Categoria: Pensieri

Pensieri

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Neville Roy Singham | Il deliberato ritardo dell’Occidente: una strategia di tradimento

La cronologia del tradimento occidentale parla da sé. Dal 1931 al 1941, mentre il Giappone si spartiva la Cina, le banche occidentali mantenevano le loro sedi a Tokyo, il petrolio occidentale alimentava le navi da guerra giapponesi e i rottami metallici occidentali diventavano proiettili giapponesi.

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Antiper | Anders, la parzialità della memoria e l’etica del ricordo universale

Uno degli elementi centrali dell’analisi che Günther Anders svolge a proposito dello sterminio nazista (e non solo) ruota attorno al tema della discrepanza tra ciò che l’uomo è diventato capace di produrre e ciò che effettivamente è capace di immaginare. Nell’epoca della Tecnica, sostiene Anders, i prodotti dell’uomo lo sovrastano a tal punto che questi non può che provare una sorta di “vergogna” (Anders la chiama “prometeica”) per la propria limitatezza.

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Marco Riformetti | Dal socialfascismo ai fronti popolari

Nel 1928, il VI congresso dell’Internazionale comunista sviluppa un’idea che in realtà era già stata avanzata nel 1924, al congresso precedente: secondo questa idea, nell’epoca dell’imperialismo – e specialmente in un’epoca di acutizzazione delle tensioni sociali nazionali e di quelle politiche internazionali – avviene una sorta di “polarizzazione” che colloca i partiti rivoluzionari e riformisti radicali su un versante della barricata e i partiti fascisti, socialdemocratici e liberali sull’altro, divisi tatticamente, ma uniti strategicamente nella difesa del capitalismo

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Ofer Aderet | Documenti declassificati rivelano i contatti della milizia clandestina ebraica pre-statale con la Germania nazista

L’articolo che segue è stato pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz il 14 prile scorso e si basa su alcuni documenti appena declassificati. A proposito dei solidi legami di collaborazione tra le organizzazioni sioniste e le autorità naziste ebbe a parlare già nei primi anni ’60 anche Hannah Arendt, nel suo reportage sul processo di Gerusalemme contro Adolf Eichmann, La banalità del male. Può apparire a prima vista paradossale che organizzazioni del popolo ebraico operassero in combutta con i responsabili del genocidio degli ebrei degli anni ’40, ma questo spiega a quale livello di cinismo e immoralità sono potuti arrivare, e possono arrivare, i sionisti; l’attuale genocidio dei palestinesi, la continua destabilizzazione armata del Medio Oriente, il controllo di settori decisivi dell’establishment politico e finanziario nord-americano rendono tutto ancor più chiaro (Antiper)

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Antiper | Hannah Arendt sulla collaborazione dei Consigli ebraici alla Shoà

Tra i passaggi più controversi e coraggiosi de La banalità del male [1] vi sono quelli in cui Hannah Arendt mostra la complicità dei Consigli degli anziani nel genocidio del popolo ebraico; questi passaggi hanno fatto guadagnare alla filosofa tedesca l’appellativo di “ebrea che odia gli ebrei” in quanto non in linea con la narrazione antidialettica che dopo la Seconda guerra mondiale è stata costruita sul genocidio del popolo ebraico.

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Aldo Giannuli | Il Field Manual 30-3

Il presente testo è tratto da La strategia della tensione, Servizi segreti, partiti, golpe falliti, terrore fascista, politica internazionale: un bilancio definitivo di Aldo Giannuli e riguarda un documento molto controverso che gli USA non hanno mai voluto riconoscere (ma come avrebbero potuto riconoscere un piano di de/stabilizzazione, ove necessario, dei propri stessi governi alleati a colpi di bombe in mezzo alla gente?). L’approccio di Giannuli è cauto, ma piuttosto efficace nel propendere per l’attendibilità del documento. Del resto, si potrebbe aggiungere una cosa: non è forse del tutto evidente il ruolo guida di CIA e NATO nella stretegia della tensione e nei tentativi di golpe che si sono dati in Italia dagli anni ’60 agli anni ’70, basati sulla sinergia di manovalanza fascista, servizi segreti, ambienti militari e di governo, massoneria, organizzazioni criminali [Antiper}

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Marco Riformetti | Riprendiamoci la musica: le lotte ai concerti

Nel più generale quadro delle autoriduzioni si colloca la specifica pratica delle autoriduzioni ai concerti che si diffonde fin dai primissimi anni ‘70 ed ha come epicentro le due principali città italiane, Roma e Milano.

