politica

Critica marxista dell’economia politica

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Antiper | Salario sociale e “lavoro di riproduzione”

Nella sociologia contemporanea circola diffusamente l’idea, avanzata dal neo-femminismo, secondo cui Marx avrebbe marginalizzato il cosiddetto lavoro di riproduzione – che secondo il femminismo consisterebbe nella cura dei figli, degli anziani e dei malati, nella gestione domestica… e nella stessa “messa al mondo” dei proletari di domani -, generalmente svolto dalle donne, non retribuito e collocato fuori dai circuiti del valore nonostante la sua importanza nella riproduzione delle condizioni della produzione, potremmo dire

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Gianfranco Pala | Il salario sociale reale

Da tutto ciò che precede è dunque facile trarre ora le conclusioni. Il salario si concepisce come grandezza sociale innanzitutto perché riguarda il proletariato intero come classe (compresi i disoccupati, inoccupati e sottoccupati) nell’arco di tutta la vita. Ciò spiega il motivo per cui l’i­deologia borghese tenda a rappresentarlo nella sua parvenza remunerativa individuale.

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Global South Insights | RedMarx: insegnare all’IA a leggere Marx dialetticamente

Leggere Marx dialetticamente non è un compito che un’IA generica può svolgere — perciò Global South Insights ha costruito un sistema che recupera l’argomento, non un suo riassunto.

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Roberto Fineschi | “Je ne suis pas marxiste”? Ovvero Marx citato a sproposito

Sempre di nuovo si sente ripetere la celebre affermazione attribuita a Marx che suona “io non sono marxista”. Con essa si intende porre una distanza tra il vecchio Moro e le filiazioni politiche che a lui si richiamano, oggi come ieri. Si tratta però di un uso fuorviante e fuori contesto quindi, nella sostanza, sbagliato; cercherò di spiegarne il perché partendo dai dati

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Karl Marx | Discorso sulla questione del libero scambio

L’abolizione delle leggi sul grano in Inghilterra è il più grande trionfo conseguito dal libero scambio nel XIX secolo. In tutti i paesi in cui gli industriali parlano di libero scambio, essi hanno di mira principalmente il libero scambio del grano e delle materie prime in generale. Colpire con dazi protettivi i grani stranieri è infame, significa speculare sulla fame dei popoli.

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Karl Marx | Critica del programma di Gotha

Karl Marx | Critica del Programma di Gotha. Note in margine al programma del Partito operaio tedesco, 1875, Mosca, Edizioni in lingue estere. Questo testo, che compie 150 anni, merita di essere studiato ancora oggi per alcune geniali intuizioni – dal carattere processuale e stadiale del comunismo, alla critica dello Stato e del riformismo, dall’internazionalismo della lotta di classe al controverso ma potente concetto di “dittatura del proletariato” – che ne fanno, pur nella sua sinteticità, uno degli scritti politici più importanti di Marx.

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Louis Althusser | Introduzione al Libro I de «Il Capitale». Rudimenti di bibliografia critica

Dopo il 1850, all’indomani dell’annientamento delle rivolte proletarie in tutta l’Europa, Marx, ritiratosi a Londra, decide di “ricominciare dall’inizio”, in economia politica, della quale non aveva fino a quel tempo che una conoscenza indiretta e superficiale

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Antiper | I dazi e il “Nixon shock” del 1971

Nel 1971, con i dazi sulle importazioni e la svalutazione del dollaro, gli USA avevano cercato di porre un argine all’importazione di prodotti stranieri sul mercato americano, ma la vera forza della NEP del 1971 era stata quella di aver “scoperto” che la stampa massiva di dollari non produceva l’effetto paventato di svalutare la moneta, far impennare l’inflazione e produrre la caduta dei consumi interni

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Antiper | Gli USA, i dazi e il neoliberismo

In questi giorni il nuovo presidente amerikano, Donald Trump, ha fissato una serie di dazi sulle merci straniere. L’ondata neo-protezionistica promossa dalla nuova amministrazione potrebbe sembrare a prima vista una mossa suicida per un paese che ha costruito il proprio iniziale successo proprio sul commercio internazionale. Ma da allora le cose sono molto cambiate. E’ già da lungo tempo che gli USA sono un paese prevalentemente importatore che impone al resto del mondo i propri “brand” in virtù di un dominio che è assai più politico, militare e culturale, che non economico e industriale

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Michael Roberts | From welfare to warfare: military Keynesianism

Il bellicismo ha raggiunto il culmine in Europa. Tutto è iniziato con gli Stati Uniti sotto Trump che hanno deciso che pagare per la “protezione” militare delle capitali europee da potenziali nemici non valeva la pena. Trump vuole impedire agli Stati Uniti di pagare la maggior parte del finanziamento della NATO e di fornire la sua potenza militare e vuole porre fine al conflitto tra Ucraina e Russia in modo da poter concentrare la strategia imperialista degli Stati Uniti sull'”emisfero occidentale” e sul Pacifico, con l’obiettivo di “contenere” e indebolire l’ascesa economica della Cina.

