Categoria: Letture

Letture

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Antiper | Anders, la parzialità della memoria e l’etica del ricordo universale

Uno degli elementi centrali dell’analisi che Günther Anders svolge a proposito dello sterminio nazista (e non solo) ruota attorno al tema della discrepanza tra ciò che l’uomo è diventato capace di produrre e ciò che effettivamente è capace di immaginare. Nell’epoca della Tecnica, sostiene Anders, i prodotti dell’uomo lo sovrastano a tal punto che questi non può che provare una sorta di “vergogna” (Anders la chiama “prometeica”) per la propria limitatezza.

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Ofer Aderet | Documenti declassificati rivelano i contatti della milizia clandestina ebraica pre-statale con la Germania nazista

L’articolo che segue è stato pubblicato dal quotidiano israeliano Haaretz il 14 prile scorso e si basa su alcuni documenti appena declassificati. A proposito dei solidi legami di collaborazione tra le organizzazioni sioniste e le autorità naziste ebbe a parlare già nei primi anni ’60 anche Hannah Arendt, nel suo reportage sul processo di Gerusalemme contro Adolf Eichmann, La banalità del male. Può apparire a prima vista paradossale che organizzazioni del popolo ebraico operassero in combutta con i responsabili del genocidio degli ebrei degli anni ’40, ma questo spiega a quale livello di cinismo e immoralità sono potuti arrivare, e possono arrivare, i sionisti; l’attuale genocidio dei palestinesi, la continua destabilizzazione armata del Medio Oriente, il controllo di settori decisivi dell’establishment politico e finanziario nord-americano rendono tutto ancor più chiaro (Antiper)

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Antiper | Hannah Arendt sulla collaborazione dei Consigli ebraici alla Shoà

Tra i passaggi più controversi e coraggiosi de La banalità del male [1] vi sono quelli in cui Hannah Arendt mostra la complicità dei Consigli degli anziani nel genocidio del popolo ebraico; questi passaggi hanno fatto guadagnare alla filosofa tedesca l’appellativo di “ebrea che odia gli ebrei” in quanto non in linea con la narrazione antidialettica che dopo la Seconda guerra mondiale è stata costruita sul genocidio del popolo ebraico.

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Marco Riformetti | Riprendiamoci la musica: le lotte ai concerti

Nel più generale quadro delle autoriduzioni si colloca la specifica pratica delle autoriduzioni ai concerti che si diffonde fin dai primissimi anni ‘70 ed ha come epicentro le due principali città italiane, Roma e Milano.

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Pan Africanism Today | Join RedBooksDay 2026

As we approach the 100th anniversary of Fidel Castro’s birth, the “Battle of Ideas” has never been more critical. Pan Africanism Today & Inkani Books invite your organisation to join us for #RedBooksDay 2026: Reading for the Revolution.

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Antiper | Invito alla lettura di «The 80th anniversary of the victory in the World Anti-Fascist War» di Neville Roy Singham

Nell’anno appena trascorso si è celebrato l’80° anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale contro i regimi fascisti. Nella “democratica” UE la celebrazione è stata pressoché nulla perché le classi dominanti europee sono da tempo impegnate in una vasta opera di revisionismo storico e di riabilitazione, diretta o indiretta, dei movimenti reazionari del passato. La Russia, protagonista della vittoria, viene esclusa dalle pur liturgiche celebrazioni a cui vengono invece invitati paesi come l’Italia nei quali sono oggi al potere gli eredi politici diretti dei fascismi di allora oppure paesi come Israele che conducono un vero e proprio genocidio.

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Pino Arlacchi | Razza, colonialismo e genocidio

Il primo incontro su vasta scala degli europei con popolazioni distanti è avvenuto nel corso dell’espansione transoceanica, dal xv al xviii secolo, e ha avuto esiti catastrofici. Lo scontro è stato totalizzante perché alimentato dall’idea che il genere umano sia diviso da una gerarchia invalicabile tra barbari e civilizzati. La violenza razziale, il genocidio e la colonizzazione hanno perciò dominato il campo dei rapporti dell’Europa con gli altri continenti

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Marco Riformetti | Dalla lotta per il futuro alla lotta per il presente

Per spiegare come mai la Russia post-rivoluzionaria decida di virare verso il realismo socialista dopo la collaborazione con i maggiori artisti dell’arte contemporanea – da Marc Chagall e i padri dell’espressionismo, dell’astrattismo e del suprematismo (Vassili Kandinskij, Kazimir Malevic) ai grandi interpreti del costruttivismo (Aleksandr Rodchenko, “El” Lissisky, Vladimir Tatlin, Varvara Stepanova) e del futurismo (Vladimir Majakovskij, Elena Goncharova) – serve una riflessione di ordine storico e politico che, semplificando, possiamo così riassumere: le avanguardie stanno alla rivoluzione come il realismo socialista sta al socialismo reale.

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Mattia Madonia | Albert Bandura, Stanley Milgram e l’aggressività

Da secoli ci interroghiamo sull’origine dell’aggressività e della violenza dell’essere umano. Nel corso del tempo sono state elaborate da filosofi, psicologi, scienziati, sociologi risposte diverse, spesso anche in antitesi tra loro. Dall’homo homini lupus che da Plauto è passato a Hobbes, ovvero l’essere umano visto come una creatura egoista spinta dall’istinto di sopraffazione, al mito del “buon selvaggio”, dove invece viene dipinto un individuo inizialmente pacifico e poi corrotto dalla società, le teorie sul seme del male sono state sviscerate in ogni forma.

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Karl Marx | Critica del programma di Gotha

Karl Marx | Critica del Programma di Gotha. Note in margine al programma del Partito operaio tedesco, 1875, Mosca, Edizioni in lingue estere. Questo testo, che compie 150 anni, merita di essere studiato ancora oggi per alcune geniali intuizioni – dal carattere processuale e stadiale del comunismo, alla critica dello Stato e del riformismo, dall’internazionalismo della lotta di classe al controverso ma potente concetto di “dittatura del proletariato” – che ne fanno, pur nella sua sinteticità, uno degli scritti politici più importanti di Marx.

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Marco Riformetti | La “cultura proletaria” e il Proletkult

Il movimento culturale e politico Proletkult nasce nei giorni dell’Ottobre; qualcuno dice il 19 (Mally [1990]), altri il 29 (Fitzpatrick [1976]); altri fanno addirittura retrocedere la sua nascita ad una conferenza del Soviet di Pietrogrado del luglio 1917 (Strada [1967]). In realtà parte del gruppo dirigente del Proletkult ha una storia ben più lunga che affonda le proprie radici negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione russa del 1905

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Marco Riformetti | Il Fronte di sinistra delle arti (LEF)

L’arte, secondo il LEF, non dev’essere fine a sé stessa e gli artisti devono impegnarsi nella trasformazione rivoluzionaria a fianco delle masse popolari. Si arriva addirittura a parlare di uso propagandistico dell’arte

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Marco Riformetti | Il PCI e le autoriduzioni

Nei primissimi anni ‘70 l’atteggiamento del PCI verso il fenomeno delle autoriduzioni è un atteggiamento di attenzione (anche se esclusivamente nei confronti delle iniziative di lotta per l’autoriduzione dei fitti guidate dall’UNIA)

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Marco Riformetti | L’Accademia delle Scienze Artistiche da RAKhN a GAKhN

C’è ancora un’ultima istituzione legata al mondo dell’arte contemporanea che opera nella Russia degli anni ’20 e sulla quale può essere interessante svolgere una breve riflessione: si tratta dell’Accademia delle Scienze Artistiche che nasce nel 1921 come accademia “russa” (RAKhN [1]) e che dal 1925 diventa accademia “statale” (GAKhN [2]).

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Marco Riformetti | L’Istituto superiore di arte e tecnica di Mosca (VKhUTEMAS)

Su questi terreni i costruttivisti russi sono veri e propri apripista delle sperimentazioni che saranno poi sviluppate negli anni ’20-‘30 al Bauhaus in Germania e dal Movimento Arte Concreta (MAC) che nasce alla fine degli anni ’40 a Milano per impulso di figure come quelle di Bruno Munari, Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Atanasio Soldati (Caramel [1994])

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Marco Riformetti | L’Istituto di cultura artistica di Pietrogrado (GINKhUK)

La sperimentazione delle avanguardie viene assunta addirittura come riferimento teorico. Nel 1923 il Museo della Cultura Artistica di Pietrogrado (che era stato istituito assieme a quello di Mosca nel 1919) diventa Istituto della cultura artistica (GINKhUK). Questo passaggio segnala la volontà di andare oltre il semplice luogo di esposizione per diventare un’istituzione orientata alla ricerca e alla sperimentazione nel campo dell’arte