Categoria: Pensieri

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Antiper | Dalla filosofia alla concezione materialistica della storia. Introduzione

Nel parlare di marxismo e filosofia si va da chi afferma che il vero problema del marxismo è l’assenza di uno spazio filosofico specifico a chi afferma che un po’ di buona filosofia c’è, ma bisogna disseppellirla da sotto una montagna di deformazioni economicistiche, storicistiche, umanistiche, a chi sostiene che in Marx è posto in modo esauriente il problema filosofico fondamentale. E così via.

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Laboratorio Marxista | Genova 2001

Con queste note non intendiamo ripercorrere gli eventi di Genova: non ce n’è lo spazio e neppure la necessità, visto che molti fatti sono in larga parte noti. Intendiamo piuttosto riflettere su alcuni elementi così come li abbiamo percepiti nei due giorni che abbiamo passato a Genova (il 20 e il 21) e così come li abbiamo percepiti leggendo la stampa di regime e quella di movimento nei giorni successivi.

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Antiper | Gramsci e la rivoluzione contro il Capitale. Riflessione su un famoso articolo

Antonio Gramsci è pressoché unanimemente considerato il più importante marxista italiano e gli “studi gramsciani” si sono sviluppati in modo vastissimo, soprattutto a livello internazionale. Gramsci è stato anche una vittima del fascismo, un uomo che ha pagato con 10 anni di carcere e con la morte la sua lotta contro la dittatura mussoliniana; è dunque comprensibile che gli siano stati tributati tanti meritati omaggi, soprattutto nel passato.

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Antiper | Stato, crisi e riproduzione capitalistica

L’asin/istra italiana (e non solo) è sempre stata irresistibilmente attratta dalle teorie economiche che enfatizzano il ruolo dello Stato nella “protezione sociale” dei lavoratori dagli arbitri del “libero” mercato [1]. Di conseguenza, a sinistra, si è portati naturalmente a ritenere che Keynes e Marx, in fondo, siano molto più vicini tra loro di quanto non lo siano con i supporter del cd “libero mercato” [2].

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Antiper | Persistenza storica del comunismo

La tensione degli uomini verso la conquista di una relazione armonica – “comunista” – tra gli individui basata sul superamento delle disuguaglianze e le contraddizioni sociali e politiche non nasce con Marx. Con Marx nasce una particolare, moderna, visione del comunismo.

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Chiara Giorgi | Un futuro presente. Utopia e non utopia

Ho scelto di parlare del tema dell’utopia in quanto, a mio parere, le vicende di questo concetto consentono sia di inquadrare il grande tema dell’alternativa (a partire da Marx ed Engels, lungo la storia del marxismo e in relazione alle possibilità dell’oggi); sia di tenere insieme quella dimensione interrelata di passato, presente e futuro tanto problematica quanto fondamentale nell’attuale condizione di imperante presentismo in cui il tempo del neoliberalismo ci continua a schiacciare. La questione dell’utopia ha inoltre un interesse storico sia per come interpretata da Marx ed Engels, sia per come si è sviluppata nelle diverse congiunture storiche del Novecento e degli inizi del nuovo secolo, allorquando essa è tornata a campeggiare quale sinonimo di un altro mondo possibile e reale.

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Antiper | Una nota su composizione organica di capitale, saggio di pluvalore e caduta tendenziale del saggio di profitto

“Se si suppone inoltre che questo progressivo mutamento della composizione del capitale non si verifichi solo in alcune sfere isolate di produzione ma, in misura maggiore o minore, in tutte o almeno in quelle di maggiore importanza; se tale cambiamento modifica quindi la composizione media organica [1] del capitale complessivo appartenente ad una determinata società, questo progressivo aumento del capitale costante in rapporto a quello variabile deve portare per forza di cose a una progressiva diminuzione del saggio generale del profitto, restando immutato il saggio del plusvalore o il grado di sfruttamento del lavoro da parte del capitale”

