Categoria: Tutto è restato impunito

Antiper, Tutto è restato impunito. Riflessioni a 40 anni dalla strage di Piazza Fontana, 12 dicembre 2009, EBOOK, 12 pag., A4, COPERTINA


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Ofer Aderet | Documenti declassificati rivelano i contatti della milizia clandestina ebraica pre-statale con la Germania nazista

L’articolo che segue è stato pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz il 14 prile scorso e si basa su alcuni documenti appena declassificati. A proposito dei solidi legami di collaborazione tra le organizzazioni sioniste e le autorità naziste ebbe a parlare già nei primi anni ’60 anche Hannah Arendt, nel suo reportage sul processo di Gerusalemme contro Adolf Eichmann, La banalità del male. Può apparire a prima vista paradossale che organizzazioni del popolo ebraico operassero in combutta con i responsabili del genocidio degli ebrei degli anni ’40, ma questo spiega a quale livello di cinismo e immoralità sono potuti arrivare, e possono arrivare, i sionisti; l’attuale genocidio dei palestinesi, la continua destabilizzazione armata del Medio Oriente, il controllo di settori decisivi dell’establishment politico e finanziario nord-americano rendono tutto ancor più chiaro (Antiper)

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Antiper | Hannah Arendt sulla collaborazione dei Consigli ebraici alla Shoà

Tra i passaggi più controversi e coraggiosi de La banalità del male [1] vi sono quelli in cui Hannah Arendt mostra la complicità dei Consigli degli anziani nel genocidio del popolo ebraico; questi passaggi hanno fatto guadagnare alla filosofa tedesca l’appellativo di “ebrea che odia gli ebrei” in quanto non in linea con la narrazione antidialettica che dopo la Seconda guerra mondiale è stata costruita sul genocidio del popolo ebraico.

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Aldo Giannuli | Il Field Manual 30-3

Il presente testo è tratto da La strategia della tensione, Servizi segreti, partiti, golpe falliti, terrore fascista, politica internazionale: un bilancio definitivo di Aldo Giannuli e riguarda un documento molto controverso che gli USA non hanno mai voluto riconoscere (ma come avrebbero potuto riconoscere un piano di de/stabilizzazione, ove necessario, dei propri stessi governi alleati a colpi di bombe in mezzo alla gente?). L’approccio di Giannuli è cauto, ma piuttosto efficace nel propendere per l’attendibilità del documento. Del resto, si potrebbe aggiungere una cosa: non è forse del tutto evidente il ruolo guida di CIA e NATO nella stretegia della tensione e nei tentativi di golpe che si sono dati in Italia dagli anni ’60 agli anni ’70, basati sulla sinergia di manovalanza fascista, servizi segreti, ambienti militari e di governo, massoneria, organizzazioni criminali [Antiper}

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Antiper | La legge, la giustizia e… Piazza Fontana

Siamo abituati (per la precisione, veniamo abituati) a pensare alle istituzioni – alla magistratura, ai corpi dello Stato, alle forze dell’ordine, ai servizi di sicurezza… – come ad una sovrastruttura incaricata di garantire l’ordine e la convivenza civile, una sovrastruttura “costretta” talvolta a svolgere attività inconfessabili ma sempre per il bene della comunità

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Antiper | I fascisti italiani e la strategia atlantica negli anni ’50

Questa storiella del “terzaforzismo” inizia con lo stesso Mussolini che aveva avuto l’ardire di descrivere il fascismo come “terza via” tra capitalismo e comunismo (senza disdegnare però la sponsorizzazione del capitale industriale e agrario, della monarchia e del Vaticano nonché la loro protezione nell’ascesa verso il potere, protezione senza la quale non vi sarebbe stata alcuna ascesa) e prosegue con alterne vicende fino addirittura al terrorismo nero degli anni ’70

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Ilan Pappé | Operazione Dani

Abbandonati sia dai volontari che dai legionari, gli uomini di Lydd, armati di vecchi fucili, si rifugiarono nella moschea Dahamish nel centro della città, ma dopo poche ore di combattimento si arresero, per essere massacrati all’interno della moschea dalle forze israeliane. Fonti palestinesi riferiscono che nella moschea e nelle strade circostanti dove le truppe israeliane si abbandonarono a un’altra orgia di uccisioni e saccheggi, 426 uomini, donne e bambini furono uccisi (176 corpi furono trovati nella moschea)

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Antiper | Viva la Resistenza, lotta del proletariato per il potere

Viva la Resistenza, lotta del proletariato per il potere

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Marco Riformetti | Umberto Massola e gli scioperi del marzo-aprile 1943. Sulla dialettica dei fattori: la parola d’ordine delle 192 ore

La premessa da cui muoviamo è semplice: in ogni mobilitazione giocano fattori oggettivi (che stanno nell’ambito delle forze che spingono spontaneamente all’azione) e fattori soggettivi (che sono determinati dalla dimensione organizzata dell’azione).

