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Aldo Giannuli | La strategia della tensione. Servizi segreti, partiti, golpe falliti, terrore fascista, politica internazionale: un bilancio definitivo

Questo volume conclude un trentennio di ricerche che Aldo Giannuli – il maggior esperto nella materia – ha svolto in decine di archivi, consultando centinaia di migliaia di documenti, anche per conto di diverse Procure della Repubblica. Oltre a far luce per la prima volta su una grande quantità di episodi determinanti del periodo della «strategia della tensione», che qui Giannuli fa cominciare nel 1960 e terminare, o trasformarsi, nel 1975 (dal ruolo del SID parallelo nel golpe Borghese, alle strane morti di personaggi come Nardi e lo stesso Borghese, ai rapporti dell’ambasciata cinese a Berna con la destra europea, per fare solo qualche esempio), vengono per la prima volta messi in relazione, con un taglio scientifico e adeguata profondità d’analisi, i vari piani su cui si svolse la battaglia politica: le relazioni internazionali, in particolare fra i blocchi e con la Cina; la progettazione della «guerra rivoluzionaria» all’interno dell’Alleanza Atlantica (fondamentali alcuni documenti NATO presentati qui per la prima volta); gli equilibri di potere fra i partiti italiani; le vicende dei servizi segreti ordinarie «paralleli»; il coinvolgimento del terrorismo fascista. L’architettura di questa ricerca e le grandi novità documentarie consentono una lettura politica innovativa e finalmente completa di quel quindicennio; una lettura che contribuisce a spiegare molti drammatici aspetti del nostro presente: il dilagare della criminalità organizzata, l’esplodere della corruzione, il radicale indebolimento delle istituzioni democratiche.

L'eco del boato 0

Mirco Dondi | L’eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974

Le ‘stragi nere’ iniziano il 12 dicembre 1969 con Piazza Fontana e terminano il 4 agosto 1974 con l’attentato al treno Italicus. Alcuni giorni dopo la bomba di Milano, il settimanale britannico “The Observer” parlerà di ‘strategia della tensione’, riferendosi non solo alle bombe ma al modo in cui sono stati strumentalizzati attentati e disordini sociali, chiamando in causa la stampa e i politici. La stagione dello stragismo, ignota ai Paesi dell’Europa occidentale, ha minato le istituzioni democratiche e la convivenza sociale dell’Italia, con l’aggravante che in quarant’anni non sono stati condannati né i mandanti né gran parte degli esecutori. Solo in sede storica si è fatto un po’ di ordine. Mirco Dondi ricostruisce gli episodi stragisti, soffermandosi in particolare sul loro impatto immediato.

Strage di Bologna 0

Antiper | Lo Stato borghese tra “democrazia” e autoritarismo

La strage di Piazza Fontana e la “strategia della tensione” (nella sua più vasta accezione) costituiscono un “insegnamento” importante anche per l’attualità perché mostrano come possa reagire uno Stato “democratico” di fronte alla perdita, anche solo ipotetica, del proprio consenso e del proprio potere istituzionale.
Come abbiamo scritto in altre occasioni, il fascismo e i fascisti sono strumenti ai quali il potere capitalistico ricorre quando non è più in grado di legittimarsi attraverso la “democrazia” ma, come ci mostra proprio la “strategia della tensione” in Italia, possono essere usati dal potere anche per ri- legittimarsi

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Antiper | Gli “opposti estremismi” e la risposta rivoluzionaria

Gli strateghi della “strategia della tensione” sono convinti che le bombe non potranno non suscitare una reazione armata dei comunisti (almeno di quelli che cominciano ad organizzarsi alla sinistra del PCI dopo il ’68 e l’“autunno caldo”). Pensano anche che vi sarà (come in effetti vi fu) una radicalizzazione di settori dello stesso PCI.

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Antiper | Piazza Fontana nel suo contesto storico

Negli anni ’60 il quadro internazionale è ancora dominato dalla divisione del mondo nei due “campi”: capitalista e socialista. Cina ed Unione Sovietica, aldilà del giudizio che possa essere dato, sostengono i vari movimenti antimperialisti in funzione anti-americana
Da anni è in atto un poderoso processo di decolonizzazione e di riconquista della sovranità nazionale in tutta una serie di paesi. Dopo la cacciata della Francia, la guerra in Vietnam (o, per meglio dire, la guerra per il controllo americano dell’Indocina) è in pieno sviluppo e i suoi riflessi sull’”opinione pubblica” americana sono molto forti

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Antiper | Fascisti e Stato

Che negli anni ’60 qualche gruppo neofascista nutra effettivamente intenzioni eversive (ovvero di rovesciamento in senso reazionario del sistema politico-istituzionale) è noto. Ma questi gruppi possono svilupparsi ad un certo livello solo grazie all’appoggio economico e logistico dello Stato (e della Nato [1]) che però non hanno affatto intenzione di sostenere una “controrivoluzione” [2], ma solo di tenere a bada il movimento dei lavoratori che da qualche tempo sta imboccando una strada di autonomia politica ed organizzativa che sfugge anche al controllo delle stesse organizzazioni sindacali.