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Antiper | L’utopia come luogo del non-ancora-esistente

Nel Manifesto del partito comunista Karl Marx e Friedrich Engels bollano alcuni movimenti socialisti della loro epoca come “critico-utopistici” e criticano la loro pretesa di ingabbiare il pensiero del futuro strettamente entro i codici del presente (borghese e piccolo borghese)

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Antiper | Antifascismi

In questi anni i partiti della sinistra riformista hanno usato il “pericolo fascista” per chiamare al voto un “popolo della sinistra” sempre più deluso e soprattutto per convincerlo della necessità di costruire cartelli elettorali e accordi istituzionali con partiti più o meno apertamente confindustriali. Ma mentre ogni tanto il centro-sinistra vinceva sul terreno elettorale, la destra intanto dilagava sul piano politico e culturale.

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Antiper | Dell’emulazione irriflessiva e della distruzione di statue

Da quando si è diffusa nella rivolta di Minneapolis la pratica della distruzione di statue (specialmente quella di Cristoforo Colombo) in larga parte dell’asin/istra social italiana è scattato il classico riflesso condizionato (di cui è espressione esemplare la parola d’ordine “imbrattiamo la statua di Montanelli!”); non potendo emulare le cose più interessanti della rivolta americana (ovvero una mobilitazione radicale contro il razzismo e l’ingiustizia sociale che coinvolge milioni di persone, soprattutto giovani, trasversalmente alle comunità), l’asin/istra ha deciso che poteva comunque emulare (a chiacchiere) quelle meno interessanti

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Antiper | Dal razzismo biologico al razzismo culturale. Riflessioni a partire da Pierre-André Taguieff

Nel linguaggio contemporaneo il termine razza sta diventando obsoleto mentre quello di razzismo viene usato in un numero sterminato di contesti in qualità di sinonimo di espulsione, rigetto, ostilità, odio… Occorrerebbe, pertanto, cercare di individuare alcuni criteri che ci permettano di comprendere questo fenomeno più da vicino.

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Fondazione Basso | L’attualità del Capitale, nel bicentenario della nascita di Karl Marx (23-24 marzo 2018)

Questo seminario intende rileggere il lascito di Marx e in particolare del Capitale alla luce di questioni che oggi rendono particolarmente vive le analisi marxiane, facendo di questa opera uno strumento irrinunciabile al fine di comprendere le dinamiche del capitalismo contemporaneo. Non a caso negli ultimi anni Marx torna ad essere interrogato da più parti del globo e le sue categorie interpretative tornano ad essere utilizzate per far luce sia sui rapporti di dominio odierni, sia sui conflitti e le lotte che sfidano le dinamiche, i dispositivi e l’organizzazione dell’attuale capitalismo. I temi proposti intendono interrogare il Capitale alla luce del presente, sulla base dell’assunto che il pensiero di Marx è stato ed è ancora, più che mai nel contesto odierno, un metodo per interpretare e per pensare ad una trasformazione possibile. «Leggere Il Capitale» è ancora all’ordine del giorno.

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Marco Riformetti | Il Covid-19 e la (nuova) crisi che verrà

“Dopo alcune settimane dallo scoppio dell’epidemia di Covid-19 in Occidente è già molto diffusa la consapevolezza che questa crisi produrrà enormi effetti economici e sociali: “L’economia mondiale non ha mai visto niente di simile. Quasi tutte le previsioni economiche per il 2020 parlano di una contrazione del PIL globale del 3-5%, peggiore quanto, se non di più, di quella della Grande Recessione del 2008-9. Secondo l’OCSE, nella maggior parte delle economie la produzione diminuirà in media del 25%, mentre intanto i “lockdown” vanno avanti e interesseranno direttamente una quota di settori che rappresentano fino a un terzo del PIL delle principali economie. Per ogni mese di contenimento è prevista una perdita di 2 punti percentuali nella crescita del PIL annuale””

