Taggato: giovani

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Marco Riformetti | I giovani come segmento sociale autonomo

Quella che esista (o meno) un’identità “generazionale” che stratifica la composizione sociale ovvero il fatto che l’età anagrafica permetta o meno di identificare uno strato socio-culturalmente distinto – i Giovani – è una vecchia questione. Certamente esistono i giovani come persone identificabili su base generazionale, ma questi giovani possono abitare in una grande villa in collina oppure in un piccolo appartamento di un quartiere degradato, possono frequentare una scuola privata oppure una scuola serale: possono avere – ed in effetti hanno – esperienze di vita completamente disomogenee.

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Marco Riformetti | Largo ai giovani!

Uno degli elementi che caratterizzano l’intera decade degli anni ‘60 è certamente quello dell’affermazione dei giovani sulla scena sociale; le avvisaglie di questa affermazione si manifestano già dalla metà degli anni ‘50 quando i giovani diventano protagonisti della cultura di massa americana nella musica (con il rock’n’roll) o nel cinema (con film come Il selvaggio, Gioventù bruciata, Il seme della violenza…), ma anche nella graduale diffusione dei temi posti dalla beat generation (dal rapporto con la sessualità e l’omosessualità fino all’uso di droghe passando attraverso il mito del viaggio, fisico o spirituale…

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Pietro Bianchi | Critica della ragione suprematista bianca

Prima di George Floyd a Minneapolis c’erano stati Trayvon Martin in Florida, Eric Garner a Staten Island e Michael Brown, da cui partirono le rivolte di Ferguson del 2014. Ma non c’è nemmeno bisogno di andare così indietro nel tempo perché Ahmaud Arbery, 25enne nero che stava facendo jogging in una zona rurale della Georgia e che è stato ammazzato da due bianchi che l’hanno seguito in macchina perché ritenuto “sospetto”, è morto il 23 febbraio di quest’anno. Breonna Taylor è stata uccisa il 13 marzo con otto colpi di pistola dopo che tre agenti di polizia sono entrati nel suo appartamento a Louisville, Kentucky, mentre dormiva in quella che secondo loro doveva essere una “trap-house” e dove invece non c’era traccia di stupefacenti.

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CrimethInc. | Minneapolis: ora questa lotta si combatte su due fronti

Le dimostrazioni di questa settimana a Minneapolis segnano uno spartiacque storico nell’epoca del COVID-19. Come abbiamo scritto a marzo, ci sono alcune cose per le quali vale la pena morire. La perpetuazione del capitalismo non è una di queste. Ma alcuni di noi affrontano minacce ancora più mortali del COVID-19. Vale la pena rischiare la nostra vita per lottare per un mondo in cui nessuno sia ucciso come George Floyd – e ciò che sta accadendo a Minneapolis dimostra che la gente è pronta a farlo