Taggato: Libia

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Antiper | Nuove linee rette e inutili idioti

Se si osserva la carta geo-politica dell’Africa e del Medio Oriente una cosa salta all’occhio: molto spesso, i confini sembrano tracciati con la riga; linee rette separano un paese dall’altro, spesso in modo del tutto arbitrario e apparentemente ingiustificato. È l’eredità del periodo coloniale, il risultato di successive spartizioni.

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Antiper | Simboli

I simboli sono importanti. Certo, dietro ogni simbolo può nascondersi qualcosa che non ha nulla a che fare con quel simbolo. Dietro il richiamo all“intervento umanitario” possono nascondersi intenzioni tutt’altro che umanitarie. Indiscutibile. Ma se vogliamo dire che dietro allo sventolio di bandiere cirenaico-monarchiche o di bandiere francesi (che in Africa del Nord richiamano soprattutto l’intervento colonialista e non certo il 1789) si “nascondono” intenzioni rivoluzionarie bisogna dimostrarlo e spiegare perché il nuovo si ammanta dei colori del vecchio. 

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Antiper | Libia. Il nuovo che avanza

Checché se ne dica il proletariato libico non è affatto il protagonista della rivolta in Libia (se non nel senso che vi partecipa). Ne sarà, invece, la principale vittima. Per capirlo basta dare gettare uno sguardo sulla “nuova” classe dirigente che si prepara a sostituire sé stessa alla guida del paese.Tra le file dei rivoltosi c’è una pletora di ex-alti ufficiali delle forze militari libiche e un esercito di diplomatici (dall’ex-ambasciatore presso la Lega Araba e quello attuale presso l’ONU fino dagli ambasciatori di Francia, Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e via di questo passo).

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Antiper | Linguaggi e rivoluzioni

Nel passato, per chiarirne il segno politico, le operazioni “di pace” promosse dal regime venivano definite “operazioni di guerra”, le riforme sociali promosse dal regime venivano chiamate contro-riforme, le “rivoluzioni” sostenute dal regime venivano chiamate “contro-rivoluzioni”…

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Antiper | Anche alla Rivoluzione di Ottobre gli imperialisti mandarono eserciti. 14. Contro

Lo sappiamo: non si può giudicare un uomo dall’opinione che egli ha di sé stesso (Marx). E ovviamente non lo si può giudicare neppure solo dall’opinione che dicono di averne i suoi amici o i suoi nemici. Quindi, non si può giudicare la rivolta libica partendo dal giudizio che ne danno i vari Sarkozy, Cameron, Frattini & co. D’altra parte è pur certo che l’atteggiamento dei vari Sarkozy, Cameron, Frattini & co verso la rivolta libica ce l’ha – eccome – un significato. Non coglierlo o sottovalutarlo significa non capire nulla dei reali processi in atto. Qualunque essi siano.