Categoria: Resistenze

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Antiper | Antifascismi

In questi anni i partiti della sinistra riformista hanno usato il “pericolo fascista” per chiamare al voto un “popolo della sinistra” sempre più deluso e soprattutto per convincerlo della necessità di costruire cartelli elettorali e accordi istituzionali con partiti più o meno apertamente confindustriali. Ma mentre ogni tanto il centro-sinistra vinceva sul terreno elettorale, la destra intanto dilagava sul piano politico e culturale.

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Antiper | Non solo contro il razzismo, ma contro l’ingiustizia sociale. Sulla rivolta di Minneapolis

La “rivolta di Minneapolis”, esplosa con l’omicidio dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia cittadina, si è estesa in modo rapidissimo al resto degli Stati Uniti ed ha raccolto una vasta solidarietà anche nel resto del mondo. L’assassinio di George Floyd ha avuto un impatto emotivo fortissimo; vedere un uomo a terra che implora di non essere ucciso e chiama la madre, mentre il suo assassino lo soffoca senza pietà, con le mani in tasca, mentre chiacchiera con gli altri suoi complici, è qualcosa che ti mette un’arma in mano.

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Pietro Bianchi | Critica della ragione suprematista bianca

Prima di George Floyd a Minneapolis c’erano stati Trayvon Martin in Florida, Eric Garner a Staten Island e Michael Brown, da cui partirono le rivolte di Ferguson del 2014. Ma non c’è nemmeno bisogno di andare così indietro nel tempo perché Ahmaud Arbery, 25enne nero che stava facendo jogging in una zona rurale della Georgia e che è stato ammazzato da due bianchi che l’hanno seguito in macchina perché ritenuto “sospetto”, è morto il 23 febbraio di quest’anno. Breonna Taylor è stata uccisa il 13 marzo con otto colpi di pistola dopo che tre agenti di polizia sono entrati nel suo appartamento a Louisville, Kentucky, mentre dormiva in quella che secondo loro doveva essere una “trap-house” e dove invece non c’era traccia di stupefacenti.

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CrimethInc. | Minneapolis: ora questa lotta si combatte su due fronti

Le dimostrazioni di questa settimana a Minneapolis segnano uno spartiacque storico nell’epoca del COVID-19. Come abbiamo scritto a marzo, ci sono alcune cose per le quali vale la pena morire. La perpetuazione del capitalismo non è una di queste. Ma alcuni di noi affrontano minacce ancora più mortali del COVID-19. Vale la pena rischiare la nostra vita per lottare per un mondo in cui nessuno sia ucciso come George Floyd – e ciò che sta accadendo a Minneapolis dimostra che la gente è pronta a farlo

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Vladimir Majakovskij | Vorovski

Oggi,
proletariato,
scatena
il tuono
delle voci,

dimentica
la cera del perdono.

Finito
dalla banda ladra di fascisti,

per l’ultima volta
Vorovski
passerà per Mosca.

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Etienne Balibar | Lenin, i comunisti e l’immigrazione

Nell’ottobre del 1913, Lenin pubblica un articolo poco conosciuto su “Il capitalismo e l’immigrazione dei lavoratori” [2]. Qui egli afferma che

“Il capitalismo ha creato un tipo particolare di migrazione di popoli. I paesi che si sviluppano industrialmente in fretta, introducendo più macchine e soppiantando i paesi arretrati nel mercato mondiale, elevano il salario al di sopra della media e attirano gli operai salariati di quei Paesi.

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Intervista ad Alain Badiou | Uscire dalla crisi? L’unica strada è la rivoluzione

…cosa resta del marxismo? È ancora uno strumento utile per criticare e analizzare la situazione socio-economica in cui ci troviamo?

Il marxismo non è solo “utile”, è il solo pensiero generale che possa illuminare il mondo contemporaneo ed essere alla base di una nuova politica. Tutti i concetti importanti di Marx sono molto più veri oggi che ai suoi tempi. Il mercato mondiale, per esempio, è molto più reale oggi che nel 1850. Per non parlare della creazione di una disoccupazione di massa: ci sono, nel mondo d’oggi, circa due miliardi di esseri umani che costituiscono ciò che si definisce il “surplus”. Persone che non sono né dei salariati, né dei proprietari, né dei consumatori. Insomma, non sono niente. Dall’altro lato, c’è la concentrazione del capitale: ad oggi, 264 persone possiedono l’eqiuivalente di quello che possiedono gli altri tre miliardi. Il mondo intero è sotto la legge, prevista da Marx, di un’oligarchia finanziaria estremamente meschina. Marx diceva anche che i governi erano «le fondamenta del potere del Capitale» e oggi tutti possono rendersi conto più facilmente che non 150 anni fa. E poi, chi crede ancora che un voto possa cambiare le cose? Insomma, è dalla visione marxista che bisogna partire, applicando al nostro mondo ciò che Marx aveva anticipato – e che dimostra il suo genio.

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Wu Ming | Per Bruno Fanciullacci

A Firenze è un “largo”, a Pontassieve una “via”. Largo e Via Bruno Fanciullacci. Due targhe inaugurate di recente (2002 e 2003), tra polemiche politiche e querele incrociate. Fanciullacci fu un partigiano gappista, medaglia d’oro della Resistenza. Alcuni lo ritengono un killer (“l’assassino di Giovanni Gentile”), altri – noi compresi – un eroe. Pochi sinora lo hanno considerato un filosofo. E’ tempo di omaggiarlo in quella veste. Sì, filosofo. Una nomea da riscattare, dopo anni di utilizzi arrischiati tipo “il filosofo Rocco Buttiglione”, di torpore accademico e convegni trascorsi a spaccare in sedici il pelo trovato nell’uovo.

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Gunther Anders | La resistenza atomica

Noi siamo condannati a tutto ciò che è stato inventato una volta per tutte. E questo per il semplice fatto che possiamo sempre riprodurlo; e non solo possiamo, ma in quanto produttori di massa ci sentiamo in dovere di produrre di ogni modello il maggior numero possibile di esemplari; e non solo ci sentiamo in dovere di farlo, ma effettivamente siamo incapaci, d’improvviso, di non essere tali: ossia non saper più fare d’un tratto ciò che sappiamo fare.
Sicuramente Platone non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno si sarebbe venuto a creare un tale funesto intreccio di idea e maledizione.

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Antiper | Sempre dalla parte dei popoli colpiti dall’imperialismo

In generale non siamo amanti di organizzazioni politiche caratterizzate da un forte richiamo religioso (come Hamas a Gaza o Hezbollah in Libano) e pensiamo che queste organizzazioni non ci metterebbero un attimo, avendone la forza, a combattere anche contro i comunisti ove questi portassero avanti con coerenza il loro programma laico, socialista e rivoluzionario: ciò nonostante pensiamo che con queste forze – quando si battono contro i piani dell’imperialismo (e del sionismo) in Medio Oriente – sarebbe irragionevole escludere qualsiasi terreno comune d’azione e di resistenza, come invece pensiamo che sia necessario fare nei confronti di coloro che – pur definendosi “comunisti” – appoggiano le missioni imperialiste di guerra, italiane o francesi, con o senza ONU.