Taggato: Covid19

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Comitato nazionale “chiarezza sui vaccini” | Marxismo e metodo scientifico: lotta ideologica e politica nella nuova fase pandemica

Un anno e mezzo di pandemia ha messo a nudo la crisi del sistema capitalistico.
L’evidente fallimento delle misure di contenimento – sempre parziali e tardive – attuate dai paesi capitalistici europei, nordamericani ed in generale dalla stragrande maggioranza dei paesi OCSE che seguono le dottrine neoliberiste e le crescenti conseguenze della tattica delle mezze misure prolungate sulle attività economico-sociali maggiormente colpite, hanno provocato disastrosi effetti in termini di salute pubblica, in un clima altalenante di sfiducia ed incertezza.

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Antiper | Critica dell’Appello dei docenti contro il Green Pass

L’appello esordisce con un’affermazione interessante: se il Green Pass esiste è perché il decisore politico non ha voluto assumersi una “piena” “responsabilità”. Ma una “piena” “responsabilità” di cosa? Evidentemente, la “piena” “responsabilità” di introdurre l’obbligo vaccinale. Il Governo ha dunque usato il Green Pass come escamotage per spingere alla vaccinazione gli indecisi. Vero. Ma a questo punto bisogna domandarsi perché il decisore non si è assunto le proprie responsabilità e la risposta è semplice: perché questo avrebbe compromesso la tenuta della maggioranza che appoggia il Governo. Ergo, il Governo non ha assunto una giusta [1] misura – l’obbligo vaccinale – per non scontentare partiti che sono pieni di elettori “no vax” i quali non vogliono farsi vaccinare ed avrebbero fatto le barricate contro l’obbligo (alimentando a dismisura il consenso dell’opposizione post-fascista della Meloni e per questa ragione il certificato verde è appoggiato anche da PD e M5S).
Ne deduciamo due cose: 1) se il Green Pass esiste è per colpa dei “no vax” e dei partiti e movimenti che li rappresentano – dentro e fuori il Governo (i no vax di sinistra, che pure esistono, sono sostanzialmente irrilevanti) – e 2) il Governo ha sottomesso a valutazioni di interesse politico e di potere scelte che avrebbero dovuto essere governate solo da criteri di carattere scientifico e di tutela della salute pubblica.

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Roberto Finelli e Tania Toffanin | Sul privilegio (Note critiche su Agamben-Cacciari)

Abbiamo inteso di scrivere qualche riflessione insieme su quanto Giorgio Agamben e Massimo Cacciari hanno pubblicato il 26 luglio 2021 sul sito dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (A proposito del decreto sul “green pass”), perché ci sembra utile fare un poco di chiarezza sullo spirito del tempo, sul Zeitgeist, di cui i due autori citati ci appaiono essere solo l’epifenomeno più vistoso e accreditato.

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Intervista ad Alain Badiou

“Questa pandemia si sarebbe potuta facilmente arginare, se avessimo approfondito la conoscenza scientifica dei virus della linea Sars, e preparato il vaccino adeguato: tra il 2002 e il 2004 si è verificata un’epidemia il cui responsabile virale era Sars-1. Ma siccome questa si limitò a poche regioni asiatiche e uccise solo tra le 700 e le 800 persone, nessuno si preoccupò del futuro di questo ceppo virale”

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Antiper | DAD o non DAD? Questo (non) è il problema

Con l’esplosione della pandemia anche il mondo della scuola ha dovuto attrezzarsi e parte delle lezioni in presenza sono state sostituite con lezioni a distanza; questo ha fatto nascere uno scontro senza esclusione di colpi tra i sostenitori (della necessità) della didattica adistanza (DAD) – prudentemente rinominata nella seconda fase didattica digitale integrata (DDI) – e i suoi avversari (tra le cui fila troviamo il variegato mondo dei libertari-negazionisti, ma anche una certa parte della sinistra “radicale” che ha, ormai da molto tempo, smarrito la capacità di “cogliere il punto” in ogni situazione).

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Alain Badiou | Niente di nuovo sotto il sole. Dialogo sul Covid-19

In questa raccolta è contenuto l’intervento di Alain Badiou sul Covid-19 Sulla situazione epidemica su cui anche Antiper ha scritto un commento: Tra mercati antichi e rotte globali. Commento a...