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Giulio Palermo | Default totale. Per un’uscita anticapitalistica dalla crisi

In questo articolo, propongo una riflessione ad ampio raggio sul ruolo che può avere il
ripudio del debito pubblico in Europa in questa crisi economica e finanziaria. Ben inteso, la
crisi è mondiale e l’Europa non ne è certo l’epicentro. Anzi, l’Unione europea sta mostrando
la sua subalternità nei rapporti imperialistici mondiali e la sua impreparazione rispetto a
questa accelerazione delle contraddizioni che già viveva prima del coronavirus.

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Marco Riformetti | La questione del suffragio e della maggioranza

In letteratura si può trovare un numero pressoché infinito di definizioni di “democrazia”. Esistono tuttavia almeno un paio di elementi che ricorrono con una certa frequenza: 1) la possibilità di far valere una posizione politica esclusivamente attraverso il ricorso a mezzi di natura pacifica – e segnatamente attraverso il voto (nelle elezioni politiche e amministrative, nelle assemblee sindacali, nei movimenti sociali, nelle associazioni…) – e quindi la rinuncia a ricorrere alla violenza o all’uso di mezzi di natura illegale; 2) l’assunzione delle decisioni collettive in base al principio di maggioranza.

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Marco Riformetti | Fine della democrazia?

Per porre la questione della democrazia o, meglio ancora, per porre la questione di come Lenin pone la questione della democrazia dovremmo anzitutto porre la questione di come viene usato e a cosa venga riferito usualmente il termine “democrazia”; porre la questione, ad esempio, se possa dirsi democratica una società in cui solo il 15-20% della popolazione (i maschi adulti-cittadini-residenti) gode del diritto di partecipare alla vita politico-istituzionale (con donne, schiavi e immigrati privati dei diritti politici); oppure, se possa dirsi democratica una società in cui il suffragio è sì universale, ma in cui i mezzi materiali e intellettuali per la formazione del consenso sono concentrati nelle mani di pochissime persone. E poi provare ad analizzare il punto di vista di Lenin.

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Antiper | Postfazione a L. Althusser, Introduzione al Capitale, Punto I

In questa seconda parte del libretto è contenuta la famosa raccomandazione di Althusser – rivolta ai lettori che per la prima volta si avvicinano al Capitale – di saltare tutta la prima sezione.
Si tratta di una raccomandazione che ai maliziosi potrebbe apparire suggerita dall’inconfessato intento di Althusser di evitare al lettore l’impatto iniziale con il primo capitolo, quello dedicato alla teoria del valore che, per riconoscimento dello stesso Marx, ammicca qua e là al linguaggio hegeliano; questo perché, come è noto, è forte la critica althusseriana di Hegel, tanto forte da coinvolgere anche il “giovane Marx” e da indurre il filosofo francese a parlare di “rottura epistemologica” tra le marxiane opere giovanili – considerate troppo storiciste e umaniste, in sostanza troppo hegeliane – e le opere più mature, successive all’Ideologia Tedesca e alle Tesi su Feuerbach – finalmente scientifiche –).

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Louis Althusser | Introduzione al I Libro del Capitale. Punto I (parte seconda)

Le maggiori difficoltà, sia teoriche che di altro genere, che ostacolano una facile lettura del libro I del Capitale, sono sfortunatamente (o fortunatamente) concentrate nell’apertura stessa del libro I, e precisamente nella sua prima sezione, che tratta di “Merce e denaro”.
Do dunque il seguente consiglio: mettere provvisoriamente fra parentesi tutta la sezione I, e cominciare la lettura dalla sezione II: “La trasformazione del denaro in capitale”.
Si può, a mio giudizio, cominciare (e soltanto cominciare) a comprendere la sezione I, solo dopo aver letto e riletto tutto il libro I a partire dalla sezione II.