Taggato: nazismo

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Antiper | La tecnica del male. Incontro a partire da Hannah Arendt (La banalità del male) con alcune considerazioni da Gunther Anders (IAT)

Il male non è necessariamente eroico. Anche lo sterminio sistematico di milioni di persone può essere un atto svolto burocraticamente, senza grandi passioni. Crimini come l’Olocausto o la decisione di annichilire Hiroshima e Nagasaki o anche la stessa quotidiana e invisibile strage per fame, guerre e malattie di centinaia di migliaia di esseri umani… sono stati (e sono) attuati senza alcun coinvolgimento emotivo o senso di colpa, in nome di «necessità» che vengono presentate come inderogabili. Ma queste «necessità» sono davvero tali? Davvero l’uomo non può nulla contro di esse?

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Umberto Galimberti | Perché siamo tutti figli di Eichmann

E se avesse ragione Erich Priebke quando, alla sbarra, utilizza quel fastidioso argomento che suona pressappoco così: “Se almeno sapessi cosa volete da me! Io mi sono semplicemente attenuto agli ordini. Allora ero pure in regola e quindi, se volete, ‘morale’ in fin dei conti non ho colpa se quell’ente di gestione con cui ho collaborato oggi è sostituito da un altro. Oggi è ‘morale’ collaborare con questo, allora era ‘morale’ collaborare con quello”?
Per confutare questo argomento, ripetuto da tutti i criminali di guerra fino alla noia, ogni anno celebriamo il 25 aprile perché “non bisogna dimenticare perché ogni amnesia è una sorta di amnistia”. Giusto principio, ma non all’altezza dell’evento. E tutte le persuasioni, le convinzioni, i ragionamenti che non sono all’altezza dell’evento sono già essi stessi macchine d’oblio destinate a naufragare in quella forma di indifferenza che sempre accompagnano le retoriche che perdono di vista la vera natura dei problemi.