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Richard Breitman e Norman J.W. Goda | L’ombra di Hitler: l’intelligence alleata e l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (parte I)

I registri dell’Esercito e della CIA desegretati di recente contengono molte migliaia di pagine sui collaboratori nazisti durante e dopo la Seconda guerra mondiale. I documenti sono particolarmente ricchi per quanto riguarda i rapporti degli Alleati con le organizzazioni nazionaliste ucraine dopo il 1945. Questa sezione si concentra sull’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini sotto Stephen Bandera e la rappresentanza in esilio del governo clandestino ucraino (ZP/UHVR), che era dominata dai seguaci di Bandera di un tempo, ora diventati rivali, incluso Mykola Lebed. Il livello di dettaglio dei nuovi registri offre un quadro più completo e accurato delle loro relazioni con l’intelligence alleata durante diversi decenni [1]

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Antiper | Perché la Russia ha attaccato l’Ucraina proprio ora?

Anche se nessuno è in grado di sapere con certezza quale sia effettivamente la strategia russa nella “crisi ucraina” e posto che ogni cosa che viene detta sui media è per il 99% propaganda di guerra, ovvero falsità, è tuttavia possibile fare qualche supposizione in merito alle motivazioni che hanno spinto Mosca a decidere l’attacco e a deciderlo proprio ora (anche se è ovvio che lo scenario di guerra era stato elaborato da tempo come concreta possibilità).

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Antiper | Il nazionalismo ucraino è fascista?

Una delle argomentazioni più ricorrenti che vengono utilizzate per confutare la caratterizzazione in senso ultra-reazionario dell’attuale assetto politico dominante in Ucraina consiste nel mostrare come le due principali organizzazioni neo-naziste ucraine – Pravy Sektor e Svoboda – abbiano raccolto nelle due ultime tornate elettorali presidenziali un consenso molto limitato, intorno al 2% nel 2014 [1] (e grosso modo lo stesso anche nel 2019 [2]).

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Antiper | Tra aggressori e aggrediti nella guerra russo-ucraina

Si dice che nell’attuale conflitto russo-ucraino sia doveroso parteggiare per l’Ucraina in quanto paese aggredito. Ma è condivisibile questo approccio? Facciamo un esempio: in Via Rasella, nel 1944, avremmo dovuto parteggiare per i soldati tedeschi (che erano gli aggrediti) e non con i partigiani italiani (che erano gli aggressori)? Evidentemente no.
Si dirà: i partigiani attaccavano perché erano stati attaccati. Precisamente.

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Marco Riformetti | I “fatti di Aigues-Mortes” tra nazionalismo e socialismo

Il presente contributo prende spunto da un’opera che lo studioso Enzo Barnabà ha dedicato ai cosiddetti “fatti di Aigues-Mortes” del 1893 (Barnaba [1994], Barnaba [2009]) che consistettero nel linciaggio di una decina di operai italiani emigrati in Francia. Si tratta di fatti abbastanza noti che al tempo ebbero vasta eco (almeno in Italia) ed il cui studio è certamente utile anche per sviluppare una riflessione sull’attualità e sulle conseguenze del nazionalismo

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György Lukács | Movimenti di massa antiscientifici del dopoguerra

L’isteria di massa, la credulità inaudita e la propensione verso le superstizioni più selvagge, anche nei cosiddetti istruiti, il bisogno ardente di fede, di religione, i cui oggetti di fede vengono gettati via con la stessa rapidità con cui sono stati accettati fanaticamente, l’influenza di massa ottenuta con la ciarlataneria più goffa: queste e molte altre sono le caratteristiche principali che emergono dalla condizione sempre più priva di prospettive della piccola borghesia in crisi.

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Comitato nazionale “chiarezza sui vaccini” | Marxismo e metodo scientifico: lotta ideologica e politica nella nuova fase pandemica

Un anno e mezzo di pandemia ha messo a nudo la crisi del sistema capitalistico.
L’evidente fallimento delle misure di contenimento – sempre parziali e tardive – attuate dai paesi capitalistici europei, nordamericani ed in generale dalla stragrande maggioranza dei paesi OCSE che seguono le dottrine neoliberiste e le crescenti conseguenze della tattica delle mezze misure prolungate sulle attività economico-sociali maggiormente colpite, hanno provocato disastrosi effetti in termini di salute pubblica, in un clima altalenante di sfiducia ed incertezza.