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Antiper | La legge, la giustizia e… Piazza Fontana

Siamo abituati (per la precisione, veniamo abituati) a pensare alle istituzioni – alla magistratura, ai corpi dello Stato, alle forze dell’ordine, ai servizi di sicurezza… – come ad una sovrastruttura incaricata di garantire l’ordine e la convivenza civile, una sovrastruttura “costretta” talvolta a svolgere attività inconfessabili ma sempre per il bene della comunità

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Pan Africanism Today | Join RedBooksDay 2026

As we approach the 100th anniversary of Fidel Castro’s birth, the “Battle of Ideas” has never been more critical. Pan Africanism Today & Inkani Books invite your organisation to join us for #RedBooksDay 2026: Reading for the Revolution.

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Marco Riformetti | Crisi del feudalesimo e transizione

In relazione alle crisi del modo di produzione capitalistico Paul Sweezy propone spiegazioni di tipo “sottoconsumistico” (cfr. Baran, Sweezy [1978]); pensa, cioè, che la crisi nasca nel mondo dello scambio (a differenza di Marx che invece pone l’accento sulla sovrapproduzione di merci e capitali)

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Lenin | Senza teoria rivoluzionaria non ci può essere movimento rivoluzionario

Lenin | Senza teoria rivoluzionaria non ci può essere movimento rivoluzionario

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Antiper | Il nemico è alla nostra testa

Nel suo discorso alla Columbia University del 1995 [1] Umberto Eco sostiene che esistono 14 sintomi che indicano la presenza attuale o potenziale del fascismo e uno di questi sintomi sarebbe la ricorrente descrizione del nemico sempre come troppo debole e al tempo stesso come troppo potente.

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Vijay Prashad | The debt of blood

When Captain Thomas Sankara, a young military officer, took power in his native country, he changed its name from Upper Volta to Burkina Faso – the land of upright people. This was in 1983, in the midst of the IMF-exacerbated debt crisis. ‘The origins of debt go back to colonialism’s origins,’ Sankara said at the July 1987 Organization of African Unity summit

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Antiper | Contro la guerra imperialista, solidarietà al popolo venezuelano

Contro la guerra degli imperialisti a caccia di petrolio, solidarietà con il popolo venezuelano

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Marco Riformetti | La storia non è finita

È certamente vero che lo sviluppo del socialismo in URSS non è stato quello prefigurato da Stato e rivoluzione, ma è altresì vero che, come Cristoforo Colombo aveva scoperto l’America mentre stava cercando le Indie (e ciò che scoperse divenne ancor più importante di ciò che non scoperse) così, analogamente, Lenin “scoperse concretamente”, mentre cercava la via per cominciare ad estinguere lo Stato, che lo Stato – persino lo Stato borghese – era duro a morire, anche dopo una rivoluzione socialista

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Karl Marx | Discorso sulla questione del libero scambio

L’abolizione delle leggi sul grano in Inghilterra è il più grande trionfo conseguito dal libero scambio nel XIX secolo. In tutti i paesi in cui gli industriali parlano di libero scambio, essi hanno di mira principalmente il libero scambio del grano e delle materie prime in generale. Colpire con dazi protettivi i grani stranieri è infame, significa speculare sulla fame dei popoli.

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Pino Arlacchi | Razza, colonialismo e genocidio

Il primo incontro su vasta scala degli europei con popolazioni distanti è avvenuto nel corso dell’espansione transoceanica, dal xv al xviii secolo, e ha avuto esiti catastrofici. Lo scontro è stato totalizzante perché alimentato dall’idea che il genere umano sia diviso da una gerarchia invalicabile tra barbari e civilizzati. La violenza razziale, il genocidio e la colonizzazione hanno perciò dominato il campo dei rapporti dell’Europa con gli altri continenti

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Marco Riformetti | Dalla lotta per il futuro alla lotta per il presente

Per spiegare come mai la Russia post-rivoluzionaria decida di virare verso il realismo socialista dopo la collaborazione con i maggiori artisti dell’arte contemporanea – da Marc Chagall e i padri dell’espressionismo, dell’astrattismo e del suprematismo (Vassili Kandinskij, Kazimir Malevic) ai grandi interpreti del costruttivismo (Aleksandr Rodchenko, “El” Lissisky, Vladimir Tatlin, Varvara Stepanova) e del futurismo (Vladimir Majakovskij, Elena Goncharova) – serve una riflessione di ordine storico e politico che, semplificando, possiamo così riassumere: le avanguardie stanno alla rivoluzione come il realismo socialista sta al socialismo reale.