Categoria: Letture

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Simona Baldanzi – Figlia di una vestaglia blu

 
Simona Baldanzi
Figlia di una vestaglia blu
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Editore: Fazi 2006
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Leggere “Figlia di una vestaglia blu” è come accomodarsi su un divano e sfogliare fotografie: le immagini sconosciute ben presto si rivelano familiari perché Simona Baldanzi scrive di una storia che non è solamente sua, scrive di donne, operaie, madri; racconta di figli e figlie, di natura, della terra, del mare, di operai che lavorano lontano dalla propria casa, lasciata al sud, e non si sentono parte di una comunità; uomini e donne avvicinati da un unico destino, quello di lavoratori, con le tute: blu per le “donne della Rifle”, arancione per gli “uomini del buio” che bucano il monte per far passare il treno ad alta velocità.
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Antiper | José Saramago, La caverna (Note di lettura)

“Strana immagine è la tua – disse – e strani sono quei prigionieri”. “Somigliano a noi – risposi””
È questa una delle citazioni più rappresentative de La Caverna, il libro con il quale il grande scrittore e drammaturgo portoghese Josè Saramago rivisita il mito platonico della Caverna in chiave moderna, attualizzandone la forma e le categorie di riferimento. L’antro, nel romanzo, assume i caratteri del Centro, costruzione infinita e maligna in continua espansione che tende ad sussumere sotto di sé ogni cosa, in un continuo accrescimento il cui fine è l’accrescimento stesso.

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Note di lettura a Tina di Pino Cacucci

“Il mondo non è contenuto adeguatamente nel formato di una macchina 35 mm”. Così affermava negli anni 40 del ‘900 Eugene Smith (1918-1978) uno dei padri del fotogiornalismo americano.

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Tina Modotti: un’artista, una militante

(Riassunto redatto utilizzando brani del libro Tina, di Pino Cacucci)

Tina Modotti nasce a Udine nel 1896 e lascia presto la scuola per andare a lavorare e aiutare la famiglia a tirare avanti. A 17 anni, nel 1913 si trasferisce negli Stati Uniti, a San Francisco dove l’aveva preceduta il padre e una sorella. Lì trova lavoro in una fabbrica di camice e si tuffa completamente nel fermento culturale e artistico che pervade la città.

Tina frequenta circoli operai e gruppi teatrali e ben presto lascia il lavoro nella fabbrica riuscendo a mantenersi facendo la sarta. Si trova in un vortice crescente di iniziative e conoscenze e l’inquietudine e il bisogno di indipendenza la portano a sfiorare ogni situazione senza lasciarsene coinvolgere totalmente: tutto la interessa ma niente la soddisfa. Il teatro continua ad attrarla ma non più di altre attività.

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Note di lettura: José Saramago, Le intermittenze della morte

 

 
PDF
 
Jose Saramago
Le intermittenze della morte
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PDF, 146 pagine
Titolo originale: As Intermitencias da Morte
Autore: José Saramago
Editore: Einaudi 2005
Traduzione dal portoghese: Rita Desti
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In un luogo imprecisato, in un tempo sconosciuto, in un contesto storico ignoto, la Morte non uccide più; così succede, come recita l’incipit, che “il giorno seguente non morì nessuno”.

Il lettore dovrà addentrarsi nelle pagine del libro per scoprire quale carico di significato porta con sé il termine “seguente”. La Morte non svolge più il suo lavoro e l’autore ci mostra le implicazioni, i problemi che può provocare un tale avvenimento.

Il mondo di cui l’autore ci narra pare inizialmente immaginario, ma ben presto ci si rende conto che la descrizione dei personaggi, delle loro azioni, l’analisi dei più reconditi pensieri, la narrazione di problemi e la ricerca di soluzioni non sono affatto fiabeschi e con una quasi terribile epifania ci accorgiamo che Saramago sta parlando di noi, di una comunità, di una collettività che a fatica si muove tra i problemi della vita cercando soluzioni che spesso si dimostrano irrealizzabili: facile è trovarsi in caduta libera verso il caos. La gestione di un accadimento quale il non adempiersi di decessi, fa crollare a catena un sistema che, con sapiente ironia, l’autore fa intendere fondarsi solamente sul perpetuarsi della morte. Egli coglie l’occasione per esprimere la sua critica alla società, alla Chiesa, alla politica e all’uomo contemporaneo che, senza la presenza della morte, scopre tutta la sua debolezza.