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Antiper | Sulla soppressione del lavoro «di Marx» in Negri

Nel modo di produzione capitalistico la ricchezza delle nazioni, dice Marx, si presenta come un’immane raccolta di merci[3] e le merci, lo sappiamo (lo sappiamo?), sono il frutto del lavoro[4] umano. Di più: per Marx il valore delle merci deriva dalla quantità di lavoro umano astratto necessario per la loro produzione. La forma capitalistica dei rapporti di produzione fa sì che questa produzione di merci da parte dei lavoratori sia “alienata”

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Anwar Shaikh | Il capitalismo è incapace di auto-espansione?

Sin dall’inizio, la visione del laissez-faire di un capitalismo armonioso e privo di crisi è stata tormentata da una altrettanto vecchia e persistente visione di un capitalismo strutturalmente incapace di accumulazione. [In questa visione] si assume che le forze interne del sistema possano al più riprodurlo in modo stazionario: ma, se stagnante, il capitalismo degenera rapidamente.

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Marco Riformetti | Modi di produzione e feudalesimo

In questo contributo, così come nei testi a cui più faremo riferimento, è ricorrente il concetto di “modo di produzione” che costituisce uno dei concetti fondamentali dell’arsenale teorico marxista, uno di quei concetti che fondano quella che è stata definita la concezione materialistica della storia

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Antiper | Dei marxologi che vorrebbero essere sacerdoti

Le correnti reazionarie del cattolicesimo hanno spesso difeso la messa in latino con la scusa di preservare la Chiesa dalla perdita del suo potere spirituale. In realtà la messa in latino ha sempre avuto un obbiettivo ben preciso: consolidare il ruolo del clero come intermediario tra Dio e il popolo di Dio. Se infatti le parole di Cristo non possono essere lette direttamente allora i fedeli sono costretti a rivolgersi ai sacerdoti per capirle

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Antiper | Rileggere il Capitale (audio)

Rileggere il Capitale. Ciclo di incontri sul primo libro del Capitale di Karl Marx

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Antiper | Emiliano Brancaccio e le “condizioni economiche per la pace”

Emiliano Brancaccio è un noto economista italiano di scuola keynesiana che non è nuovo nella promozione di appelli pubblicati dal Financial Times e sottoscritti da liste di professori (si vedano contro le politiche di austerità dell’UE, contro il MES, per un piano anti-covid…). In larga parte della sinistra viene definito marxista, ma marxista non è, sebbene sia una persona intelligente che non di rado propone riflessioni più interessanti di quelle che propongono persone apparentemente più “ortodosse”

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Antiper | Merci (non grazie)

Alcuni anni fa ci è capitato di partecipare ad un ciclo di incontri di formazione sul Capitale di Marx organizzati da un gruppo di studenti di Pisa, tra cui spiccavano alcuni dottorandi presso la Scuola Normale Superiore.

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Gianfranco Pala | La forma di merce della forza-lavoro

Tratto da Gianfranco Pala, Il salario sociale. La definizione di classe del valore della forza-lavoro, Laboratorio Politico, Napoli, 1995 “La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si...

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Antiper | Marx, accumulazione originaria e debito pubblico

Lo Stato ha sostenuto lo sviluppo del processo di accumulazione originaria anche – e per certi aspetti soprattutto – ricorrendo all’uso della violenza (in questo stesso capitolo Marx ha già illustrato molto efficacemente la violenza sanguinaria con cui lo Stato aveva favorito l’espropriazione dei contadini, la loro riduzione in miseria, la repressione del loro inevitabile vagabondare e la creazione forzata di un esercito proletario eslege da rinchiudere nelle fabbriche cittadine)

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Gianfranco Pala | Introduzione a Il salario sociale

Il salario, per il suo stesso carattere storico, è sociale. Dunque, l’apposizione di quest’ul­timo aggettivo sembrerebbe tautologica, suona come un pleonasmo