Taggato: ecologia politica

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Antiper | Friedrich Engels alle origini dell’ecologia politica urbana

Va molto di moda scegliere, quali iniziatori del discorso critico sulla nocività delle attività capitalistiche sulla vita delle persone, autori come Murray Bookchin o Rachel Carson, con le loro analisi sugli agenti chimici in agricoltura. Analisi interessanti, per carità, ma assai poco strutturali.
La verità è che ben prima di loro un autore geniale come Friedrich Engels aveva posto le basi per lo studio della nocività per la vita delle persone non di questo o quel prodotto del capitalismo, ma del capitalismo in quanto tale

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Jason Moore | La crisis climática no es un fracaso humano, sino un éxito capitalista

La crisis climática no es culpa de la humanidad, sino del capitalismo. Este sistema, una máquina que teje poder, ganancias y el mundo vivo en un solo tapiz, ha destrozado los ecosistemas del planeta y, con ellos, el bienestar humano. Su insaciable sed de riqueza busca convertir toda la vida en una oportunidad para obtener ganancias, con consecuencias aterradoras

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Giulia Iacometti | Etica e politica dell’Antropocene. Qualche conclusione

L’impatto della logica di funzionamento del modo di produzione capitalistico – accumulazione senza limiti di ricchezza e potere, appropriazione senza limiti di natura e tempo di vita umana – sulla “rete della vita”, come la chiama Jason Moore, è un tema di importanza fondamentale per il futuro, ma ormai, forse, anche per il presente

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Jason W. Moore | Dall’Antropocene al Capitalocene

L’alternativa qui presentata non nega che la Rivoluzione industriale sia stata un punto di svolta. Tutt’altro! Essa, tuttavia, mette in discussione l’utilità di un modello che individua la modernità a partire dall’Inghilterra della seconda metà del XVIII secolo. In sostanza, la cosiddetta Rivoluzione industriale fu un punto di svolta all’interno di un processo storico già in movimento. Non la fine di uno schema di sviluppo premoderno (contra Pomeranz, 2012; Wolf, 1982).

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Antiper | Jason Moore oltre la giustizia climatica. Contro il discorso catastrofista dell’ambientalismo borghese

Il libro [1] di Jason W. Moore raccoglie una serie di testi (alcuni dei quali inediti) dedicati al rapporto tra lotta “ambientalista” e lotta “politica”. Uno di questi testi – Oltre la giustizia climatica – dà anche il titolo al libro e sviluppa una dura critica nei confronti dell’ambientalismo americano per come si è sviluppato dalla fine degli anni ‘60 fino ad arrivare a quello che Moore chiama Antropocene popolare, caratterizzato da un approccio depoliticizzato e interclassista verso i problemi ecologici

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Giulia Iacometti | Una nota sull’appropriazione del lavoro di cura

Dal punto di vista politico, più che il riconoscimento economico dello statuto insuperabile di caregiver le femministe marxiste hanno auspicato e operato per il superamento della tradizionale struttura famigliare patriarcale e borghese che consegna alla donna il ruolo fisso di caregiver (senza tuttavia ritenere che il semplice arruolamento in fabbrica debba costituire, di per sé, chissà quale progresso).

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Giulia Iacometti | Critica del dualismo cartesiano “green”

L’approccio unitario e dialettico – non dualistico – al rapporto tra natura e società avvicina Moore ad un approccio marxista e l’accusa di “dualismo cartesiano” che egli rivolge contro talune interpretazioni è spesso condivisibile. È condivisibile, ad esempio, quando è rivolta contro le vecchie concezioni dell’ecologismo “green”, nate nel quadro del riflusso seguito alla sconfitta dell’ondata di lotte sociali, politiche, anti-coloniali, operaie, femministe, studentesche… degli anni ’60-’70.