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Antiper | Tra mercati antichi e rotte globali. Commento a “Sulla situazione epidemica” di Alain Badiou

Dice Badiou: “Non ho trovato dunque nient’altro da fare che provare, come tutti, a sequestrarmi in casa mia, e nient’altro da dire se non esortare tutti a fare altrettanto. Rispettare, su questo punto, una rigida disciplina è tanto più necessario in quanto è un sostegno e una protezione fondamentale per tutti coloro che sono più esposti: certo, tutto il personale medico curante, che è direttamente sul fronte, e che deve poter contare su una ferma disciplina, ivi comprese le persone infette; ma anche i più deboli, come le persone anziane, in particolare quelle in EPAD (European Prevention of Alzheimer’s Dementia) o immunodepresse; e inoltre tutti coloro che vanno al lavoro e corrono così il rischio di un contagio”

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Marco Riformetti | Il Covid-19 e la (nuova) crisi che verrà

“Dopo alcune settimane dallo scoppio dell’epidemia di Covid-19 in Occidente è già molto diffusa la consapevolezza che questa crisi produrrà enormi effetti economici e sociali: “L’economia mondiale non ha mai visto niente di simile. Quasi tutte le previsioni economiche per il 2020 parlano di una contrazione del PIL globale del 3-5%, peggiore quanto, se non di più, di quella della Grande Recessione del 2008-9. Secondo l’OCSE, nella maggior parte delle economie la produzione diminuirà in media del 25%, mentre intanto i “lockdown” vanno avanti e interesseranno direttamente una quota di settori che rappresentano fino a un terzo del PIL delle principali economie. Per ogni mese di contenimento è prevista una perdita di 2 punti percentuali nella crescita del PIL annuale””

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Antiper | Due frame in tempo di pandemia

Da settimane, a livello internazionale, esiste un solo topic comunicativo le cui parole chiave sono: virus, epidemia, pandemia, Corona virus, morti, positivi…
Questo topic viene interpretato attraverso due frame comunicativi principali che possiamo riassumere in questo modo:
– Frame terroristico: “è tornata la peste”, “basta uscire sul balcone per beccarsi il contagio”, “il virus si trasmette anche attraverso Whatsapp”…, il cui corollario è “stiamo chiusi in casa se non vogliamo morire e portare la morte”;
– Frame riduzionistico: “è una normale influenza”, “ogni anno, nel mondo, le “normali” influenze causano fino a 600.000 morti”, “muoiono solo vecchi e malati”… il cui corollario è “vi tiene in casa il Grande Fratello biopolitico (o lo Stato comunista o lo Stato Imperialista, a seconda delle varianti di destra o di sinistra) per togliervi la libertà”.
Come tutte le dicotomie rigide che non sanno cogliere la dialettica tra gli opposti anche quella tra lettura apocalittica e lettura “niente di che” ci aiutano solo ad allontanarci dalla comprensione delle cose.

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Alain Badiou | Sulla situazione epidemica

Ho sempre ritenuto che l’attuale situazione, segnata da un’epidemia virale, non aveva certo nulla d’eccezionale. Dalla pandemia (anch’essa virale) dell’HIV, passando per l’influenza aviaria, il virus Ebola, il virus SARS 1, per non parlare di diversi tipi d’influenze, persino del ritorno del morbillo o delle tubercolosi, che gli antibiotici non guariscono più, sappiamo ormai che il mercato mondiale, combinato con l’esistenza di vaste zone sotto-medicalizzate del pianeta e con l’insufficienza della disciplina mondiale nelle necessarie vaccinazioni, produce inevitabilmente delle epidemie serie e devastanti (nel caso dell’HIV, diversi milioni di morti)

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Giorgio Agamben | Chiarimenti (con una chiosa iniziale di Antiper)

Il filosofo Giorgio Agamben in una serie di articoli pubblicati su Quodlibet (Contagio, Chiarimenti, Riflessioni sulla peste) e il Manifesto (Lo stato d’eccezione provocato da un’emergenza immotivata), pone alcune questioni in merito al modo in cui la società ha reagito all’epidemia Coronavirus. Sono questioni che sottendono probabilmente una visione paranoica del rapporto tra potere e masse, e che tuttavia meritano di essere lette e analizzate – tanto più che si tratta di interventi brevi – a prescindere dal retro-pensiero agambeniano.

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Mike Davis | Il Covid19 si ferma con la solidarietà internazionale

Il Coronavirus è un vecchio film che stiamo guardando in loop da quando, nel 1994, con il suo libro The Hot Zone Richard Preston ci ha presentati a un demone sterminatore, nato in una misteriosa caverna di pipistrelli dell’Africa centrale, e conosciuto col nome di Ebola. È stata solo la prima di una serie di nuove malattie sorte nel «terreno vergine» (è questo il termine tecnico) del sistema immunitario inesperto dell’umanità. L’Ebola è stata rapidamente seguita dall’influenza aviaria, passata agli umani nel 1997, e dalla Sars, comparsa alla fine del 2002: entrambe si sono manifestate per la prima volta a Guangdong, il centro nevralgico dell’industria mondiale.

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marx21.de | Da dove è arrivato il Coronavirus e dove ci porterà? Intervista a Robert Wallace

Quella che segue è la traduzione curata da Infoaut di un’intervista realizzata da marx21.de a Robert Wallace, biologo, autore del volume Big Farms make Big Flu, pubblicato nel 2016 dalla Monthly Review Press