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Marco Riformetti | Umberto Massola e gli scioperi del marzo-aprile 1943. Tra spontaneità e organizzazione

Sull’importanza che i comunisti attribuiscono alla classe operaia come segmento sociale capace di guidare le masse popolari nella lotta contro il fascismo non possono esserci dubbi. Nel giugno del 1940, mentre l’Italia entra nel conflitto mondiale, è soprattutto alla classe operaia – e in particolare alla classe operaia del nord – che i comunisti fanno appello

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Nanni Balestrini | La battaglia di Corso Traiano

Corso Traiano sta proprio dirimpetto alla palazzina degli uffici Fiat. Corso Traiano c’ha due corsie e una corsia centrale dove ci sono le rotaie del tram e i sassi. Noi scendevamo giú camminando sulla destra e in senso inverso dall’altra parte venivano avanti i poliziotti. Che poi si fermano e aspettano bloccando il traffico.

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Cesare Bermani | La volante rossa. Introduzione

Il periodo che va dal marzo 1943 al 14 luglio 1948 si caratterizza per una “intensa attività politica delle masse, che occupano impetuosamente la scena e si radicalizzano, e il deteriorarsi dell’apparato di repressione e di controllo dello Stato”

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Nanni Balestrini | Invisibili

La testa non entrava non riusciva a passare da quel buco a uscire fuori da un’altra parte a vedere fuori a vedere dove sono dove siete quando eravamo mille diecimila centomila non è possibile che fuori non c’è più nessuno

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Antiper | Sionisti, colonialisti e nazisti all’origine dell’occupazione della Palestina

Nel suo libro La banalità del male Hannah Arendt descrive un fenomeno abbastanza sconosciuto al grande pubblico; si tratta della collaborazione tra l’Agenzia ebraica per la Palestina (ovvero l’agenzia sionista in Germania) con le autorità naziste per favorire l’esodo ebraico dalla Germania e l’immigrazione illegale nella Palestina che in quel momento si trovava sotto il controllo degli inglesi.

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Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina | Manifesto per la Giornata Internazionale della donna

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Un manifesto per la Giornata Internazionale della donna

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Renzo Del Carria | Il delitto Matteotti

Il 21 maggio si apre la Camera eletta con le elezioni-truffa e, come di consuetudine, la seduta si inizia con la convalida degli eletti. Questa convalida, che normalmente aveva un carattere di ordinaria amministrazione, è presa dall’opposizione come occasione per denunciare le violenze fasciste ed invalidare le elezioni.

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Giambattista Lazagna | Introduzione a «Ponte rotto»

Ristampare “Ponte rotto” oggi, anche se è cosa modesta, può significare, certo, un richiamo ai temi della lotta contro il fascismo, non per riproporre un tipo di lotta attuato in un contesto storico-politico completamente diverso e quindi irriproducibile, ma per risvegliare la fiducia dei comunisti, dei rivoluzionari, nelle immense capacità combattive della classe operaia, dei contadini, del proletariato ed anche del sottoproletariato urbano, quando siano guidati da una avanguardia rivoluzionaria ideologicamente unita e agguerrita, capace di una analisi leninista della situazione politica, capace di battere da un lato l’opportunismo ed il riformismo e dall’altro il settarismo ed il dogmatismo.

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Antiper | Sulla fascistizzazione dello Stato (1)

Spesso, per descrivere una riduzione degli spazi di agibilità democratica può essere fuorviante ricorrere troppo sbrigativamente allo schema della “fascistizzazione dello Stato”, della “deriva autoritaria” delle istituzioni. Ora, è evidente che possono darsi Stati più o meno autoritari e fasi in cui uno Stato è più o meno autoritario. Ma livello di “democraticità” e livello di autoritarismo dipendono dal particolare [1] equilibrio sociale che regola i rapporti tra le varie classi della società

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Antiper | Tornate (?) nelle fogne

Può non sembrare, ma uno slogan del tipo “Fascisti carogne, tornate nelle fogne” costituisce l’espressione (oltre che, molto spesso, di impotenza nascosta sotto parole truci) di una incomprensione storica su cui vale la pena di dire qualcosa.

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Marco Riformetti | Un decennio di minacce

La crescita del movimento operaio nei primi anni ‘60 e soprattutto nell’“autunno caldo”, l’esplosione del movimento studentesco nel Sessantotto, la crescita elettorale del PCI e l’instabilità crescente del sistema politico, la Guerra Fredda… sono tutti elementi che definiscono un quadro politico e sociale problematico che allarma le classi dirigenti atlantiche e italiche

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Primo Levi | Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo