Autore: Antiper

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Tricontinental | L’imperialismo verrà inevitabilmente sconfitto: la riemersione dello spirito tricontinentale

Quando Fidel Castro, primo ministro di Cuba e primo segretario del Partito Comunista di Cuba, salì sul palco l’ultimo giorno della Conferenza Tricontinentale, il 15 gennaio 1966, aveva solo 39 anni. La Rivoluzione cubana, da lui guidata alla vittoria nel 1959 a 32 anni, aveva appena celebrato il suo settimo anniversario. I suoi compagni, che rientrarono in auto all’Avana dopo due anni trascorsi nella Sierra Maestra, erano altrettanto giovani

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Marco Riformetti | Crisi del feudalesimo e transizione

In relazione alle crisi del modo di produzione capitalistico Paul Sweezy propone spiegazioni di tipo “sottoconsumistico” (cfr. Baran, Sweezy [1978]); pensa, cioè, che la crisi nasca nel mondo dello scambio (a differenza di Marx che invece pone l’accento sulla sovrapproduzione di merci e capitali)

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Lenin | Senza teoria rivoluzionaria non ci può essere movimento rivoluzionario

Lenin | Senza teoria rivoluzionaria non ci può essere movimento rivoluzionario

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Antiper | Il nemico è alla nostra testa

Nel suo discorso alla Columbia University del 1995 [1] Umberto Eco sostiene che esistono 14 sintomi che indicano la presenza attuale o potenziale del fascismo e uno di questi sintomi sarebbe la ricorrente descrizione del nemico sempre come troppo debole e al tempo stesso come troppo potente.

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Vijay Prashad | The debt of blood

When Captain Thomas Sankara, a young military officer, took power in his native country, he changed its name from Upper Volta to Burkina Faso – the land of upright people. This was in 1983, in the midst of the IMF-exacerbated debt crisis. ‘The origins of debt go back to colonialism’s origins,’ Sankara said at the July 1987 Organization of African Unity summit

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Antiper | Invito alla lettura di «The 80th anniversary of the victory in the World Anti-Fascist War» di Neville Roy Singham

Nell’anno appena trascorso si è celebrato l’80° anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale contro i regimi fascisti. Nella “democratica” UE la celebrazione è stata pressoché nulla perché le classi dominanti europee sono da tempo impegnate in una vasta opera di revisionismo storico e di riabilitazione, diretta o indiretta, dei movimenti reazionari del passato. La Russia, protagonista della vittoria, viene esclusa dalle pur liturgiche celebrazioni a cui vengono invece invitati paesi come l’Italia nei quali sono oggi al potere gli eredi politici diretti dei fascismi di allora oppure paesi come Israele che conducono un vero e proprio genocidio.

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Antiper | Contro la guerra imperialista, solidarietà al popolo venezuelano

Contro la guerra degli imperialisti a caccia di petrolio, solidarietà con il popolo venezuelano

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Marco Riformetti | La storia non è finita

È certamente vero che lo sviluppo del socialismo in URSS non è stato quello prefigurato da Stato e rivoluzione, ma è altresì vero che, come Cristoforo Colombo aveva scoperto l’America mentre stava cercando le Indie (e ciò che scoperse divenne ancor più importante di ciò che non scoperse) così, analogamente, Lenin “scoperse concretamente”, mentre cercava la via per cominciare ad estinguere lo Stato, che lo Stato – persino lo Stato borghese – era duro a morire, anche dopo una rivoluzione socialista

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Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina | La resistenza non è terrorismo

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato, che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese

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Karl Marx | Discorso sulla questione del libero scambio

L’abolizione delle leggi sul grano in Inghilterra è il più grande trionfo conseguito dal libero scambio nel XIX secolo. In tutti i paesi in cui gli industriali parlano di libero scambio, essi hanno di mira principalmente il libero scambio del grano e delle materie prime in generale. Colpire con dazi protettivi i grani stranieri è infame, significa speculare sulla fame dei popoli.

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Pino Arlacchi | Razza, colonialismo e genocidio

Il primo incontro su vasta scala degli europei con popolazioni distanti è avvenuto nel corso dell’espansione transoceanica, dal xv al xviii secolo, e ha avuto esiti catastrofici. Lo scontro è stato totalizzante perché alimentato dall’idea che il genere umano sia diviso da una gerarchia invalicabile tra barbari e civilizzati. La violenza razziale, il genocidio e la colonizzazione hanno perciò dominato il campo dei rapporti dell’Europa con gli altri continenti

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Marco Riformetti | Dalla lotta per il futuro alla lotta per il presente

Per spiegare come mai la Russia post-rivoluzionaria decida di virare verso il realismo socialista dopo la collaborazione con i maggiori artisti dell’arte contemporanea – da Marc Chagall e i padri dell’espressionismo, dell’astrattismo e del suprematismo (Vassili Kandinskij, Kazimir Malevic) ai grandi interpreti del costruttivismo (Aleksandr Rodchenko, “El” Lissisky, Vladimir Tatlin, Varvara Stepanova) e del futurismo (Vladimir Majakovskij, Elena Goncharova) – serve una riflessione di ordine storico e politico che, semplificando, possiamo così riassumere: le avanguardie stanno alla rivoluzione come il realismo socialista sta al socialismo reale.

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Marco Riformetti | Questioni di reddito e di consumo

Rispetto alle teorie che sostengono le attuali rivendicazioni sul reddito – minimo, di cittadinanza, di esistenza… – nella pratica delle autoriduzioni avviene un rovesciamento: se i sostenitori del reddito di cittadinanza dicono “dateci i soldi per pagare” gli autoriduttori sembrano dire “non dateci pure nulla, tanto non paghiamo”. Sembrano due approcci molto simili dal momento che realizzano lo stesso effetto pratico – ovvero il consumo – ma in realtà la differenza c’è.

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Mattia Madonia | Albert Bandura, Stanley Milgram e l’aggressività

Da secoli ci interroghiamo sull’origine dell’aggressività e della violenza dell’essere umano. Nel corso del tempo sono state elaborate da filosofi, psicologi, scienziati, sociologi risposte diverse, spesso anche in antitesi tra loro. Dall’homo homini lupus che da Plauto è passato a Hobbes, ovvero l’essere umano visto come una creatura egoista spinta dall’istinto di sopraffazione, al mito del “buon selvaggio”, dove invece viene dipinto un individuo inizialmente pacifico e poi corrotto dalla società, le teorie sul seme del male sono state sviscerate in ogni forma.

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Antiper | I fascisti italiani e la strategia atlantica negli anni ’50

Questa storiella del “terzaforzismo” inizia con lo stesso Mussolini che aveva avuto l’ardire di descrivere il fascismo come “terza via” tra capitalismo e comunismo (senza disdegnare però la sponsorizzazione del capitale industriale e agrario, della monarchia e del Vaticano nonché la loro protezione nell’ascesa verso il potere, protezione senza la quale non vi sarebbe stata alcuna ascesa) e prosegue con alterne vicende fino addirittura al terrorismo nero degli anni ’70

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Karl Marx | Critica del programma di Gotha

Karl Marx | Critica del Programma di Gotha. Note in margine al programma del Partito operaio tedesco, 1875, Mosca, Edizioni in lingue estere. Questo testo, che compie 150 anni, merita di essere studiato ancora oggi per alcune geniali intuizioni – dal carattere processuale e stadiale del comunismo, alla critica dello Stato e del riformismo, dall’internazionalismo della lotta di classe al controverso ma potente concetto di “dittatura del proletariato” – che ne fanno, pur nella sua sinteticità, uno degli scritti politici più importanti di Marx.

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Marco Riformetti | La “cultura proletaria” e il Proletkult

Il movimento culturale e politico Proletkult nasce nei giorni dell’Ottobre; qualcuno dice il 19 (Mally [1990]), altri il 29 (Fitzpatrick [1976]); altri fanno addirittura retrocedere la sua nascita ad una conferenza del Soviet di Pietrogrado del luglio 1917 (Strada [1967]). In realtà parte del gruppo dirigente del Proletkult ha una storia ben più lunga che affonda le proprie radici negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione russa del 1905

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Jason Moore | La crisis climática no es un fracaso humano, sino un éxito capitalista

La crisis climática no es culpa de la humanidad, sino del capitalismo. Este sistema, una máquina que teje poder, ganancias y el mundo vivo en un solo tapiz, ha destrozado los ecosistemas del planeta y, con ellos, el bienestar humano. Su insaciable sed de riqueza busca convertir toda la vida en una oportunidad para obtener ganancias, con consecuencias aterradoras