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Antiper | Critica dell’Appello dei docenti contro il Green Pass

L’appello esordisce con un’affermazione interessante: se il Green Pass esiste è perché il decisore politico non ha voluto assumersi una “piena” “responsabilità”. Ma una “piena” “responsabilità” di cosa? Evidentemente, la “piena” “responsabilità” di introdurre l’obbligo vaccinale. Il Governo ha dunque usato il Green Pass come escamotage per spingere alla vaccinazione gli indecisi. Vero. Ma a questo punto bisogna domandarsi perché il decisore non si è assunto le proprie responsabilità e la risposta è semplice: perché questo avrebbe compromesso la tenuta della maggioranza che appoggia il Governo. Ergo, il Governo non ha assunto una giusta [1] misura – l’obbligo vaccinale – per non scontentare partiti che sono pieni di elettori “no vax” i quali non vogliono farsi vaccinare ed avrebbero fatto le barricate contro l’obbligo (alimentando a dismisura il consenso dell’opposizione post-fascista della Meloni e per questa ragione il certificato verde è appoggiato anche da PD e M5S).
Ne deduciamo due cose: 1) se il Green Pass esiste è per colpa dei “no vax” e dei partiti e movimenti che li rappresentano – dentro e fuori il Governo (i no vax di sinistra, che pure esistono, sono sostanzialmente irrilevanti) – e 2) il Governo ha sottomesso a valutazioni di interesse politico e di potere scelte che avrebbero dovuto essere governate solo da criteri di carattere scientifico e di tutela della salute pubblica.

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Roberto Finelli e Tania Toffanin | Sul privilegio (Note critiche su Agamben-Cacciari)

Abbiamo inteso di scrivere qualche riflessione insieme su quanto Giorgio Agamben e Massimo Cacciari hanno pubblicato il 26 luglio 2021 sul sito dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (A proposito del decreto sul “green pass”), perché ci sembra utile fare un poco di chiarezza sullo spirito del tempo, sul Zeitgeist, di cui i due autori citati ci appaiono essere solo l’epifenomeno più vistoso e accreditato.

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Intervista ad Alain Badiou

“Questa pandemia si sarebbe potuta facilmente arginare, se avessimo approfondito la conoscenza scientifica dei virus della linea Sars, e preparato il vaccino adeguato: tra il 2002 e il 2004 si è verificata un’epidemia il cui responsabile virale era Sars-1. Ma siccome questa si limitò a poche regioni asiatiche e uccise solo tra le 700 e le 800 persone, nessuno si preoccupò del futuro di questo ceppo virale”

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Albert-László Barabási | Viruses and Fads

When in 1997 we saw the first decline of AIDS deaths in the United States, we thought that the worst was over. We were wrong. Currently, every day 15,000 people are infected worldwide. The majority of them will die of the disease within a decade. If you are a fifteen-year-old in Botswana today, your risk of contracting and dying of AIDS during your lifetime is almost 90 percent

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Marco Riformetti | Democrazia borghese e democrazia socialista. Sulla dittatura del proletariato

Nessun potere dominante ricorre mai inutilmente all’uso della violenza. Sebbene la violenza sia sempre la risorsa di “ultima istanza”, ricorrervi frequentemente è una testimonianza di debolezza. Lo Stato cerca sempre di ricorrere piuttosto ad altre forme di potere, più intangibili, ma sempre comunque molto efficaci; si pensi al concetto di “violenza simbolica” in Bourdieu o a quello di “ideologia” in Althusser. E si pensi soprattutto al concetto gramsciano di “egemonia” per il quale il dominio non è mai pura forza, ma insieme di forza ed egemonia politica e culturale; in un passaggio importante dei Quaderni Gramsci definisce Lenin “il più grande teorico moderno della filosofia della praxis” e gli riconosce il merito fondamentale di aver riscoperto l’importanza della battaglia culturale, della “battaglia delle idee”, come antidoto all’economicismo

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Antiper | DAD o non DAD? Questo (non) è il problema

Con l’esplosione della pandemia anche il mondo della scuola ha dovuto attrezzarsi e parte delle lezioni in presenza sono state sostituite con lezioni a distanza; questo ha fatto nascere uno scontro senza esclusione di colpi tra i sostenitori (della necessità) della didattica adistanza (DAD) – prudentemente rinominata nella seconda fase didattica digitale integrata (DDI) – e i suoi avversari (tra le cui fila troviamo il variegato mondo dei libertari-negazionisti, ma anche una certa parte della sinistra “radicale” che ha, ormai da molto tempo, smarrito la capacità di “cogliere il punto” in ogni situazione).

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Antiper | Sull’universalismo comunista

Anche se per molti versi il comunismo moderno si distingue profondamente dai vari “comunismi” precedenti è pur vero che, per altri versi, ne costituisce lo sviluppo.
Ad esempio, l’abolizione della proprietà privata è certamente un elemento distintivo e permanente di una concezione “comunista”1; come si potrebbe infatti pensare una società comunista che preservasse la possibilità della proprietà privata2? D’altra parte il modo in cui questa richiesta viene avanzata – ad esempio, “abolizione per tutti” o “abolizione solo per una parte” – cambia, e di molto, la situazione