Taggato: Kant

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Marco Riformetti | Arte e bellezza a partire da Platone e Aristotele

Quella classica è un’epoca in cui arte e bellezza vanno a braccetto mentre con la modernità – e ancor più con la contemporaneità – questo non è più completamente vero tant’è che oggi non esitiamo a considerare artistiche anche le fotografie dei disastri automobilistici di Andy Warhol (Warhol [1963]) o gli orinatoi pubblici di Marcel Duchamp (Duchamp [1917]) ovvero opere che si potrebbe avere una certa difficoltà a definire “belle” e che in effetti non nascono certo per essere considerate tali.

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Marco Riformetti | A proposito di certe letture democratiche di Kant in quel di Pisa. Ancora su Kant e il diritto di voto

Di recente, mi è capitato di imbattermi in una serie di lezioni di Filosofia politica e di Storia della filosofia politica tenute presso l’università di Pisa nel quadro degli insegnamenti relativi al corso di laurea in Scienze politiche. In queste lezioni la docente presenta il pensiero politico di Kant come un pensiero che da un’iniziale fase liberale evolverebbe verso una successiva fase apertamente democratica

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Marco Riformetti | Kant, Hegel, Marx e i diritti dei lavoratori

Bisogna aspettare Marx per comprendere quale sia il tipo di rapporto che il servo (ora possiamo dire il lavoratore salariato e, per abbreviare, il lavoratore) intrattiene con l’oggetto del suo lavoro e con la sua stessa attività di lavorare. Con Marx non ci sono equivoci: il lavoro salariato è fonte di alienazione, non di liberazione (come lascia intendere Hegel). Anzi, la liberazione del lavoratore salariato è, anzitutto, liberazione dal lavoro salariato, riappropriazione sociale dell’oggetto del proprio lavoro e della propria stessa attività produttiva

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Antiper | L’etica di Kant è incompatibile con quella del capitale

Nel suo ultimo libro [1] dedicato ai problemi etici sollevati dai recenti sviluppi della cosiddetta “rivoluzione digitale” Luciano Floridi tira in ballo Kant (al quale dichiara di ispirarsi) per dire che sta avvenendo la “cosa brutta” che gli esseri umani vengono usati come mezzo invece che come fine

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Antiper | Kant e l’uso della ragione tra pensiero critico e obbedienza

Immanuel Kant è stato certamente un grande filosofo che ha offerto riflessioni fondamentali che non cessano di essere studiate con profitto. Tra i suoi scritti politici ce n’è uno particolarmente importante: si tratta del breve saggio Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo? [1], scritto nel 1784 alla vigilia della Rivoluzione Francese. L’altro famoso scritto politico di Kant, Per la pace perpetua, fu scritto invece nel 1795, pochi anni dopo la Grande Rivoluzione, proprio nel momento in stava iniziando la dittatura del Direttorio e l’ascesa di Napoleone.

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Immanuel Kant | Risposta alla domanda: che cos’è l’illuminismo?

L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.