Categoria: Mondo

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CrimethInc. | Minneapolis: ora questa lotta si combatte su due fronti

Le dimostrazioni di questa settimana a Minneapolis segnano uno spartiacque storico nell’epoca del COVID-19. Come abbiamo scritto a marzo, ci sono alcune cose per le quali vale la pena morire. La perpetuazione del capitalismo non è una di queste. Ma alcuni di noi affrontano minacce ancora più mortali del COVID-19. Vale la pena rischiare la nostra vita per lottare per un mondo in cui nessuno sia ucciso come George Floyd – e ciò che sta accadendo a Minneapolis dimostra che la gente è pronta a farlo

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Samir Amin | China 2013

The debates concerning the present and future of China—an “emerging” power—always leave me unconvinced. Some argue that China has chosen, once and for all, the “capitalist road” and intends even to accelerate its integration into contemporary capitalist globalization. They are quite pleased with this and hope only that this “return to normality” (capitalism being the “end of history”) is accompanied by development towards Western-style democracy (multiple parties, elections, human rights)

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Antiper | Maestri di scuola, lavoro produttivo e Capitale

Nel capitolo XIV del primo libro del Capitale Marx affronta un tema che ha assunto grande rilevanza nel dibattito politico internazionale e che sembra essere diventato ancora più rilevante con l’avvento di quella che Manuel Castells ha chiamato “società dell’informazione”; si tratta del tema se il lavoro “immateriale” (ad esempio il lavoro mentale) debba o meno essere considerato produttivo.

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Etienne Balibar | Lenin, i comunisti e l’immigrazione

Nell’ottobre del 1913, Lenin pubblica un articolo poco conosciuto su “Il capitalismo e l’immigrazione dei lavoratori” [2]. Qui egli afferma che

“Il capitalismo ha creato un tipo particolare di migrazione di popoli. I paesi che si sviluppano industrialmente in fretta, introducendo più macchine e soppiantando i paesi arretrati nel mercato mondiale, elevano il salario al di sopra della media e attirano gli operai salariati di quei Paesi.

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Raul Castro | Discorso per i funerali di Fidel a Santiago

Stimati Capi di Stato e di Governo;
Importati personalità che ci accompagnano;
Compatrioti che si trovano qui e rappresentano le province orientali e di Camagüey;
Santiaghere e santiagheri;
Amato popolo di Cuba:

Nel pomeriggio di oggi, dopo il suo arrivo in questa eroica città, il corteo funebre con le ceneri di Fidel che ha realizzato in senso inverso quello della Carovana della Libertà del gennaio del 1959, ha percorso luoghi emblematici di Santiago de Cuba, culla della Rivoluzione dove, come nel resto del paese, ha ricevuto la testimonianza dell’amore dei cubani.
Domani le sue ceneri saranno poste con una semplice cerimonia, nel Cimitero di Santa Ifigenia, molto vicino al mausoleo dell’Eroe Nazionale José Martí, ai suoi compagni di lotta della Moncada, del Granma, dell’Esercito Ribelle, della clandestinità e delle missioni internazionaliste.

A pochi passi s’incontrano le tomba di Carlos Manuel de Céspedes, il Padre della Patria, e della leggendaria Mariana Grajales, madre dei Maceo, e oso dire in questa manifestazione, anche madre di tutti i cubani e le cubane.
Vicino si trova il Pantheon con i resti dell’indimenticabile Frank País García, giovane santiaghero assassinato dalla tirannia batistiana a soli 22 anni, un mese dopo la morte in combattimento in un’azione in questa città, di suo fratello minore Josué. L’età di Frank non gli aveva impedito d’accumulare un’esemplare traiettoria di lotta contro la dittatura, nella quale si era distinto come capo del sollevamento armato di Santiago di Cuba, il 30 novembre del 1956, in appoggio allo sbarco dei ribelli del Granma: così come per l’organizzazione del decisivo invio di armi e di combattenti al nascente Esercito Ribelle nella Sierra Maestra.

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Corto Circuito – Marxpedia | Leave Europe, capitalism remain. Un referendum farsa, una falsa alternativa

Un intervento condivisibile (Antiper)

 

Prima parte: dalla Brexit alle dimissioni di Farage

1. Essenza della cosiddetta democrazia liberale è ridurre l’intera alternativa tra il peggio e il meno peggio. Il meno peggio è spesso solo la forma presentabile del peggio. Il REFERENDUM, lungi dall’essere forma avanzata di democrazia, si sposa perfettamente con questo modello. Tanto più suonano pompose le trombe del “plebiscito”, tanto più lo spartito è scritto alle spalle della “plebe”.

2. Il fatto che in Europa ritorni tanto lo strumento referendario, dalla Grecia fino al Regno Unito passando per la Scozia, non riflette la salute democratica del capitalismo europeo. Riflette semmai la sua profonda malattia. Le masse vengono chiamate fugacemente a esprimersi con un sì o con un no, da usare come grimaldello, ricatto o materia di scambio nelle reali sedi decisionali.