Categoria: Pensieri

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Antiper | Il capitale non paga

“Per sostenere i prezzi e scongiurare così la causa attiva del pericolo [di naufragio finanziario], lo Stato dovrebbe pagare i prezzi che dominavano [il mercato] prima dello scoppio del panico commerciale nonché scontare il valore dei titoli che hanno [ormai] cessato di rappresentare una qualsiasi cosa tranne i fallimenti. In altre parole, la ricchezza [pubblica] di tutta la comunità, che il governo rappresenta, dovrebbe [essere usata per] compensare le perdite dei capitalisti privati. Questo tipo di comunismo, in cui la reciprocità è tutta da una parte, sembra piuttosto attraente per i capitalisti europei”

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Alain Badiou | Sulla situazione epidemica

Ho sempre ritenuto che l’attuale situazione, segnata da un’epidemia virale, non aveva certo nulla d’eccezionale. Dalla pandemia (anch’essa virale) dell’HIV, passando per l’influenza aviaria, il virus Ebola, il virus SARS 1, per non parlare di diversi tipi d’influenze, persino del ritorno del morbillo o delle tubercolosi, che gli antibiotici non guariscono più, sappiamo ormai che il mercato mondiale, combinato con l’esistenza di vaste zone sotto-medicalizzate del pianeta e con l’insufficienza della disciplina mondiale nelle necessarie vaccinazioni, produce inevitabilmente delle epidemie serie e devastanti (nel caso dell’HIV, diversi milioni di morti)

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Antiper | Lenin, uomo del futuro, II

La nascita del marxismo russo non poteva avvenire che in un contesto ancora profondamente segnato dall’esperienza politica del populismo rivoluzionario. Ma ben diverso è affermare che il marxismo russo sarebbe una sorta di versione populista del marxismo, come fanno certi autori1 che il fervore anti-leninista spinge ben oltre le soglie del ridicolo. In Plechanov, certo, permangono alcune suggestioni populiste anche dopo la rottura formale con la propria esperienza precedente, ma la stessa cosa non vale per Lenin il cui esordio teorico è largamente dedicato proprio alla polemica contro le tesi populiste.

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Antiper | Lenin, uomo del futuro, I

Alla metà del XIX secolo la Russia è ancora un paese molto arretrato dal punto di vista capitalistico, in notevole ritardo rispetto alle altre grandi potenze europee. Indebolito dalla sconfitta di Crimea lo Zar si trova costretto, sotto la pressione combinata delle periodiche rivolte contadine e soprattutto dell’incipiente sviluppo capitalistico , a concedere nel 1861 l’abolizione della servitù della gleba. Ma questa tanto attesa “riforma” non determina un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita dei contadini; al contrario, ne determina un ulteriore peggioramento…

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Samir Amin | China 2013

The debates concerning the present and future of China—an “emerging” power—always leave me unconvinced. Some argue that China has chosen, once and for all, the “capitalist road” and intends even to accelerate its integration into contemporary capitalist globalization. They are quite pleased with this and hope only that this “return to normality” (capitalism being the “end of history”) is accompanied by development towards Western-style democracy (multiple parties, elections, human rights)

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Alain Badiou | Uno si divide in due

Il secolo, dunque, non è in alcun modo un secolo di “ideologie” nel senso dell’immaginario e delle utopie. La sua determinazione soggettiva principale è la passione del reale, di ciò che è immediatamente praticabile qui e ora. Abbiamo dimostrato che l’importanza della finzione non è che una conseguenza di tale passione

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Alain Badiou | Lettera a Slavoj Žižek sull’opera di Mao Tse-Tung

La tua introduzione ai testi filosofico-politici di Mao pubblicata da Verso è, come sempre, di grande interesse. Per cominciare direi, come è mia abitudine e di contro alla tua reputazione – frutto di una falsificazione del tutto francese – di uomo di spettacolo e di buffone del concetto (hanno detto altrettanto del nostro maestro Lacan, sentiamoci rassicurati!) che questa tua introduzione è leale, profonda e coraggiosa.

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Slavoj Žižek | On Practice and Contradiction by Mao Zedong

One of the most devious traps which lurk for Marxist theorists is the search for the moment of the Fall, when things took the wrong turn in the history of Marxism: was it already the late Engels with his more positivist-evolutionary understanding of historical materialism? Was it the revisionism AND the orthodoxy of the Second International? Was it Lenin? Or was it Marx himself in his late work, after he abandoned his youthful humanism (as some “humanist Marxists” claimed decades ago)?

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Mao Tze Tung | Sulla contraddizione

“La legge della contraddizione inerente alle cose, ossia la legge dell’unità degli opposti, è la legge fondamentale della dialettica materialista. Lenin ha detto: “La dialettica, in senso stretto, è lo studio delle contraddizioni nell’essenza stessa degli oggetti. […]”. Lenin ha affermato più volte che questa legge è l’essenza della dialettica; ha anche detto che essa costituisce il nocciolo della dialettica. Perciò, studiando questa legge, non possiamo non toccare una vasta cerchia di temi, un vasto numero di questioni filosofiche. Se riusciremo a chiarirli tutti, arriveremo a comprendere la sostanza della dialettica materialista”.

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Essere antifascisti. Introduzione

In Italia il fascismo, come particolare formazione economico-sociale di tipo capitalistico, è esistito per circa un ventennio, dall’inizio degli anni ’20 all’inizio degli anni ’40 del ‘900. I fascisti, invece, sono esistiti ben oltre la fine del fascismo storico [1] e tuttora esistono e da qualche anno si fa un gran parlare del loro ritorno al centro della scena politica e di una sorta di “fascistizzazione” in atto.