Categoria: Anti neo liberismo

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Antiper | La bella mente e la gelida manina. Strategie competitive e strategie cooperative. Capitalismo vs comunismo

Download Antiper, La bella mente e la gelida manina. Strategie competitive e strategie cooperative. Capitalismo vs comunismo, PDF, A4, 6 pagine, 29 settembre 2014
 

 

John Nash è divenuto noto al grande pubblico per essere stato impersonato da Russell Crowe nel film A beautiful mind che racconta la sua vita e la sua sofferenza psichica; Nash, afflitto per molti anni da schizofrenia paranoide, internato, sottoposto ad elettroshock, è stato a lungo convinto di lavorare per la CIA alla decifrazione di messaggi in codice dei sovietici. Un particolare significativo, questo, che parla di un uomo che pensava di aiutare il proprio paese a combattere i comunisti. Eppure, proprio le sue intuizioni a proposito della Teoria dei giochi (che gli sono valse il Premio Nobel per l’Economia nel 1994) possono essere considerate, da un certo punto di vista, un formidabile argomento a favore del comunismo.
 
Nel film, mentre è al pub con gli amici, Nash espone la sua idea su quale dovrebbe essere la strategia da adottare per fare la corte alle ragazze
 
“Adam Smith va rivisto! …Se tutti ci proviamo con la bionda, ci blocchiamo a vicenda. E alla fine… nessuno di noi se la prende. Allora ci proviamo con le sue amiche, e tutte loro ci voltano le spalle, perché a nessuno piace essere un ripiego. Ma se invece nessuno ci prova con la bionda, non ci ostacoliamo a vicenda, e non offendiamo le altre ragazze. È l’unico modo per vincere. …L’unico modo per tutti di scopare! …Adam Smith ha detto che il miglior risultato si ottiene quando ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per sé, giusto? Incompleto. Incompleto! Perché il miglior risultato si ottiene… quando ogni componente del gruppo farà ciò che è meglio per sé, e per il gruppo! Dinamiche dominanti, signori. Dinamiche dominanti! Adam Smith… si sbagliava!” [1]

 
Una teoria che può riassumersi così: se ognuno persegue una strategia individualistica e competitiva (egoistica, nel senso di Adam Smith) il risultato non potrà essere ottimale; al contrario, seguendo una strategia pianificata e coordinata in cui il bene del gruppo diventa dominante si otterrà il miglior risultato anche per i singoli appartenenti al gruppo. Si tratta, appunto, del rovesciamento della logica di Adam Smith.
 
Una traduzione – un po’ grezza, ma chiaramente intuibile – potrebbe essere questa: una società dominata dalla competizione (come il capitalismo) è meno efficiente di una società dominata dalla cooperazione (come il comunismo). 
Adam Smith non era stato semplicemente impreciso o “incompleto”: la sua teoria dell’equilibrio dei mercati – che si realizzerebbe grazie alla “mano invisibile” (della legge della domanda e dell’offerta? Di Dio?) – era, semplicemente, sbagliata
 
Vittorio Bilò – Adam Smith, John Nash, il prezzo dell’anarchia e la decadenza della società moderna 0

Vittorio Bilò – Adam Smith, John Nash, il prezzo dell’anarchia e la decadenza della società moderna

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Anwar Shaikh | Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi

Anwar Shaikh Introduzione alla storia delle teorie sulla crisi (U.S. Capitalism in crisis, U.R.P.E New York, 1978) …………………………………………………………… eBook, 43 pag. Autoproduzioni, 2012 Traduzione Antiper, 2012 PDF  |  MOBI …………………………………………………………… Introduzione Questo...

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Antiper | Un particolare tipo di regolazione: la de-regolazione

Uno dei mantra sulla crisi finanziaria internazionale esplosa nel 2007-2008 è quello secondo cui, tale crisi, sarebbe figlia delle politiche di “de-regulation” avviate da Reagan a partire soprattutto dagli anni ’80 e proseguite nei decenni successivi. In particolare, la de-regolazione dei mercati finanziari e la rimozione [2] del divieto imposto alle banche di usare in modo speculativo i conti correnti – e non solo solo il proprio denaro o quello esplicitamente destinato a tale scopo -, combinata con l’enorme potere accumulato dai manager, avrebbero favorito la tendenza alla de-responsabilizzazione, all’assunzione di enormi rischi speculativi e, in definitiva, a quella dilagante “mancanza di etica” che avrebbe poi prodotto il disastro.

Ora, parlare di etica alle banche e alle imprese capitalistiche è un po’ come parlare di dieta al topo davanti al formaggio: bei discorsi sì, ma l’istinto è quello che è. Inoltre, la “mancanza di etica” degli squali di Wall Street non è certo una novità e poteva essere ben rilevata molto prima del 2007-2008 (magari nel 2000-2001 all’epoca dei crolli del Nasdaq e dei fallimenti di Enron, WorldCom e di una serie di banche USA di media grandezza; o, prima ancora, verso la fine degli anni ’90, all’epoca dei crolli delle borse asiatiche, messicana, brasiliana, russa); risulta dunque evidente che la “mancanza di etica”, se fosse una spiegazione, lo sarebbe di tutte le crisi.