Antiper | Il nemico è alla nostra testa

Nel suo discorso alla Columbia University del 1995 [1] Umberto Eco sostiene che esistono 14 sintomi che indicano la presenza attuale o potenziale del fascismo e uno di questi sintomi sarebbe la ricorrente descrizione del nemico sempre come troppo debole e al tempo stesso come troppo potente.
Si potrebbe però obiettare che questo genere di espediente retorico non è necessariamente tipico del fascismo e che anzi esso può essere, ed effettivamente viene, usato nei più diversi contesti come ad esempio in quello dell’odierna propaganda anti-russa in cui Vladimir Putin viene dichiarato pericolosissimo, capace di promuovere l’invasione dell’intera Europa, e allo stesso tempo debolissimo, malato, in procinto di tirare le cuoia; i russi possono arrivare a Lisbona, ma combattono con le pale e, a corto di chip, saccheggiano le lavatrici delle povere massaie ucraine.
Il nemico viene dichiarato troppo debole perché la retorica della guerra è sempre necessariamente una retorica della vittoria: “Vincere! E vinceremo!”, disse Lvi. Del resto, senza la certezza o la ragionevole convinzione di vincere solo i martiri mettono in gioco la propria vita.
Ma se il nemico è troppo debole e destinato ineluttabilmente alla sconfitta allora non può fare davvero paura e senza la paura la mobilitazione emotiva, prima ancora di quella politica, è destinata a fallire. Ecco allora che, per far paura, il nemico dev’essere dipinto come pericoloso e terribile, capace di ogni nefandezza; proprio quelle nefandezze che i paesi colonialisti e imperialisti hanno sempre compiuto, pur accusandone le proprie vittime. A forza di guardare film idioti interpretati da idioti come John Wayne le menti più semplici sono indotte a credere alla cattiveria dei “musi rossi” (o “gialli”) e alla bontà dei “nostri”.
Che sia la Russia di Putin, la Cina di Xi o il “terrorismo” islamico… il nemico dell’Occidente fa paura, ma la sua sconfitta è inevitabile. Bisogna però organizzarsi per tempo. Se vogliamo resistere all’attacco che verrà, dicono, dobbiamo “ri” armarci; dobbiamo spendere migliaia di miliardi in armi e se qualche centinaio di ospedali o di scuole verrà a mancare, pazienza, è per una giusta causa.
Ma davvero sono le armi quelle che ci mancano?
“Se si guarda ai valori nominali, l’Unione europea (con l’aggiunta del Regno Unito) supera di gran lunga la Russia in quanto a spesa per la Difesa: nel 2024 gli Stati del continente europeo hanno impiegato complessivamente 457 miliardi di dollari, contro i 145 di Mosca” [2]
Se poi volessimop aggiungere il confronto tra USA e Cina vedremmo che: 1) Nel 2022 gli USA hanno speso 876.943.200.000$ (4,45% del PIL) contro i 291.958.428.460$ spesi dalla Cina (1,6% del PIL) [3].
La verità, ovviamente, è che siamo noi quelli armati fino ai denti che minacciano il resto del mondo.
La storia degli ultimi decenni mostra una cosa. Gli USA e Israele sono bravissimi a devastare le popolazioni civili con missili e bombardamenti aerei, ma quando si tratta di controllare i territori le cose cambiano. Finché si tratta di distruggere paesi militarmente deboli come la Palestina, la Libia o l’Iraq è tutto relativamente “facile”. Ma con la Russia, nonostante lo sterminato investimento di risorse, la NATO non ce l’ha fatta e sta perdendo la guerra. E, come ha detto l’oca estone, se non ce la fai con la Russia come potrai farcela con la Cina?
Per ottenere una sconfitta strategica di paesi come Russia e Cina, ammesso e non concesso che sia effettivamente possibile, bisogna essere disposti ad offrire i “nostri ragazzi” spiegando loro che dovranno sacrificarsi per il bene della patria (e di Amazon, Google, Blackrock, Tesla…).
Ma siamo proprio sicuri che questo richiamo al sacrificio funzionerà?
La risposta è che è molto improbabile. Il nonnetto mannaro che siede al Quirinale e l’ar-lecchina serva di tre padroni che siede a Palazzo Chigi sono rappresentanti di un potere politico che ha un livello infimo di credibilità presso le masse. Fintanto che queste masse si limiteranno ad esprimere il proprio rifiuto di questa classe politica corrotta con il semplice non voto le cose potranno andare avanti nel modo in cui vanno avanti oggi. Ma di fronte alla richiesta di inviare milioni di giovani al macello le cose possono cambiare radicalmente.
Il capitalismo è una società terribile, ma riesce a strappare qualche timido consenso solo in cambio di qualche forma di benessere (peraltro realizzato sulle spalle del resto del mondo, proprio quel resto del mondo che ha ormai deciso di non lasciarsi più sfruttare per permettere a noi i nostri consumi).
Ma se invece degli iPhone, di Netflix e delle scarpe alla moda il capitale proverà a regalarci morte e mutilazione vedrà quale sarà la reazione.
Al momento di marciare
molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico (Bertolt Brecht)
Note
[1] Umberto Eco, Il fascismo eterno, La nave di Teseo, 2018.
[2] Difesa, ecco quanto spendono Russia ed Europa. Il confronto, SkyNews24, 20 marzo 2025, link.
[3] Stati per spesa militare, Wikipedia, link.



