Antiper | Friedrich Engels alle origini dell’ecologia politica urbana

In un interessante intervento [1] dedicato all’Ecologia Politica Urbana (EPU) Sonia Paone ripercorre la storia e i nodi teorici principali della EPU ma lo fa senza mai citare il nome di Friedrich Engels. L’intervento di Paone è contenuto nel manuale curato da Luigi Pellizzoni nel quale sono presenti 18 interventi per un totale di circa 400 pagine nelle quali il nome di Engels ricorre solo due volte e solo perché citato da Neil Smith, geografo marxista americano, in riferimento a Dialettica della natura.
Se non fosse ormai ben nota l’attuale idiosincrasia per il marxismo dell’accademia “di sinistra” questa completa rimozione sarebbe un po’ sorprendente dal momento che Engels è stato davvero un – se non addirittura il – precursore della sociologia in generale, nonché della sociologia urbana, dell’ecologia politica urbana e della giustizia socio-ecologica in particolare. La sua ricerca sulla condizione della classe operaia inglese, realizzata sul campo e pubblicata nel 1845 dopo il lungo soggiorno a Manchester [2], costituisce infatti il capolavoro seminale della sociologia urbana e anche dell’ecologia politica urbana se questa viene presentata come
«un campo di studi interdisciplinare che esamina le complesse relazioni tra urbanizzazione e ambiente e i modi in cui queste relazioni sono modellate da forze politiche, economiche e sociali» [3]
una definizione che calza a pennello per il lavoro di Engels.
Non si tratta, a dire il vero, di un’osservazione del tutto nuova. Brett Clark e John Bellamy Foster rilevano molto acutamente
«Tanto la sociologia urbana in generale, quanto gli studi sulla giustizia ambientale urbana hanno avuto origine con l’opera fondamentale di Friedrich Engels, La condizione della classe operaia in Inghilterra, del 1844. Engels offrì una descrizione dettagliata delle condizioni ambientali negli stabilimenti manifatturieri e nei quartieri poveri delle città industriali inglesi, insieme a una visione analoga di Londra. Affrontò il problema dell’inquinamento diffuso e contribuì a gettare le basi per lo sviluppo dell’epidemiologia sociale. Collegò quest’opera ai suoi Lineamenti per una critica dell’economia politica, che influenzarono il suo collaboratore ancora più famoso, Karl Marx. Per Engels, La condizione della classe operaia in Inghilterra fu la prima di una serie di analisi ecologiche interconnesse che si protrassero per oltre mezzo secolo e includevano La questione abitativa e Dialettica della natura, rendendolo uno dei contributori più importanti, sebbene sottovalutati, allo sviluppo del pensiero ambientale.» [4]
Anche Swyngedouw e Kaika riconoscono esplicitamente ad Engels il merito di aver colto con molto anticipo rispetto allo sviluppo successivo della “scienza ecologica” il carattere socio-ecologico del processo urbano
«Sebbene la scienza ecologica fosse ancora agli albori, i teorici sociali e gli ingegneri urbani erano ben consapevoli di come il processo urbano costituisse un processo socio-ecologico. Si pensi, ad esempio, alla vivida analisi di Friedrich Engels sulle condizioni della classe operaia in Inghilterra a metà del XIX secolo» [5]
La sottovalutazione del contributo seminale di Engels alla “scienza ecologica”, come la definiscono Erik Swyngedouw e Maria Kaika, non è una svista dei sociologi “pisani” [6] ma un fenomeno di ben più vasta portata che è stato rilevato anche da Camilla Royle
«Di recente, si è assistito a un rinnovato interesse per il recupero del contenuto ecologico del pensiero di Marx. Tuttavia, Engels ha ricevuto relativamente poca attenzione e alcuni autori hanno distinto il suo approccio da quello di Marx. Questo capitolo, tuttavia, sosterrà che una sensibilità ecologica è evidente in tutta l’opera di Engels, in particolare nei suoi scritti sulla vita urbana. Nel suo classico La condizione della classe operaia in Inghilterra (1845), Engels descrisse l’inquinamento atmosferico e idrico associato al capitalismo industriale e formulò un’analisi delle radici sociali dei problemi di salute pubblica che era di gran lunga in anticipo sui tempi. In La questione abitativa (1872), Engels tornò sul tema delle relazioni ecologiche all’interno delle città» [7]
Il testo di Engels è seminale anche da un altro punto di vista. Paone mostra il carattere discriminatorio dal punto di vista sociale e razziale delle politiche di “urban renewal” negli anni ’50 e ‘60 e della ristrutturazione urbana pre e post uragano Katrina a New Orleans; da questo disastro, in effetti, i neri sono stati colpiti in modo specifico, ma questo è avvenuto solo in parte “in quanto neri” e assai più “in quanto proletari”. Le politiche urbane di “segregazione classista” non nascono, e tanto meno finiscono, con i neri negli Stati Uniti, sebbene la segregazione razziale sia ulteriormente criminale in quanto si aggiunge a quella di classe; dove non c’erano o non ci sono comunità nere ci sono stati e ci sono comunque proletari da espellere dalle “inner cities” o dai “centri storici” per far spazio alle politiche di gentrificazione. Oppure c’erano e ci sono le bidonville, gli slum, i ghetti o, semplicemente, i quartieri operai di cui Engels descrive magistralmente il carattere devastante dal punto di vista bio-eco-logico.
