Marco Riformetti | L’Istituto superiore di arte e tecnica di Mosca (VKhUTEMAS)
Tratto da Marco Riformetti, Comunisti, arte e cultura dal primo al secondo dopoguerra del Novecento, Tesi di laurea in “Storia e società” (LM84), maggio 2025.

C’è tutta una corrente del movimento artistico d’avanguardia russo che considera di grande rilevanza il tema dell’utilità sociale dell’opera d’arte. Questa corrente, che è meno incline alle sperimentazioni più astratte, prende alla lettera il proprio impegno a non separare l’arte dalla vita. I terreni sui quali questa unione sono più immediati sono ovviamente quelli delle arti applicate e in particolare design e architettura. Su questi terreni i costruttivisti russi sono veri e propri apripista delle sperimentazioni che saranno poi sviluppate negli anni ’20-‘30 al Bauhaus in Germania e dal Movimento Arte Concreta (MAC) che nasce alla fine degli anni ’40 a Milano per impulso di figure come quelle di Bruno Munari, Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Atanasio Soldati (Caramel [1994]).
Questa attenzione verso il carattere “applicato” e “utile” dell’arte nella Russia rivoluzionaria trova addirittura una sua concretizzazione istituzionale: si tratta del VKhUTEMAS [24] che nasce nel 1920 come evoluzione dei Liberi laboratori sorti nel 1918 nell’immediata prossimità della rivoluzione
«Il primo Libero Laboratorio, nel quale ogni studente poteva entrare senza produrre alcun diploma e dove gli studenti eleggevano i loro insegnanti, venne aperto a Pietrogrado il 10 ottobre 1918» (Jangfeldt [1976])
Il VKhUTEMAS presenta corsi di «architettura, pittura, scultura, lavorazione del legno e del metallo» tutti preceduti da
«un unico corso preparatorio in cui sono insegnati i principi base della forma, un po’ come al Vorkurs del Bauhaus di Weimar» (Prestinenza [2003])
Tra VKhUTEMAS e INKhUK si stabilisce un forte legame che passa anche attraverso la relazione con i principi del costruttivismo. Molti membri dell’INKhUK sono professori al VKhUTEMAS e questo crea un importante legame tra teoria e pratica. Peraltro, il Gruppo di lavoro costruttivista dell’INKhUK scrive un documento nel quale deplora la situazione di abbandono in cui versa il VKhUTEMAS. Il fatto è che anche il VKhUTEMAS è colpito dalle difficoltà economiche e nel 1927 viene chiuso [25] in quanto istituzione autonoma; le sue attività vengono ristrutturate e accorpate con altre istituzioni nel quadro di una ridefinizione della sua impostazione in senso più tecnico e meno artistico.
Nonostante la sua breve vita il VKhUTEMAS ha un’influenza molto grande sebbene poco conosciuta in Occidente, se non all’interno di ambiti specifici, perché messa in ombra dalla grande valorizzazione (potremmo persino dire messa a valore) della sua istituzione gemella, il Bauhaus, il che è avvenuto certamente per gli enormi meriti tecnico-artistici di questo e forse anche perché i grandi architetti del Bauhaus sono diventati ricercatissimi progettisti di grattacieli e lussuose ville ultra-moderne negli Stati Uniti durante l’ascesa imperiale di questo paese; e forse anche perché gli straordinari artisti-insegnanti di quella scuola (Vassili Kandinskij, Paul Klee, László Moholy-Nagy, Johannes Itten, Walter Gropius, Ludwig Mies van der Rohe, Hannes Meyer) avendo lasciato la Russia comunista alcuni e la Germania nazista altri avevano le carte molto più in regola degli amici dei bolscevichi per entrare nel circuito dell’arte di mercato occidentale. Al di fuori del gioco delle ipotesi maliziose (che ovviamente è soprattutto un gioco, posto che stiamo parlando di artisti che operano in un’istituzione straordinaria) è molto interessante osservare come VKhUTEMAS e Bauhaus condividano una struttura accademica simile ed anche un approccio politico simile, sebbene il Bauhaus debba giocoforza presentarsi in modo più “moderato” in quanto opera in un contesto nel quale si fa sempre più aggressiva l’avanzata delle pulsioni reazionarie, specialmente dopo la sconfitta delle insurrezioni rosse del periodo 1918-1920 (e non a caso si guadagnerà la repressione del governo nazista asceso al potere).
Note
[24] “Laboratori artistico-tecnici superiori” (Wikipedia).
[25] Nel 2020 si è tenuta la Conferenza internazionale dai 100 dalla fondazione (link).