Strage di Piazza Fontana 0

Antiper | Una bomba dello Stato contro i lavoratori

Il 12 dicembre 1969, alle 17 e 37, una bomba con 7 chili di tritolo scoppia nella filiale di Milano della Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana uccidendo 16 persone e ferendone altre 87. In poche ore scatta la “caccia agli anarchici” che vengono subito additati come responsabili della strage dalla Questura milanese, piena di elementi fascisti, a cominciare dal Questore Guida.

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Tiziano Bagarolo | Uomo, natura, società nel marxismo (prima parte)

Nell’essenza del pensiero di Marx e di Engels c’è una formulazione del rapporto uomo-natura-società che rimane metodologicamente insuperata anche dopo un secolo e più di sviluppi delle scienze biologiche e antropo-sociali, la cui attualità deve essere pienamente rivendicata dal marxismo rivoluzionario tanto contro ogni forma di riduzionismo storicistico e/o idealistico — il quale vede il motore della storia in un rapporto uomo-uomo (cioè nella pura dialettica delle idee o in quella di una società disincarnata dalla natura) che non è più fondato materialisticamente e dialetticamente in modo inestricabile con la natura — quanto contro il riduzionismo di segno opposto che riconduce il rapporto uomo-natura a ineluttabili matrici biologiche che trascendono la mediazione storica delle forme sociali. Dalle prime formulazioni di Marx nei Manoscritti economico-filosofici del 1844 al Capitale, dall’Ideologia tedesca del 1845-46, scritta in comune da Marx ed Engels, alla Dialettica della natura, opera incompiuta del secondo, il marxismo elabora un approccio che può essere sintetizzato nella formula dell’unità dialettica dei processi naturali e dei processi sociali, storicamente determinata.

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Louis Althusser | Introduzione al I Libro del Capitale (parte prima)

Pubblichiamo questa prima parte di un libretto del filosofo francese Louis Althusser dedicato allo studio del (primo libro del) Capitale di Karl Marx, un testo certamente molto stimolante anche nelle parti obbiettivamente assai poco condivisibili (come quella in cui vengono liquidate frettolosamente le importantissime riflessioni “giovanili” di Marx).

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Vladimir Majakovskij | Il poema di Lenin

Tempo, incomincio qui la storia di Lenin.
Non perché la tristezza sia spenta,
ma perché quell’angoscia
s’è fatta chiaro cosciente dolore.
O tempo, scatena ancora
le parole d’ordine leniniste.
Dobbiamo forse affondare
in uno stagno di lacrime?
Lenin, anche oggi,
è più vivo di tutti i viventi,
è la nostra scienza, arma e vigore…

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Marco Riformetti | Lo Stato come macchina. Da distruggere

Abbiamo visto che per Lenin lo Stato è uno strumento di cui la borghesia si serve per conservare il potere politico. Nulla vieta, in astratto, che tale strumento possa essere utilizzato anche dal proletariato per conservare il proprio potere politico, una volta che lo abbia conquistato. In fondo, come afferma Marx nel Capitale, di uno strumento è importante soprattutto l’uso che se ne fa e non è colpa del coltello se viene usato per sgozzare la gente

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Marco Riformetti | “Stato e rivoluzione” come programma strategico

Stato e rivoluzione è innegabilmente il testo più “visionario” di Lenin e deve il proprio fascino duraturo anche al fatto di proiettare il proprio sguardo ben oltre la fase storica entro cui esso è stato concepito. Del resto, solo illuminandolo dalla prospettiva del futuro è possibile interrogare il presente in modo adeguato.

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Antiper | Maestri di scuola, lavoro produttivo e Capitale

Nel capitolo XIV del primo libro del Capitale Marx affronta un tema che ha assunto grande rilevanza nel dibattito politico internazionale e che sembra essere diventato ancora più rilevante con l’avvento di quella che Manuel Castells ha chiamato “società dell’informazione”; si tratta del tema se il lavoro “immateriale” (ad esempio il lavoro mentale) debba o meno essere considerato produttivo.

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Giulia Iacometti | Critica del dualismo cartesiano “green”

L’approccio unitario e dialettico – non dualistico – al rapporto tra natura e società avvicina Moore ad un approccio marxista e l’accusa di “dualismo cartesiano” che egli rivolge contro talune interpretazioni è spesso condivisibile. È condivisibile, ad esempio, quando è rivolta contro le vecchie concezioni dell’ecologismo “green”, nate nel quadro del riflusso seguito alla sconfitta dell’ondata di lotte sociali, politiche, anti-coloniali, operaie, femministe, studentesche… degli anni ’60-’70.

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Giulia Iacometti | Natura e società

La riflessione sul rapporto tra natura e società – tra physis e nomos – ha origine molto antica. Se il pensiero filosofico pre-socratico – o, per meglio dire, pre-sofista – è concentrato soprattutto intorno al tema della natura (al punto che molti poemi di quella fase sono spesso intitolati – soprattutto ex post – “Sulla natura”, peri physeos), a partire dal V secolo oggetto della riflessione filosofica diventa principalmente l’uomo e il suo rapporto con la società entro cui vive.

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Antiper | Il Capitale dei lavoratori. Note anti-marxologiche

Antiper, Il Capitale dei lavoratori. Note anti-marxologiche, Luglio 2019 | PDF Il noto studioso marxista di origine britannica David Harvey ha tenuto nell’inverno del 2019 una nuova serie delle sue classiche letture del Capitale. Harvey tiene queste...