Da alcuni decenni e per varie ragioni Friedrich Engels è oggetto di molti pregiudizi sebbene molta della grandezza di Marx (e della sua influenza teorica e politica) la dobbiamo proprio al “Generale”. Invece il suo contributo è stato essenziale proprio sul versante dell’ecologia politica (analizzata soprattutto in ambito urbano visto che uno dei grandi fenomeni associati alla nascita e allo sviluppo della società industriale fu proprio un gigantesco processo di urbanizzazione [8]) che esso si rivela di grande attualità
«La condizione della classe operaia in Inghilterra di Friedrich Engels è un capolavoro di ricerca urbana non solo per le sue descrizioni esplicite delle condizioni di vita e di lavoro dei membri della classe operaia dell’epoca vittoriana e dei loro effetti sulla salute, ma anche per le sue intuizioni sulle origini di tali condizioni attraverso un’analisi di economia politica. Per Engels, il sistema economico capitalista, con il sostegno dell’apparato statale, faceva ammalare e uccidere prematuramente uomini, donne e bambini nella sua sfrenata ricerca del profitto. La nostra lettura nel 2023 di La condizione della classe operaia in Inghilterra conclude che Engels ha identificato praticamente ogni determinante sociale della salute oggi presente nel discorso contemporaneo, con le sue intuizioni su come la loro qualità e distribuzione influenzino la salute» [9]
Anche da un punto di vista metodologico il contributo di Engels è stato importantissimo come mostra John Parham [10]
«Attraverso La condizione della classe operaia in Inghilterra (1845) di Friedrich Engels, questo articolo esamina due temi di spicco delle discipline umanistiche ambientali: il materialismo ecologico vitale e i “big data”. Le vivide descrizioni di Engels di fabbriche, case e ambiente condividevano i principi cardine dell'”ecologia materiale” – il “potere delle cose” (Jane Bennett); le “intra-azioni” dell’azione sociale e materiale (Karen Barad); la “transcorporeità” (Stacy Alaimo) – e rispondevano all’invito di Bennett ad allineare il materialismo vitale e quello storico. La parte centrale dell’articolo collega la sua analisi sia ai dibattiti attuali sull’integrazione dei “big data” nelle scienze sociali e umanistiche, sia agli sviluppi analoghi del XIX secolo in statistica e visualizzazione dei dati. Engels ha articolato la condizione della classe operaia combinando quattro distinte modalità di indagine: i big data; la ricerca qualitativa tramite sondaggi; la descrizione letteraria dettagliata; e la teoria (la nascente critica dell’economia politica capitalista)»
Va molto di moda scegliere, quali iniziatori del discorso critico sulla nocività delle attività capitalistiche sulla vita delle persone, autori come Murray Bookchin o Rachel Carson, con le loro analisi sugli agenti chimici in agricoltura. Analisi interessanti, per carità, ma assai poco strutturali.
La verità è che ben prima di loro un autore geniale come Friedrich Engels aveva posto le basi per lo studio della nocività per la vita delle persone non di questo o quel prodotto del capitalismo, ma del capitalismo in quanto tale.
Note
[1] Sonia Paone, cap. XII. Ecologia politica urbana in L. Pellizzoni, Introduzione all’ecologia politica urbana, Il Mulino, Bologna, 2025.
[2] Friedrich Engels, La situazione della classe operaia in Inghilterra, Feltrinelli, 2021, ed. digitale.
[3] Cfr. Paone in Pellizzoni [2025], pag. 243.
[4] Clark B. e Bellamy Foster J., The environmental conditions of the working class: an introduction to selections from Frederick Engels’s “The condition of the working class in England in 1844”.
[5] Swyngedouw E. e Kaika M., Urban political ecology. Great promises, deadlock… and new beginnings?, Documents d’Anàlisi Geogràfica 2014, vol. 60/3 459-481.
[6] Sonia Paone e Luigi Pellizzoni insegnano presso l’Università di Pisa.
[7] Royle, C. (2021), Engels as an Ecologist, In: Saito, K. (eds) Reexamining Engels’s Legacy in the 21st Century. Marx, Engels, and Marxisms. Palgrave Macmillan, Cham. https://doi.org/10.1007/978-3-030-55211-4_8
[8] Marx mostra magistralmente nel capitolo XXIV del primo libro del Capitale, dedicato alla cosiddetta “accumulazione originaria”, come l’urbanizzazione inglese del XVIII (e poi XIX) secolo non fu affatto un processo spontaneo, ma vanne spinto dalle enclosures degli open fields e dalle terribili leggi contro il vagabondaggio che da quelle chiusure era derivato (senza contare la pena di morte per la distruzione delle macchine da parte del neo-proletariato industriale). Cfr. anche Marco Riformetti, Sulla transizione dal modo di produzione feudale a quello capitalistico, Paper di Storia dell’Europa Medievale, Unipi, 2024.
[9] Piara Govender, Stella Medvedyuk e Dennis Raphael, 1845 or 2023? Friedrich Engels’s insights into the health effects of Victorian-era and contemporary Canadian capitalism, maggio 2023, https://doi.org/10.1111/1467-9566.13676
[10] John Parham, Biggish data: Friedrich Engels, material ecology, and Victorian data, European Journal of Cultural and Political Sociology, 6, 2019, 343-364. https://doi.org/10.1080/23254823.2019.1570860




